Socotra (سقطرة) natura Promemoria partecipanti




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Socotra 15-25 novembre 2008 Gruppo Marco Vasta

Socotra (سقطرة) natura - Promemoria partecipanti


Il viaggio è una delle “chicche” di Avventure nel Mondo e si svolge in una natura ancora (non si sa fino a quando) quasi incontaminata!

Socotra, isola appartenente allo Yemen, il cui nome deriva dal sanscrito e dovrebbe significare “isola della felicità”: nel 2003 l’UNESCO l’ha dichiarata “Riserva dell’Uomo e della biosfera”.

Mai come in questo caso valgono le raccomandazioni per un “Turismo Responsabile”. Questo viaggio richiede un buon adattamento ambientale, ma si è ampiamente ripagati.

Socotra è un paradiso naturale che rapirà l’anima. Si passa una settimana in completa simbiosi con una natura varia e ancora selvaggia. Questa è una vacanza che forse ci metterà alla prova, ma che ci lascerà un ricordo indelebile per molti anni!

In Internet, non si trova moltissimo su Socotra, ma quello che c’è è sufficiente per farsi un’idea dell’isola. La guida EDT dedica solo due pagine all’isola! Su tutte le relazioni che ho consultato ho letto messaggi di natura più o meno allarmistica, se non catastrofica, riguardo alla situazione attuale, che prevede un turismo in forte crescita, con conseguenti effetti collaterali. A fronte di ciò, prima di partire, raccomando a tutti i miei compagni di viaggio di prendere atto che qui, più che altrove, è necessario attuare un turismo responsabile, ovvero; visitare questo meraviglioso posto lasciando il minor numero di tracce possibile. Spero che tutti saremo rispettosi dell'isola e della popolazione di Socotra.

Sono attualmente in corso grandi lavori di asfaltatura della strada che (forse) effettuerà il periplo dell'isola (speriamo di no!). Di sicuro i lavori in corso sul versante nord orientale, verso Arher Beach, proseguiranno fino a Ras Irsal, tagliando di fatto in due, il bellissimo campo di Arher beach, con alle spalle due magnifiche dune di sabbia corallina. Le strade sono asfaltate da Hadibu fino a Qalansiya, poi, attraverso il Dicksam plateau, fino ad Aomak beach, tagliando l’isola in due (escluso la piccola deviazione verso il wadi Daerhu, che credo rimarrà sterrato). Verso Ras Irsal, attualmente l’asfalto arriva ben oltre l’inizio del trek per la Hoq cave e le ruspe in quel punto lavorano a ritmo serrato. Tutta la deviazione per Homhil è invece sterrata e spero che rimarrà tale…! Purtroppo sappiamo anche che il turismo, cosiddetto "normale", vuoi per ignoranza, vuoi per mancanza di informazioni, non applicherà certo le regole di "impatto minimo". Staremo a vedere. Proprio grazie al fatto che stanno asfaltando tutte le strade, i tempi di percorrenza riportati nelle relazioni diminuiscono drasticamente di anno in anno. Il percorso che l’anno prima richiedeva due ore di percorrenza, adesso si fa in trenta minuti, a vantaggio del tempo speso nei punti di fermate intermedie e arrivo; ma anche il percorso ha il suo fascino; tanto meglio se sterrato. Anche le nuove costruzioni non seguono più i canoni classici, che prevedevano l’uso di blocchi di pietra del posto. da squadrare singolarmente, bensì blocchi “svizzeri” di colore simile al terreno. In questo tipo di progresso non ci trovo nulla di male… a meno che vogliamo avere la presunzione di poter essere gli unici beneficiari di un certo tipo di evoluzione. Tieni presente che la corrente elettrica esiste solo ad Hadibu e Qalansiya! Il telefono normale solo ad Hadibu!



(Ringrazio Aldo Mambretti per le informazioni)




Considerazioni generali

Socotra è una delle ultime aree ancora intatte del nostro pianeta. Il suo nome in arabo è سقطرة, che si pronuncia Suqutra. L’isola fa parte politicamente dello Yemen Il suo nome deriva forse dal sanscrito “isola della felicità”. Nel 2003 l’UNESCO l’ha dichiarata “Riserva dell’Uomo e della biosfera”.

Gli abitanti di Socotra sono circa 40.000, circa metà di loro vive oggi nel capoluogo Hadibo, città polverosa e per niente attraente, gli altri sono pastori seminomadi che vivono nell’interno, o pescatori sulle coste. Il loro isolamento ha contribuito alla conservazione di un’antica e semplice cultura secolare. A Socotra si parla il socotri, una lingua proto-semitica, che è la loro lingua originale e, ovviamente, l’arabo.

L’isola, di 3625 km², 30-35km x 130, è formata da montagne di calcare e picchi di granito (in alcuni punti è simile alla Sardegna), come i monti Haghier che arrivano ai 1.525 m, ha molte grotte in gran parte ancora inesplorate, fiumi, cascate, piscine naturali, canyon, e 350 km di coste con faraglioni e spiagge bianchissime con grandi dune che, spinte dal vento, si inerpicano sulle montagne. Vi nidificano tartarughe marine, ed i fondali corallini sono abitati da una moltitudine di pesci colorati, delfini e squali. Vi è la stessa varietà di fauna acquatica del Mar Rosso e dell’Oceano Indiano.

Per visitare Socotra sono sufficienti 7 giorni, anche se una volta lì si vorrebbe starci molto di più. A Socotra si dorme in tenda e ci si sposta con i fuoristrada e/o barche e si mangia la cucina locale preparata dal cuoco che segue il gruppo.
Fauna: Gli unici mammiferi nativi di Socotra sono i pipistrelli, gli altri, capre, pecore, mucche e cammelli, sono stati portati dal continente. Non ci sono cani. Ci sono 27 rettili endemici, il più grande è il camaleonte socotrano. Ci sono cinque specie di serpenti endemici, nessuno pericoloso; 600 specie di insetti, molti endemici, con più di 190 specie di farfalle e 20 specie di libellule (ma raramente riusciremo a vedere qualcuno di questi animali.

L’isola è un posto ideale per fare birdwatching; ci sono 180 specie di uccelli di cui otto endemiche; l’isola ha molti habitat come montagne, burroni, boschetti di palme, mangrovie, lagune, pascoli, scogliere e coste. Birdlife international identifica più di 22 importanti aree di uccelli nell’arcipelago di Socotra. Tra le specie endemiche includono il passero di Socotra, la cisticola di Socotra, lo stormo di Socotra, l’usignolo di Socotra, l’uccello del sole di Socotra, lo zigolo di Socotra (il più raro con forse solo 1000 esemplari). Sul’isola è nidificano uccelli marini come gli stormi, i cormorani e i gabbiani. Tra i rapaci è molto comune l’avvoltoio egiziano, la poiana di Socotra e il geppio. A parte gli avvoltoi che si presentano ogni volta che si mangia non è possibile vedere molti uccelli solo se si ha la competenza e pazienza di fare birdwatching.

La biodiversità marina dell’arcipelago di Socotra è caratterizzata da una mescolanza di specie provenienti dalle differenti regioni biogeografiche limitrofe all’isola come l’oceano indiano occidentale ed il mar rosso. Sembra che il numero di coralli e pesci sia uguale a quello del mar Rosso nonostante la piccola dimensione dell’arcipelago. Si possono avvistare con facilità delfini, squali balena e testuggini (popolazione monitorata) soprattutto in tarda primavera ed estate.
Flora Il 36% delle 900 piante presenti sull’isola è endemico. La vegetazione è rada ed è caratterizzata da piante xenomorfiche (ossia dall’aspetto alieno). Le piogge monsoniche favoriscono una vegetazione lussureggiante nei canyon protetti e sotto le scogliere mentre il resto del territorio è ricoperto da arbusti. Molte piante si sono adattate ai periodi di siccità e alle alte temperature, come l’albero bottiglia con un tronco gonfio che serve da riserva di acqua. Molti sono gli alberi che producono resine aromatiche usate dai locali come medicine o profumi; il più famoso è la Dracena cinnabari o Socotra Dragon Tree, l’albero dal sangue di drago (quando inciso produce una resina che una volta secca diventa rosso porpora); la Boswellia elongata o il Frankincense di Socotra (albero dell’incenso, ha proprietà antivirali); l’albero della mirra, Commiphora ornifolia che produce una resina dalle proprietà antisettiche; la Rosa del deserto, Adenium obesum sokotranum (usato come ornamento dalle ragazze o, messo come una collana attorno al collo, per prevenire gli attacchi del wild cat) e l’Aloe, Aloe Perryi.
Ringrazio Pietro Zecca e Marco Valentini per le informazioni.

Se vuoi leggere un bel libro sulla storia naturale di Socotra posso consigliare: Socotra, A Natural history of the Islands and their people di Catherine Cheung e Lyndon De Vantier - Science Editor, Kay Van Damme - Odyseey Books and Guides. È possibile ordinare questo splendido volume via internet tramite la mia libreria (con un costo quasi dimezzato rispetto al rivenditore ufficiale (35 euro anziché 65 (spedizione in 30 gg)



Turismo Responsabile

Ricordati sempre di essere in un paese islamico, quindi massimo rispetto per le usanze altrui cercando di non offendere la sensibilità di nessuno, indossando abiti troppo succinti; specialmente le donne.

Se ti lavi con l’acqua dei fiumi evitate di usare il sapone. Se proprio vuoi farlo… usane poco e, soprattutto, spostati dal corso d’acqua e sempre a valle di dove il cuoco cucina e preleva l’acqua per il nostro Tea! Con una bacinella si riesce a lavarsi completamente e a sciacquarsi in modo adeguato. Poi si può tornare a fare un tuffo senza il sapone. L’acqua è, infatti, utilizzata per tutti gli scopi di uso famigliare dagli abitanti della zona. Gli autisti solitamente la bevono e il cuoco la utilizza per cucinare, quindi evitiamo di inquinargli la poca acqua che hanno.

Consiglio di portare un pezzo di sapone di Marsiglia (ne esistono di tipi adatti per il corpo) da usare con molta parsimonia e per tutto, evita bagno schiuma e shampoo, che generalmente contengono prodotti chimici inquinanti… oltre che schifezze cancerogene di vario genere!).

I bambini dell’isola gradiscono molto penne, matite, pennarelli; Meglio però lasciarle come donazione collettiva ai maestri, nelle scuole, onde evitare l’instaurarsi del fenomeno dell’accattonaggio e soprattutto che i bimbi si accapiglino tra loro! (purtroppo ho vissuto situazioni allucinanti in altri viaggi). Non dare soldi a nessuno.

Solo tre sono i campeggi attrezzati sull’isola (Homhil – Dihamri - Detwah lagoon), dove c’è un gabinetto e una doccia. Per il resto si fa il campo in spazi appositi, non forniti di servizi: ci si lava con l’acqua dei fiumi, e i propri bisogni s fanno dietro la pianta o la duna... bruciando la carta con l’accendino! Solo l’ultima notte si potrà eventualmente dormire in hotel ad Hadibu, ma gli alberghi sono pochi ed in periodi di grande affluenza sono spesso pieni. Per noi non ci sono stati problemi.


Clima (novembre)

Caldo durante il giorno e fresco la sera nello Yemen continentale (Sana’a si trova a 2250m di altitudine!). Caldo umido ad Aden. A Socotra clima estivo, anche se il cielo è spesso nuvoloso ed il mare piuttosto mosso. I mesi migliori (per il mare) sono febbraio e marzo. Va bene una felpa leggera per la sera, mentre in tenda basta il sacco lenzuolo e un sacco a pelo leggero. Alcuni gruppi hanno dormito nel sacco all’aperto in novembre! Temperature da 22°C di sera a 32°C di giorno.



Attrezzatura da campeggio

I pernottamenti saranno praticamente quasi tutti in tenda, a parte i giorni di arrivo a Sana’a e partenza da Socotra. Questo è anche il modo migliore per gustarsi l’isola.

Consiglio di portare la propria tenda e materassino in modo da essere più tranquilli e autonomi.

Chi non ha la tenda, o non vuole portarla, può noleggiare l’intero “tent equipment” che ”include: tent, mattress and sheet” dal corrispondente al costo di 5.5$ al giorno (costo 2007), per persona, per i giorni di utilizzo (fuori cassa comune). Da tener presente che quando si campeggia nelle aree protette (Homhil, Dihamri e Detwaah lagoon) si potrà dormire, (se c’è posto!), nelle tende già allestite, il cui prezzo è già compreso nel prezzo di ingresso all’area. Però in entrambi i casi ci si dovrà adattare a quello che passa il convento (cernire rotte, tenda usata da altri in precedenza, ecc.). Sacco a pelo leggero/medio e sacco lenzuolo sono invece necessari per tutti. Nelle aree protette si può piantare anche la propria tenda; anzi direi che in alcuni caso può essere fondamentale, poiché non hanno tende per tutti (non saremo gli unici turisti! Le stoviglie, posate bicchieri, acqua, sedie tavolini per pranzi e cene, sono forniti dal corrispondente.


Abbigliamento ed attrezzatura varia

Serve abbigliamento informale ed estivo, ma bisogna tener conto che siamo in un paese musulmano integralista: quindi evitare scollature per le donne, dorso nudo per gli uomini e pantaloni corti. Tassativo durante l’attraversamento di villaggi. Per la sera è eventualmente sufficiente una felpa o la giacca a vento con cui si parte dall’Italia. Per le donne consiglio camicie a maniche lunghe e pantaloni lunghi, il tutto che non metta troppo in evidenza. Per gli uomini pantaloni sotto il ginocchio.




Non servono scarpe da trekking, bastano scarpe robuste da ginnastica purché abbiano suole tassellate e non lisce. Sandali, scarpette da scoglio (non indispensabili). Pinne, boccaglio e maschera non sono noleggiabili sull’isola e diventato indispensabili (soprattutto le pinne) in questa stagione; troppo rischioso fare il bagno senza… anche a riva!

Necessitano: coltellino, torcia, meglio se frontale (indispensabile, sia per il campeggio che quelle a lunga gittata per le grotte; portare tante pile di scorta!), salviettine umidificate, asciugamani per la toilette, carta igienica (accendino per bruciare la carta igienica dopo l’uso!), occhiali, cappellino e creme solari, asciugamano o pareo. Molto utile un piccolo zainetto per le escursioni. Mancando la corrente, non si possono ricaricare batterie. Qualcosa si può fare se si possiede un caricabatteria che funziona con l’attacco per l’accendino a 12V, presente (a volte) sulle jeep; assicurarsi che le batterie non siano a 24V altrimenti bruciate tutto, come è successo ad un mio compagno di viaggio! Per il bagaglio grande è meglio uno zaino o una sacca morbida, meno ingombranti di una valigia rigida, molto problematica da stivare e trasportare in jeep.
Tenda Sacco a Pelo e Pinne…li porto o no?

Io porto la tendina da due posti, che bastava per me e mio bagaglio, poiché, se si tratta di una notte va tutto bene, altrimenti per un’intera vacanza, preferisco avere la mia autonomia. Se vuoi evitare di portarti dal peso, si possono benissimo noleggiare le tende fornite dal corrispondente, che sono degli igloo Ferrino da due posti (che dovrai condividere con qualcun altro). In questa stagione, (andando avanti è anche peggio per il caldo), basta un sacco a pelo molto leggero (se dormi ovviamente in tenda). Le pinne, specialmente a Dihamri, sono fondamentali, perché permettonoi vedere una moltitudine di pesci e la barriera corallina; cosa che sarebbe stata preclusa se entri in acqua senza, considerando che il mare può essere abbastanza mosso. Probabilmente se andassimo a febbraio e marzo con il mare liscio come l'olio, non serve portarsi le pinne.


NOTA: Suggerimenti sul bagaglio a mano

Nel bagaglio a mano, (uno zainetto da circa 20/30litri) consiglio di mettere un minimo di indumenti per la sopravvivenza, in caso di smarrimento bagaglio principale o mancata consegna bagaglio principale; vedi caos negli aeroporti! Tassativo non mettere coltellini, limette, forbicine o quant'altro possa essere usato come arma: sarebbero ritirate dalla polizia e mai più restituite.


Salute

Bere solo acqua imbottigliata. Nessun problema di salute, a parte qualche attacco di dissenteria e mal di pancia sporadico; consiglio di portare i soliti medicinali da viaggio.


Medicinali

Con sbalzi di temperatura, il raffreddore e mal di gola sono in agguato. Meglio portarsi un antipiretico (Aspirina/Vivin-C/Tachipirina), disinfettante, garze, e cerotti. Eventualmente: antistaminico per i raffreddamenti, antibiotico contro dissenteria (tipo Biximin, Normix, Rifacol); i farmaci come Imodium e Dissenten (fanno da tappo!) pare ritardino la guarigione dei problemi intestinali. Dissenterie e diarrea si prevengono seguendo sistematicamente queste regole: bere solo acqua da bottiglia sigillata (se avete dubbi che la bottiglia sia aperta, rimandarla indietro) e senza ghiaccio aggiunto; cibarsi di solo verdura cotta e di frutta sbucciata da te al momento. Medicinali personali. Vitamine ed integratori. Lassativo (!), Fargan, antibiotici a largo spettro, antidolorifico, ecc). Consultare in ogni caso il proprio medico.


Elettricità

La corrente è a 220 volt, le prese sono come quelle inglesi triangolari. Sull'isola la corrente è fruibile solo ad Hadibu.


Telefono

Prefissi telefonici: Italia – Yemen 00967

Yemen – Italia 0039

A San'a c'è la copertura per i cellulari, mentre sull'isola i nostri cellulari non funzionano.

Ad Hadibu c'è un posto telefono pubblico accessibile, veloce e abbastanza economico.
Lingua Inglese
Acquisti

Nel souq di Sana’a si trovano:spezie, frutta secca, lampade a soffietto in ottone e tela, gioielli in argento, mirra, incenso, sciarpe tipo pashmina, jambiye, vari oggetti più o meno vecchi, in ottone e metalli diversi, abiti tradizionali, finestre (vecchie), pietre dure.

A Socotra c’é una cooperativa di donne che gestisce un negozietto dove si trovano: contenitori in terracotta decorati con la resina ricavata dall’albero del sangue di drago, magliette, stuoie in lana di capra, incenso a caro prezzo. Nel suq di Socotra si trovano anche delle stoffe finemente ricamate e decorate, provenienti da Al Mukalla, che sono utilizzati dagli uomini come pareo, ma che una volta tornati a casa possono servire anche da tende, tovaglie, eccetera.


Escursioni

Quanto segue è preso dal quaderno di viaggio di Avventure (SES).

Area Protetta di Homhil

L'Area Protetta di Homhil è il luogo migliore dell'isola per vedere gli alberi di incenso e del Sangue di Drago. Il bassopiano è circondato da un impressionante anfiteatro di calcare. L'accesso è da una ripida salita con 4WD dalla pianura settentrionale attraverso profonde ravine. A Homhil c'è un campo che offre servizi sia per visite di giorno che di notte . Nel Homhil Protected Area sono stati disegnati e marcati quattro nature trail, che seguono i sentieri migliori in termini di piante, animali e paesaggio. Uno di un' ora di cammino verso nord porta dove il Wadi al Shifa si tuffa 300 metri giù sulla costa. Nuotando nel bacino del wadi si gode una vista fantastica. È bellissimo e indescrivibile. La piscina naturale poi…!


Trek alla Hoq Cave

II trek (2.5 ore in salita) può essere difficile ma vale assolutamente lo sforzo. Hoq è un sistema di fiume carsico profondo almeno 10km. La caverna, pianeggiante all'interno, si presenta con molte stalagmiti enormi, stalattiti ed una piscina ; un ambiente molto bello e fragile, fate attenzione a non danneggiare le formazioni. È una camminata di 2-3 km facile perché le caverne sono molto alte e larghe. Ci sono prove che le caverne sono state usate per scopi rituali, ci sono molte coppe votive poste sulle cime delle stalagmiti per fame altari. Nella caverna di Hoq si sono trovate iscrizioni antiche (in indiano, arabo e in guez, l'antica lingua etiope) su pietre, tavolette di pietra e su una tavoletta di legno (De Geest tablet, chiamata come il capo dell'esplorazione). Anche un disegno di una nave greca è stato preservato sotto uno smalto di calcite. In realtà per salire alcuni gruppi impiegano metà tempo! Non toccare con le mani e no fare foto con flash, altrimenti si interrompe il ciclo di formazione!


Riserva Marina di Dihamri

Un eccezionale escursione marina di mezza giornata per lo snorkeling, ad una delle barriere coralline più ricche dell'Arcipelago. Una serie incredibile di specie raccolte in una area molto piccola intorno alla punta (Ras Dihamri). Attenti a non danneggiare i coralli duri e molli che cominciano molto vicino alla spiaggia e cercate di evitare gli occasionali ricci con le loro tremende spine. C'è un campeggio con servizi utilizzabile sia durante il giorno che di notte. Ci si arriva dal bivio a sinistra sulla strada prima di Q'aria con la sua attraente insenatura frequentata dai fenicotteri. Dihamri è approssimativamente 90 minuti di strada da Hadibo, e a circa un'ora di barca. Servono le pinne e si vedono tanti pesci… quasi come alle Maldive!


Qalansiyah e la Laguna di Detwah

La strada per Qalansiyah è in parte asfaltata in modo da renderla accessibile da Hadibo in 2 ore c.a. e da lasciare abbastanza tempo per bagnarsi nella laguna di Detwah prima di ritornare o accamparsi durante la notte. E' in progetto la costruzione di un campeggio simile a quelli di Dihamn e Homhil. Dopo l'aeroporto si attraversa la pianura litoranea vicino a Dihamdh: la spiaggia qui è un luogo dove le tartarughe vengono di sera a deporre le uova. Durante la stagione di annidamento (luglio ed agosto) sono disponibili guide del SCDP per accompagnarvi ad assistere a questo spettacolo. La laguna di Detwah è veramente stupefacente: un'area protetta salvata dalla distruzione da parte degli avidi costruttori di strade. I locali la usano per prendere le razze con la fiocina, attenti a non pestarle!. Qalansyiah è un vivace porto di pescatori ; il pittoresco villaggio ha qualche negozietto. Si può proseguire in barca verso ovest fino a Shu'ab o si può affittare una barca per tornare a Hadibo. Detwah lagoon; Lo spettacolo degli spettacoli!


Le scogliere di Ras Sh'uab e Neet

Sulle scogliere coperte di guano stanno appollaiate migliaia di uccelli marini: si possono vedere stormi di Cormorani di Socotra che approfittano della sovrabbondanza di pesce. Le barche spesso vengono accompagnate da allegri delfini che saltano o razze in superficie. Oltre Sh'uab le mangrovie di Neet arrivano fino alle spiagge sabbiose. Le vecchie saline creano un paesaggio lunare sotto le torreggianti scogliere. Tornando indietro ci si può tuffare sul relitto della nave da carico nella Baia di Sh'uab. Le barche per questa escursione possono essere noleggiate a Qalansiya. Si può pernottare al campeggio vicino alla Laguna di Detwah: nessun inquinamento da illuminazione e cieli senza nubi ne fanno il luogo ideale per guardare le stelle. La mattina successiva ritorno a Hadibo con una fermata a Ayhaft. L’escursione in barca merita; fatela. Al ritorno si balla alla grande




Proprietà di Marco Vasta ed Avventure/Viaggi nel Mondo © 2008


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