Storia della cattedrale di sansepolcro




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Sansepolcro Cathedral

1012-2012





STORIA DELLA CATTEDRALE

DI SANSEPOLCRO

HISTORY OF

SANSEPOLCRO CATHEDRAL

La cattedrale fu fondata da due pellegrini, S. Egidio e S. Arcano, al loro ritorno dalla Terra Santa. Essi avevano delle reliquie del Santo Sepolcro e la leggenda dice che la cattedrale fu costruita sul sito dove esse vennero lasciate. Ecco perché nell’XII secolo quest’area divenne il centro religioso da cui si sviluppò la città.

L’abbazia fu dedicata al Santo Sepolcro e ai quattro evangelisti. In seguito fu dedicata a San Giovanni Evangelista e nel 1838 vi fu aggiunto il nome di San Romualdo.


Anche Piero della Francesca lavorò nella chiesa dal 1473 al 1474 e fu seppellito nella cappella monastica.

Il primo nucleo dell’abbazia fu l’oratorio, chiamato Monacato; oggi è corrispondente alla cappella dedicata a San Leonardo.

Nel X secolo un monaco di nome Isaia fu chiamato a guidare la comunità monastica. Il primo documento che registra la costruzione dell’abbazia è un privilegio assegnato da Papa Benedetto VIII alla nuova abbazia e il primo abate fu Roderico I, che successe a Isaia nel 1013. L’abbazia benedettina ricevette privilegi sia dal papa che dall’imperatore e godette della protezione dell’imperatore Corrado II nel 1017.

Era un monastero “privato”, costruito in territorio reale, così che l’imperatore aveva il diritto di nominare l’abate.

L’abbazia fu consacrata il 1° Settembre 1049 da parte dei vescovi di Città di Castello, Arezzo e Sarsina. Tra il 1137 e il 1187 l’abbazia benedettina entrò a fare parte dell’ordine camaldolese e dal 1301 al 1340 fu ricostruita secondo la forma che ha ancora oggi. Nel 1520 l’abbazia fu proclamata Cattedrale di san Giovanni Evangelista, il quale divenne il Patrono della città.

Durante i secoli l’abbazia ha avuto molti cambiamenti. Nel XVI secolo il pavimento, distrutto da un terremoto, fu riparato. Nel XVII ci furono molti interventi di restauro: il rosone centrale fu sostituito da una grande finestra e si riaprirono sedici cappelle. Nel XVIII secolo, in seguito ad un altro terremoto, ci fu un incendio nella sacrestia e undici altari laterali furono distrutti. Essi furono poi rimpiazzati da altri sei. Tra il 1934 e il 1943, sotto il vescovo Pompeo Ghezzi, l’edificio sacro fu completamente restaurato in stile romanico. Nel 1962 papa Giovanni XXIII diede alla cattedrale il nome di Basilica Minore.



The Cathedral was founded by two pilgrims, St. Egidio and St. Arcano, on their way back from the Holy Land. They had some relics of the Saint Sepulchre and the legend says the Cathedral was built on the site where they were left. This is the reason that in the 11th century it became the religious centre from which the town developed.

The Abbey was dedicated to the Holy Sepulchre and the four Evangelist Saints. Later it was renamed after St. John the Evangelist and in 1838 the name of St. Romualdo was added.

Piero della Francesca worked in the church from 1473 to 1474. He was buried in the monastic chapel.

The first nucleus of the Abbey was the Oratory, called Monacato (monks’ area). This is today the Chapel of St. Leonardo.

It is known that in the second half of the 10th century a Benedictine monk, Isaiah, was called to run the monastic community. The first record that certifies the construction of the Abbey was a privilege given by Pope Benedetto VIII to the new Abbey and its first abbot, Roderico I, who succeeded Isaiah in 1013. The Benedictine Abbey had privileges from both the Pope and the Emperor and was under the protection of Emperor Corrado II in 1017.

It was a “private” monastery, built on royal land, so the Emperor had the right to appoint the Abbot.

The Abbey was consecrated on 1st September 1049. The consecrating bishops were from Città di Castello, Arezzo and Sarsina. Between 1137 and 1187 the Benedictine Abbey joined the Camaldolese order and from 1301 to 1340 it was rebuilt and acquired its present shape. In 1520 the Abbey was proclaimed the Cathedral of St. John the Evangelist, who became the Patron Saint of the town.

During the centuries the Abbey has undergone many changes. In the 16th century the floor, destroyed by an earthquake, was repaired. In the 17th there were many restorations and the front rose window was replaced by a big window and sixteen chapels were discovered. In the 18th century, because of another earthquake, there was a fire in the sacristy of the cathedral and the eleven lateral altars were destroyed. They were replaced by six new ones. Between 1934 and 1943, under the episcopacy of Monsignor Ghezzi, this sacred building was completely restored in Romanic style. In 1962 Pope Giovanni XXIII gave the Cathedral the title of Minor Basilica.





Glazed terracottas: St. Benedict and St. Romualdo





Terracotte invetriate:

S. benedetto e s. romualdo

(Scuola Robbiana)

glazed terracottas:

St. benedict and st. romualdo

( School of Della Robbia)

ANALISI:

Sono due statue ad altorilievo, a scala naturale, posate su due mensole con angeli cherubini con quattro ali.



  • San Benedetto nacque a Norcia nel 480 circa e fu il fondatore dell'ordine dei Benedettini. Fondò il monastero di Montecassino e qui scrisse la Regola nella quale organizzava la vita dei monaci nei minimi particolari. Tra i principi che essi dovevano rispettare, il più importante era l'obbedienza all'abate, "padre amoroso" (il nome deriva dal siriaco abba, "padre"), mai chiamato superiore; egli è cardine di una famiglia ben ordinata che scandisce il tempo nelle varie occupazioni della giornata, durante la quale la preghiera e il lavoro si alternano nel segno del motto "ora et labora" (prega e lavora).

  • San Romualdo nacque a Ravenna nella seconda metà del X secolo; a vent'anni abbracciò la Regola di San Benedetto e fondò l'eremo con monastero di Camaldoli nel 1012. Qui riprese l'esperienza antica della meditazione delle Scritture nel silenzio della cella eremitica, associata però alla vita comune del monastero. La chiesa fu dal 1000 al 1200 Benedettina poi dal 1200 al 1520 Camaldolese.

TERRACOTTA INVETRIATA: Luca Della Robbia (1400-1482) è considerato, durante il Rinascimento, l'inventore dell'invetriatura, creando, come scrisse il Vasari nelle Vite, "un'arte nuova, utile e bellissima", e "trovò il modo di invetriare essa terra col fuoco, in maniera che non la potesse offendere né acqua, né vento". La possibilità di colorare con uno smalto lucente le superfici aggiungeva alle qualità plastiche, proprie della scultura, quelle cromatiche della pittura. Luca si serve di pochi colori: predomina il bianco latteo delle figure e l'azzurro sullo sfondo; a questi si aggiungono pochi tocchi di verde e di giallo.

  • Invetriatura: miscela di piombo e silice che è perfettamente trasparente e molto brillante.

Le grandi possibilità offerte dall'uso della terracotta invetriata consentirono agli eredi di Luca Della Robbia di proseguire le attività di bottega per generazioni. Lo stesso Andrea (1435-1525), figlio del fratello di Luca, comincia a usare un maggior numero di color; poi Giovanni e Girolamo, figli di Andrea appesantiscono con colori le figurazioni.

ANALYSIS:

They are two high-relief life- size statues of St. Benedict and St. Romualdo. These statues are placed on two shelves with cherub angels who have got four wings. Here is some information about the two saints:



  • St.Benedict, the founder of the Benedectine order, was born in Norcia in 480. He founded the monastery of Montecassino and there he wrote his “Rule”. It was based on strict obedience to the Abbot who was called “loving father” (this name derives from the Syrian word “abba” which means “father”). He did not have a higher position in the hierarchy, even though he was considered the center of the monks’ family. They used to spend their time in praying and working. In fact the Benedictines’ motto was “ora et labora” (pray and work).

  • St. Romualdo was born in Ravenna in the 2nd half of the 10th century. When he was twenty, he took up Saint Benedict’s Rule, then in 1012 he founded the hermitage and monastery at Camaldoli where he decided to follow the traditional way of interpreting the Holy Scriptures and meditating in the silence of his hermit’s cell. From 1000 to 1200 the church was led by the Benedictine order, and then, from 1200 to 1520, by the Camaldolese one.

GLAZED EARTHENWARE: Luca della Robbia (1400-1482) is considered the inventor of this type of glazed earthenware. Colouring terracotta surfaces with a shiny enamel meant giving them some molded and chromatic qualities, which were typical of sculpture and painting. Luca used few colours: a milky white for the figures and a kind of light-blue for the background together with yellow and green. Here is some information about the glaze:

  • The glaze is a perfectly transparent mix of lead and silica; it is very bright.

The Della Robbias and the glaze: Luca Della Robbia’ s heirs continued using the glaze for generations. One of them, Andrea, Luca's brother's son, started to use a greater number of colours; his children kept adding more and more colours to the figures which gave them a quite heavier look.



Madonna with child





MADONNA CON BAMBINO IN TRONO

TRA SANTA CATERINA D'ALESSANDRIA

E SAN TOMMASO BECKET,

ARCIVESCOVO DI CANTERBURY.

(parete destra)




the Virgin Mary with child on the throne, between St. CatherinE from Alessandria and St. Thomas Becket, archbishop of Canterbury
(right wall)

ANALISI:

  • L'affresco è datato 1385, ed è stato attribuito alla scuola romagnola.

  • Ritrovato durante i lavori del 1934-1943.

  • S. Caterina d'Alessandria è riconoscibile dalla presenza della ruota del martirio.

  • La presenza di S. Tommaso Becket (1117-1170) ci conferma il culto e la venerazione che aveva nella Vaitiberina, forse ebbe una dimora in Anghiari, ma sicuramente fu di passaggio in queste terre in occasione del suo viaggio a Roma.

AFFRESCO:

La pittura ad affresco è stata ampiamente praticata nel Medioevo e nel Rinascimento. Nella pittura “a buon fresco" i colori sono sciolti in acqua e stesi su un intonaco ancora umido. Preparazione della parete:



  • Primo strato di intonaco, l’Arriccio, ruvido, formato da sabbia, ghiaia, calce spenta e acqua; su di esso veniva tracciato il disegno preparatorio, detto "sinopia".

  • Secondo strato, l’Intonaco, un impasto più liscio formato da calce, sabbia sottile e polvere dì marmo.

  • Terzo strato, il Tonachino, sottilissimo. L’intonaco e il tonachino sono strati applicati su superfici limitate che permettono la lavorazione della pittura prima dell'asciugatura.

  • La Pontata era una larga striscia d’intonaco corrispondente alla lunghezza del ponteggio. Nella Pontata l’intonaco segue il disegno preparatorio.

  • La calce presente nella preparazione si combina con l'anidrite carbonica dell’aria generando una pellicola di carbonato di calcio (carbonatazione): i cristalli di carbonato di calcio, non più solubili in acqua, inglobano le particelle colorate rendendo la pellicola pittorica lucente e resistente nel tempo.




ANALYSIS:

    • The fresco, dating back to 1385, has been attributed to the painting school from Romagna.

    • It was found during the restoring works in the years 1934-1943. Here is some information about the painted characters:

    • St. Catherine from Alessandria can be recognized by the presence of her martyrdom wheel.

    • St. Thomas Becket (1117-1170) is portrayed as he was venerated in the Tiber Valley, probably because he may have lived in Anghiari for some time; as a matter of fact he passed through while travelling to Rome.

FRESCO:

Fresco painting was widely developed in the Middle Ages and the Renaissance. In "a buon fresco" (good fresco) the colours are melted in water. Then they are spread over the plaster, which is still wet. Here is how the wall is to be prepared before using the fresco technique:



    • First of all they had to spread a thin layer of plaster called "Arriccio" (pointing or rendering). It is rough and it is composed of sand, gravel, slaked lime (or lime paste) and water. On the Arriccio the Sinopia (preparatory sketch) was drawn up.

    • Then they made a second plaster layer. This is a smoother mix of lime, thin sand and marble dust.

    • The third layer called “tonachino” was very thin. The plaster and the finishing plaster were applied on limited surfaces in order to finish the picture before it dried.

    • Finally there was the Pontata, a large strip of plaster corresponding to the length of the scaffolding. In the Pontata the plaster was as wide as the preparatory sketch.

    • In the fresco technique the lime used in the preparation combines with the carbon dioxide in the air; this produces a pellicle of calcium carbonate (Carbonation): the crystals of calcium carbonate, no longer soluble in water, incorporate the coloured particles and keep the pictorial pellicle shiny and resistant with the passing of time


The Crucifixion

Bartolomeo della Gatta


CROCIFISSIONE (1496)

THE CRUCIFIXION (1496)

Di Pietro Dei, più noto come Bartolomeo della Gatta (1448-1502), monaco, camaldolese e seguace di Piero della Francesca (parete destra).

ANALISI:

    • l'affresco si trova in una nicchia scoperta duranti i lavori del 1935.

    • Rappresenta la Crocifissione e i Santi più venerati a Sansepolcro: in piedi a sinistra, Sant'Egidio e a destra, Sant’Arcano; sempre a destra, in ginocchio, San Benedetto con l’attributo del mazzo di verghe, mentre a sinistra, San Francesco che riceve le stimmate. Sotto la croce, inginocchiata Maria Maddalena che guarda il Crocifisso e abbraccia la croce; dietro, in piedi, Maria, la madre di Gesù, in abito azzurro, capo reclinato sulle mani giunte. Dietro, la terza Maria, Maria di Cleofa, in abiti monacali guarda il Crocifisso. Al centro c'è San Giovanni Evangelista con il Libro e la penna, patrono della città.

    • Sugli sguanci della cappella, sono raffigurati due santi: San Sebastiano e San Bernardino da Siena.

    • Scomparso il paesaggio.




Painted by Pietro Dei, known as Bartolomeo della Gatta; he was a Camaldolese monk and one of Piero della Francesca’s disciples (right wall).

ANALYSIS:

  • The fresco painting is situated in a niche discovered during restoration work done in 1935.

  • It represents the Crucifixion and the most venerated saints in Sansepolcro: standing on the left, there is St. Egidio, while on the right there is St. Arcano. On the right there is also St. Benedict kneeling down. He is holding a bunch of rods. On the left there is St. Francis who is receiving the stigmata. Below the cross, on her knees, there is Mary Magdalene looking at the Cross and touching the Cross; Mary, Jesus’ Mother, is standing behind her; she is wearing a light blue dress; her head is lowered on her joined hands. There is also the third Mary, Mary of Clopas, dressed in monastic clothes, who is looking at the Cross. In the middle there is St. John the Evangelist with the Book and the pen; he is the Patron Saint of Sansepolcro.

  • On the sides of chapel there are two saints: St. Sebastian and St. Bernard from Siena.

  • There is no landscape.





The Resurrection Polyptych

Niccolò di Segna, 1348



POLITTICO DELLA RESURREZIONE

THE RESURRECTION POLYPTYCH

ANALISI:

Attribuito a Niccolò dì Segna, pittore senese attivo nella metà del Trecento, è datato 1348. Risulta dipinto su tavola e costituito da più pezzi, di cui sono rimasti solo 20.



  • Fu creato per il Duomo, poi fu sistemato in S. Agostino e infine fu riportato di nuovo nella Cattedrale.

  • Nella sezione centrale, più grande, c'è il Cristo risorto, circondato da cinque angeli per lato: sono Serafini (con sei ali rosse), il più alto ordine di angeli; di fronte al Sepolcro troviamo le guardie addormentate.

  • A sinistra, due tavole con Santa Caterina D'Alessandria e S. Giovanni Evangelista; a destra S. Benedetto e S. Agnese.

  • Sopra queste tavole, più piccoli, altri santi, S. Bartolomeo e una santa non identificata, S. Agostino e S. Ambrogio, San Lorenzo, Santa Maria Maddalena e Santa Scolastica; a coronamento piccole cuspidi con sei santi: S. Pietro, S. Giovanni Battista, S. Paolo, tre santi Benedettini o Camaldolesi.

  • Nella “predella": 5 scene della Passione, " flagellazione”, “Gesù porta la croce", "crocifissione", "deposizione dalla croce", "deposizione nel Sepolcro”. Il fondo è oro in foglia.


PITTURA SU TAVOLA:

Dal XII secolo la pittura dell'Italia centrale cominciò ad esprimersi anche attraverso tavole dipinte che venivano collocate sugli altari, come pale d’altare, o sospese in alto nel caso dei grandi Crocifissi.

La pittura su tavola necessita di una lunga preparazione. Prima di tutto occorreva avere la tavola delle dimensioni desiderate: il legno più usato era il pioppo tenero e chiaro perché il più adatto alla lavorazione. Dopo una lunga stagionatura, il tronco veniva tagliato in assi parallele e si usavano solo quelle centrali, meno facili ad incurvarsi.
Fasi di lavorazione:


  • Stesura della colla, in tre mani.

  • Impalmatura: la tela di lino sottile, inzuppata di colla, veniva stesa sulla tavola.

  • Ingessatura: sulla tela asciutta, venivano stesi due strati di gesso, uno più grosso e il secondo più fine.

  • Lisciatura: il gesso veniva raschiato e lisciato fino a fargli prendere una lucentezza simile all'avorio.

  • Disegno preparatorio.

  • Preparazione e stesura del colore: prima di essere steso, il pigmento colorato, veniva mischiato con il tuorlo d'uovo, che era il legante ideale.

  • Verniciatura finale: quando i colori erano perfettamente asciutti, veniva dato uno strato protettivo di vernice che dava al colore una lucentezza simile allo smalto.

  • Stesura del bolo: il "bolo" è una terra argillosa di colore rossastro (bolo d’Armenia), era usato come base per fare aderire solidamente la foglia d'oro.

  • Doratura: la foglia d'oro veniva preparata dai "battiloro” in fogli sottilissimi.




ANALYSIS:


i ai*


This polyptych has been ascribed to Niccolò di Segna. It was painted in 1348 on a wooden panel. It is made up of many pieces, but only twenty of them have remained.

  • It was commissioned for the Cathedral where it now is.

  • In the bigger central part there is the rebirth of Christ surrounded by five angels on each side: they are Seraphs (with six red wings) and belong to the highest order angels; in front of the Sepulchre there are the sleeping guards.

  • On the left there are two panels with St. Catherine from Alessandria and St. John the Evangelist, while on the right we can see St. Benedict and St. Agnes.

  • Above these smaller panels there are other saints (St. Bartholomew and an unidentified saint, St. Augustine and St. Ambrose, St Laurence, St. Mary Magdalene and St. Scholastica; on the top there are five spires with six saints: St. Peter, St. John the Evangelist, St. Paul and three Benedectine or Camaldolese Saints).

  • On the altar step there are five scenes which represent “The Passion”, “The Flagellation”, “Jesus carrying the Cross”, The Crucifixion”, “The Deposition from the Cross”, “The Placing into the Sepulchre”. The background is in gold leaf.


PAINTING ON WOODEN PANEL:

Since the 12th century in central Italy a new painting technique developed through painted panels which were placed on the altars or hung up, like the big Crucifixes.

For this kind of painting a long preparation was needed. First they had to cut the table according to the requested dimensions. The wood used had to be tender and light colored; poplar was the most suitable type for the processing. After being aged for a long time the trunk was cut into parallel planks and only the central ones were used because they were more resistant and less likely to bend.
How it was made:


  • The glue was laid in three coats on a thin linen cloth which was later laid on the wooden panel.

  • When it had dried out, two coats of plaster were laid. Then, after drying, it was scraped until it got as smooth and bright as ivory.

  • Then the preparatory sketch was drawn.

  • After that it was coloured with colours mixed up with some egg yolk which was the perfect binder.

  • A final coat of paint was to give an enamel-like brightness to the panel.

  • The final step was to lay a very thin gold leaf on an Armenian earth base.





The Holy Face



IL VOLTO SANTO

(cappella in fondo alla navata sinistra)



THE HOLY FACE

(the chapel at the far end of the left aisle)



Grande crocefisso ligneo; altezza 2,70 m. larghezza 2,90 m.

La denominazione "Volto Santo” di questo come degli altri crocefissi tunicati che presentano la stessa iconografia, a cominciare da quello lucchese, deriva dalla leggenda che attribuisce a Nicodemo il compito di riprodurre i lineamenti del vero volto di Cristo solo per intervento divino.

Secondo l'antica leggenda tramandata dal Diacono Leobino, vissuto nel XI secolo, il primo Volto Santo è stato scolpito da Nicodemo, dopo la resurrezione e l’ascensione del Cristo. Con il legno e con lo scalpello, “aiutato più dalla grazia divina che dall'arte sua" come ci dice Leobino, scolpì il busto del Volto Santo.

La sera, stanco, si addormentò, lasciando da scolpire la testa; al suo risveglio, però, il crocifisso era completato, poiché gli angeli durante la notte avevano lavorato per lui. Durante il periodo delle persecuzioni, Nicodemo ormai in punto di morte, affidò questa scultura a un discepolo, il quale la nascose nel sotterraneo di una grotta per evitare che venisse danneggiato o rubato dai giudei. Dopo alterne vicende, esso sarebbe arrivato in Italia, nei pressi di Luni e da qui, nel secolo VIII, trasportato dal vescovo Gualfredo fino a Lucca. Ora si trova nel Duomo di San Martino. La leggenda collegata tradizionalmente al Volto Santo di Lucca, è attribuita puntualmente anche al nostro di Sansepolcro.



ANALISI:

  • Unico tronco di noce, (che risale al VIII-IX secolo, dall'esame del Radiocarbonio) mentre quello delle braccia è più recente.

  • Non la tipologia del Cristo "patiens", ma "triunfans" sulla morte. SSacerdos" e “Rex": ha una tunica sacerdotale, ma anche regale, con le preziose, eleganti bordature lavorate come miniature e dorate.

  • "Tunica manicata”, non il "colobium” che è senza maniche e senza cintura.

  • Policromia del XII secolo, ma sotto traccia di un colore più antico.

  • Restauro nel 1989.

  • è più antico di quello di Lucca, ed è l’originale, mentre l'altro è una copia!

The big crucifix in wood at the far end of the left aisle is called Volto Santo (The Holy Face).

This kind of crucifix usually represents Christ on the cross dressed in a long-sleeved tunic; it may be both a priestly and a regal one as Christ is at the same time “sacerdos” (priest) and “rex” (king). Anyway it is richly decorated with some precious and elegant necklines and gold miniatures.

In Lucca there is a similar Holy Face, but the one from Sansepolcro is the oldest one.


  • Sansepolcro’s Holy Face is composed of a single trunk of walnut which dates back to the 8th-9th centuries, while the wood used for the arms is more recent. It was restored in 1989.

  • This sculpture doesn't represent the style of suffering (patients) Christ, with his head reclined on the right shoulder and closed eyes; on the contrary it seems to respect the typology of the more ancient "triumphans" (victorious) Christ, with open eyes; the latter represents Jesus' victory over Death.

  • The colour we see dates back to the 12th century but we can notice visible traces of more ancient colours.

  • The Holy Face cult derives from the legend that attributes the sculpture to Nicodemus; it is generally believed that he could have reproduced Christ's features only thanks to divine intervention.

  • According to the Gospel of St. John, Nicodemus was one of Jesus' disciples. We can find him with Joseph of Arimathea on Mount Golgotha, contributing to Jesus' deposition after the crucifixion and helping to lay the corpse in the tomb.

The ancient legend, handed down by the Deacon Leobino, who lived in the 11th century, says that the Holy Face was carved by Nicodemus, after Christ's Resurrection and Ascension. He carved Christ's wooden bust with a chisel, but during the evening he was so tired that he fell asleep, leaving the head unfinished. When he woke up, the crucifix was completed, because during the night, the angels had worked for him. During the period of persecutions, Nicodemus, who was about to die, entrusted the sculpture to a disciple, who hid it in an underground cave, because he didn't want it to be stolen or ruined by the Judeans. From here, after several other events, it arrived in Italy near Luni and then, in the 8th century, it was carried by the bishop Gualfredo to Lucca.

The Ascension

Il Perugino




ASCENSIONE DEL PERUGINO

THE ASCENSION by Perugino

Pietro Vannucci, detto il Perugino, si forma a Firenze nella Bottega del Verrocchio, ma segue anche l’arte di Piero della Francesca. Il Perugino ebbe fortuna non solo in Italia, ma anche in molti paesi europei.

La grande tavola, formata da 6 assi di pioppo, fu dipinta, nel primo decennio del ‘500, per l'Altare Maggiore dove era stata prima collocata, su commissione dell’Abate Simone Graziani, come riporta il Vasari: Et all'abbate Simone de’ Graziani al Borgo a S. Sepolcro una tavola grande, la quale fece in Fiorenza, che fu portata in San Gilio del Borgo sulle spalle de' facchini con spesa grandissima.



ANALISI:

    • Replica quasi perfetta della pala centrale del polittico del 1496-99 eseguito per la chiesa benedettina di San Pietro di Perugia, poi smembrato; la pala si trova oggi a Lione.

    • è una pittura su tavola: grazie al contatto con la pittura fiamminga, non si usa più solo il rosso d'uovo come legante, ma anche composti oleo-resinosi, come olio di lino (tempera grassa).

    • Lo schema geometrico-compositivo dell’opera è formato da due parti, quella superiore e inferiore.

    • Cristo ascende al Padre, in una mandorla mistica con angeli serafini con sei ali variopinte intorno.

    • In alto quattro "angeli musicanti" accompagnano con accordi armoniosi l'evento.




    • Due angeli volanti con nastri, completano la parte superiore, dove il Perugino, per sottolineare l'appartenenza alla dimensione divina, rinuncia alla rappresentazione prospettica riducendo tutto ad un unico piano verticale.

    • La metà inferiore è organizzata prospetticamente con la Vergine al centro di un quadrilatero i cui angoli sono occupati da quattro santi: San Pietro, visto di fronte; San Paolo, e il Santo in primo piano San Giovanni, visti di tre quarti, e l'altro da tergo (San Mattia).

    • Gli altri Apostoli formano una cortina orizzontale oltre la quale si apre il paesaggio.

    • San Paolo, non faceva parte degli apostoli, non poteva assistere all'evento, quindi, la vicinanza con San Pietro, ha il significato di indicare i due pilastri su cui si regge la Chiesa di Cristo; al posto di Giuda c'è Mattia.

    • Quasi tutti i personaggi hanno la testa ruotata in alto e gli occhi sul Cristo (meno San Paolo).

    • Schema bipartito che sarà ripetuto più volte.

L’opera, messa a confronto con l'Ascensione di Lione, presenta lo stesso impianto compositivo, ma differisce in alcuni particolari: colori diversi degli abiti dei personaggi, movimento dei nastri degli angeli, alberi nel paesaggio. Un elemento in più in questa tavola: un fiore d’iris accanto alla Madonna. Il prato fiorito allude al mese di Aprile, allo Spirito Santo e ai suoi doni, a Maria e agli Apostoli.

Pietro Vannucci, known as “Il Perugino”, was trained in Florence, at Verrocchio's workshop, but he was also inspired by Piero della Francesca. His works were well-known not only in Italy, but also in many other countries across Europe.

According to Giorgio Vasari, the great historian, the big panel, made of six poplar planks, was painted in the first decade of the 16th century for the High Altar where it had been put first.


ANALYSIS:

  • It is a painting on a wooden panel. Thanks to the Flemish experience, Italian Renaissance painters started to apply a new technique which used not only egg yolk as a binder, but also linseed oil.

  • It is composed of two different parts.

  • On the upper part Christ is ascending to Heaven, in a mystic almond shaped frame, accompanied by some seraph angels.

  • Four musician angels are accompanying the event with some melodious music.

  • Two flying angels with ribbons complete the upper part. The presence of a divine dimension is conveyed by the lack of perspective, as all the figures are on the same vertical plan.

  • On the contrary the lower part shows a kind of perspective, as the Virgin Mary is placed in the centre of a square; on the four corners there are four saints, St. Peter, St. Paul, St. John and St. Mattia. We can also admire the landscape behind the apostles.

  • Saint Paul and Saint Peter represent the two columns on which the Church of Christ was founded. All the figures, except St. Paul, have their heads and eyes looking upwards towards Christ.

  • Another interesting element is an iris near the Virgin. The iris is commonly considered one of the Virgin’s flowers; it can represent the sorrow for her Son’s death. There are some more flowers: daisies, red anemone, poplar, plantago, aquilegia; they have varoius symbolic meanings.

  • The flowery field alludes to the month of April, to the Holy Spirit and its gifts, to the Virgin Mary and the Apostles.



ANALISI BOTANICA DEL PRATO:

  • IRIS: accompagnato da due boccioli; è comunemente considerato uno dei fiori della Vergine Maria: può alludere al dolore per la morte del Figlio. La forma dei petali richiama quella di una spada; infatti dal Vangelo secondo Luca: "E anche a te una spada trafiggerà l'anima".

  • PIANTA DI TARASSACO: l'amaro tarassaco o il pioppo sullo sfondo, alludono alla Passione di Cristo.

  • AQUILEGIA: fiorita e con frutti, il simbolismo è strettamente legato ai doni dello Spirito Santo.

  • PIANTAGGINE: come l'Aquilegia è riferita ai doni dello Spirito Santo (le sue foglie sono sette come i doni divini: sapienza, intelletto, consiglio, fortezza, scienza, pietà, timore di Dio).

  • MARGHERITA: la margherita ai piedi di San Pietro, è nota anche come chiave del Paradiso, o come chiave di San Pietro.

  • ANEMONE ROSSO: allude alla Passione di Cristo perché rosso come il suo sangue.

BOTANICAL ANALYSIS OF THE FIELD:

  • IRIS: with two buds; it is commonly considered one of the flowers of the Virgin Mary; it can allude to her sorrow for her Son's death. The shape of the petals reminds us of a sword; in fact, according to the Gospel of St. Luke, we can read: "And a sword will pass your soul too”.

  • Poplar tree (TARAXACUM): the bitter taraxacum, or poplar, in the background, alludes to Christ's Passion.

  • ACQUILEGIA: with flowers and fruits; its symbolism is strictly linked to the Holy Spirit's gifts.

  • PLANTAGO: it is referred to the Holy Spirit's gifts (its leaves are like the seven divine gifts: wisdom, intellect, advice, fortitude, science, mercy and fear of God).

  • DAISY: the daisy at St. Peter's feet is also known as the key to Heaven, or St. Peter's key.

  • RED ANEMONE: it alludes to Christ's passion because it is red like blood.





The Resurrection

Raffaellino dal Colle




LA RESURREZIONE DI CRISTO

(navata sinistra)



CHRIST’S RESURRECTION

(left aisle)



Di Raffaellino del Colle, nato a Sansepolcro alla fine del XVI secolo e ivi morto nel 1566.

Il pittore “manierista “ Raffaellino dal Colle è stato discepolo di Raffaello ed ha collaborato con lui negli affreschi delle Stanze Vaticane (Sala di Costantino) e delle Stanze della Farnesina a Roma; ha collaborato anche con Giulio Romano a Mantova, in Palazzo Tè, e con il Vasari per gli addobbi scenografici, a Firenze, nel 1536, per la visita di Carlo V. Amico di Rosso Fiorentino, lavorò in San Lorenzo a Sansepolcro affinché, come dice Vasari "in quella città rimanesse qualche reliquia di suo”.



ANALISI:

  • La grande tavola fu dipinta nel 1525; doveva appartenere alla scomparsa cappella dei Santi Egidio e Arcano.

  • La rappresentazione risulta molto diversa e lontana da quella di Piero della Francesca.

  • La figura di Cristo sembra uscire dal sepolcro "danzando”.

  • La scena è teatrale e forte il cromatismo.

Raffaellino del Colle, was born in Sansepolcro at the end of the 15th century and died there in 1566.

The mannerist painter Raffaellino del Colle was a disciple of Raffaello and he worked together with him in the fresco paintings of the Vatican Rooms (Costantine’ s Room) and the Farnesina Rooms in Rome; he also worked in close collaboration with Giulio Romano in the Tè Palace in Mantua, and in 1536 with Vasari for the scenic ornaments in Florence before the visit of Charles V. In Sansepolcro he worked in the church of San Lorenzo (St. Laurence) together with Rosso Fiorentino, as he was a friend of his.



ANALYSIS:

  • The big oil painting was painted in 1525.

  • It might belong to a chapel dedicated to St. Egidio and St. Arcano, later walled up.

  • Raffaellino’s way of drawing is very different from Piero della Francesca’s one.

  • Christ’s figure seems to be coming out of the Sepulchre as if dancing.

  • The scene is theatrical.

  • The colours are strong.






Christening font, 16th century

The cover was engraved by

Francesco Puletti in 2012



Big alabaster window made in the 1940s

Rosery Mystery



anonymous

PROGETTO CATTEDRALE 1012-2012

ASSEGNAZIONE PARTI

Lunedì 11giugno - Giovedì 14 giugno Classi 3L2+3L1

ore 11-13


  1. Benvenuti / Fondazione

  2. Barfucci /statue + affresco

  3. Bambagiotti / B. della Gatta + polittico

  4. Gonfia /Volto Santo

  5. Aridei /Ascensione

  6. Tacchini /Ascensione (fiori) + Resurrezione

Lunedì 25giugno – Giovedì 28 giugno Classi 2D + 3L1

ore 10-13


  1. Rossi / Fondazione

  2. Olivieri /statue + affresco

  3. Rusu/B. della Gatta Massa Polittico

  4. Capanni /Ascensione

  5. Valenti/Resurrezione + Volto Santo

Lunedì 2 luglio-Giovedì 5 luglio classe 2C

ore 10-12


  1. Fancelli / Fondazione+ statue

  2. Volpi F./ affresco + B. della Gatta

  3. Polchi /polittico + Volto Santo

  4. Lorenzetti / Ascensione + Resurrezione

Lunedì 9 luglio – Giovedì 12 luglio classi 2C+2D

ore 10-12


  1. Lacrimini / Fondazione + statue

  2. Selvi / affresco + Bartolomeo della Gatta

  3. Rasola / polittico + Volto Santo

  4. Pannacci / Ascensione + Resurrezione

Lunedì 16 luglio-Venerdì 20 luglio classi 2C + 2L1

ore 11-13


  1. Poggini / affresco

  2. Ershani / polittico

  3. Acquisti / Ascensione + Crocifissione

  4. Eremicheva / Volto Santo

Lunedì 30 luglio-Venerdì 3 agosto classi 2C + 2B

ore 11-13


  1. Zanchi / Fondazione + statue + affresco

  2. Mancini / polittico + Volto Santo

  3. Mariani / B. della Gatta + Resurrezione

Lunedì 6 agosto –Venerdì 10 agosto classi 2L1 + 2C

ore 11-13


  1. Butteri / Fondazione + Ascensione

  2. Baldi / statue + affresco

  3. Lanzi / polittico + Volto Santo

  4. Panico / B. della Gatta + Resurrezione

Lunedì 20 agosto –Venerdì 24 agosto classi 2C + 2B

ore 11-13


  1. Gennaioli / Fondazione + statue

  2. Spahiu / affresco + B. della Gatta

  3. Volpi G. / polittico + Volto Santo

  4. Biagioli / Ascensione

  5. Fossi M. T./ Resurrezione

Lunedì 27 agosto – Venerdì31 agosto classi 2C + 2B + 2L1


  1. Donnini / Fondazione + statue

  2. Fiordelli /affresco + Resurrezione

  3. Gherardi A./Ascensione

  4. Gherardi F./Volto Santo

  5. Beduini / polittico + B. della Gatta

Lunedì 3 settembre – Venerdì 7 settembre

classi 4L1 + 2C

ore 11-13


  1. Brizzi / Fondazione + statue + affresco

  2. Alessandrini / polittico + Volto Santo

  3. Raffanti / Ascensione

  4. D’Amore / Resurrezione

Lunedì 3 settembre – Venerdì 7 settembre

Classi 2C + 3L1

ore 13-15

  1. El Hammouli / fondazione

  2. Agostinelli / B. della Gatta + Resurrezione

  3. Giovanelli / Volto Santo

  4. Franceschini / statue + affresco

  5. Cappellacci / polittico + Ascensione


Prima edizione giugno 2012

Insegnanti (corso linguistico e scientifico)

Nicoletta Mugnai (coordinatrice)


Angela Cimbolini
Doris Ann Decker
Paola Di Domizio
Maria Cristina Polcri
Silvia Selvi

Collaboratori per la parte artistica
Lucilla Burroni
Nicoletta Cosmi
Merryl Drakard

Fotografia
Eleonora Cappellacci

Impaginazione e stampa
Nello Baldelli - Giorgio Boninsegni


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