Mio nonno, clemente tito fabris



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MIO NONNO, CLEMENTE TITO FABRIS,

E
LA GRANDE GUERRA


Clemente Tito Fabris, nasce a Marcon, una sparuta località dell’entroterra veneziana, il 14 Agosto 1887, da Francesco Fabris, segretario comunale del paese, e da Luigia Favaro Fabris, casalinga. Settimo di otto figli, allo scoppio della guerra nel Maggio del 1915, Tito viene arruolato in Novembre nella 4ª compagnia del 55° reggimento fanteria, con sede a Treviso.

Agli inizi del 1916, parte con tutto il reggimento alla volta dell’Albania, dove fra Marzo e Aprile frequenta un corso per allievi ufficiali. Tornato in Italia, dopo essere scampato all’affondamento del piroscafo Principe Umberto la notte tra l’8 ed il 9 giugno, viene promosso al grado di sottotenente. E’ il 16 giugno, e dieci giorni più tardi parte per il Trentino. Dopo aver combattuto inoltre sul Carso, e nella Bainsizza, prende parte alla presa di Gorizia, venendo impegnato in seguito nelle trincee presso Avio, ed il Monte Altissimo. Nell’Aprile del 1917 è a Ravenna, mentre in novembre, è protagonista della triste ritirata di Caporetto.

Sempre in Novembre, viene mandato a Brescia, dove conosce il futuro Capo dello Stato, Alessandro Pertini.

Formata la “Compagnia dei Volontari Veneti”, parte per Villafranca (VR), dove rimane per un brevissimo periodo.

Nel giugno del 1918, partecipa alla “battaglia del solstizio”, e due mesi più tardi, gli viene consegnata la Croce al Merito di Guerra. In Novembre, lo troviamo nuovamente a Ravenna, dove vi rimane fino al Luglio del 1919, avendo l’opportunità di conoscere la sua futura moglie, Adalgisa Tesorieri.

Nel 1970, viene insignito dell’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine di Vittorio Veneto.

Muore a Marcon il 1 Giugno 1974.

Brescia, 25 novembre 1917

“A te carissimo Fabris, in momenti così dolorosi, con tutto l’affetto di sincero amico questo semplice ricordo, con tutta la fede di vero Italiano il mio dolce augurio di giorni migliori, giorni santi di Rivendicazione e di Vittoria per la tua cara Terra barbaramente calpestata, per la nostra Patria tanto sofferente”.
Questa, è la dedica che Sandro Pertini scrisse su questa foto che diede in ricordo a mio nonno, fotografato qui sotto assieme ad alcuni ufficiali, a Ravenna, il 20 Aprile 1917. Mio nonno, è il primo a sinistra seduto, contrassegnato con la freccia.

Gli altri ufficiali sono: Maggiore Bette cav. Cristiano, S.T. Biondi sig. Giovanni; Serg.te Magg. Barboncini Angelo; Serg.te Cavazza Regolo; Serg,te Bonfiglioli Augusto; Cap. Magg. Robbi Filippo.




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