V forum delle camere di commercio dell’adriatico e dello jonio budva-becici 16-17-18-Maggio 2005




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V FORUM DELLE CAMERE DI COMMERCIO DELL’ADRIATICO E DELLO JONIO

BUDVA-BECICI 16-17-18-Maggio 2005



DEL TAVOLO DELL’AMBIENTE E DIFESA DEL MARE


SEGRETERIA: Anna Rita Delle Vergini


L’ampliamento dell’Unione Europea focalizza l’attenzione sullo strumento di partenariato territoriale di “Prossimità”, come nuova opportunità di cooperazione territoriale tranfrontaliera basata su soluzioni congiunte a problemi comuni tra autorità confinanti, ad esempio lo sviluppo urbano, rurale e costiero, l’espansione delle relazioni economiche e la creazione di reti di PMI.

La gestione sostenibile delle risorse è parte integrante della strategia di armonizzazione e di instaurazione di uno spazio di stabilità e prosperità ai confini dell’Unione.

Va in questa direzione il VI° Programma d’Azione in materia ambientale della Commissione (COM 31 24/01/2001 CE), che specifica le aree tematiche prioritarie in quanto caratterizzate per criticità già nell’ambito dell’Europa a 15, dal tema dei rifiuti alla tutela delle risorse idriche e della qualità dell’aria.

La Commissione lancia, con tale documento, le sfide principali per l’Unione allargata:

sviluppo economico sostenibile;

• trasporto pubblico;

• sviluppo urbano programmato;

• sensibilizzazione sui temi ambientali.

Mentre, per quanto riguarda le azioni da porre in essere nei confronti dei Paesi “vicini”, la Commissione auspica che la Comunità europea collabori per aumentare la sensibilizzazione dei cittadini e della classe politica di questi Paesi sui temi dell’ambiente, in un’ottica di cooperazione per la realizzazione di azioni a favore della protezione dell’ambiente.

È quindi possibile e necessario promuovere un livello di cooperazione territoriale di prossimità nell’area Adriatico-Jonica che faciliti l’integrazione delle tematiche ambientali nei diversi livelli di sviluppo (produzione industriale, produzione agricola, produzione energetica, trasporti, turismo)..

Emergono due livelli di criticità legate sia ad uno sviluppo industriale e urbano non ambientalmente compatibili (rifiuti pericolosi, bonifica di suoli contaminati, emissioni in atmosfera fortemente inquinanti), sia a problemi di compatibilità nel settore agroalimentare e di corretta gestione e trattamento di rifiuti solidi e reflui liquidi nelle zone costiere, con particolare intensità in riferimento agli attuali (ed ai previsti) insediamenti turistici.

Occorre che ci si approssimi agli obiettivi attesi per l’iniziativa di partenariato valorizzando la capacità progettuale pubblica e privata, ed è necessario un impegno concreto verso il superamento del trasferimento di tecnologie obsolete, inquinanti e pericolose per i lavoratori, dalla porzione settentrionale a quella meridionale del Bacino. Una scelta di prevenzione e innovazione, sempre rimanendo al settore turistico, deve ulteriormente fare interagire discipline e attori al fine di:



  • massimizzare il trasporto di merci e persone via mare, con procedure di massima sicurezza ambientale, limitando e ponendo sotto controllo i traffici, invece, di merci e rifiuti pericolosi;

  • minimizzare l’aggressione insediativa alle aree costiere, massimizzando il recupero di strutture e borghi storici, spesso in abbandono, a poca distanza da dune e coste;

  • massimizzare la cultura delle risorse locali, delle tecnologie materiali e architettoniche al campo alimentare;

  • ricorrere alla più avanzate tecniche, anche naturali, di trattamento delle emissioni solide e liquide, massimizzando recupero e riciclo di acque depurate, rifiuti organici, residui con valore energetico;

  • rendere efficiente una rete avanzata di controlli terrestri, marittimi e satellitari dell’ambiente marino.

Tutto ciò evidentemente, sotteso da imponenti sforzi di formazione e di apertura alle nuove tecnologie dell’informazione.

Alla luce di tali considerazioni, il sistema FORUM può candidarsi a promuovere delle prime e concrete azioni per sperimentare, attraverso i nuovi strumenti di prossimità, percorsi e metodologie di cooperazione territoriale transfrontaliera..



Le opportunità di finanziamento per favorire la cooperazione interregionale e transfrontaliera possono essere quindi suddivise in base alle diverse tipologie di strumenti, secondo la seguente classificazione:

Programmi di cooperazione internazionale della Commissione Europea:

  • MEDA II : Il programma Meda è il principale strumento finanziario dell’Unione Europea per la realizzazione del partenariato euromediterraneo. Infatti MEDA significa “misure tecnico-finanziarie a sostegno della riforma delle strutture socioeconomiche nei Paesi extracomunitari del Mediterraneo”. L’obiettivo del programma è dunque quello di instaurare una cooperazione con l’area mediterranea basata sul libero scambio attraverso il finanziamento di iniziative bilaterali e regionali ed il sostegno alla realizzazione degli accordi di associazione.

  • CARDS: Favorire la partecipazione dei paesi beneficiari al processo di stabilizzazione ed associazione.

  • TACIS: Sostegno al processo di transizione verso un'economia di mercato e consolidamento delle basi democratiche dei Paesi coinvolti

  • LIFE III (Paesi Terzi): L'obiettivo specifico di LIFE Paesi terzi è contribuire alla creazione di capacità e strutture amministrative necessarie nel settore dell'ambiente nonché allo sviluppo di politiche e programmi d'azione nel settore dell'ambiente nei paesi terzi rivieraschi del Mar Mediterraneo o del Mar Baltico diversi dai PECO

  • E-CONTENT: Il programma E Content promuove la disponibilità, l'uso e la distribuzione dei contenuti digitali europei. Il suo scopo è migliorare l'accesso per tutti ai contenuti digitali di alta qualità sulle reti globali, in un contesto multilinguistico. E Content è stato adottato come parte del piano d'azione eEurope 2002, ideato per accelerare lo sviluppo della società dell'informazione in Europa. E Content fornisce anche un notevole contributo agli obiettivi del nuovo piano d'azione eEurope 2005: creare un contesto favorevole agli investimenti privati e alla creazione di nuovi posti di lavoro, accrescere la produttività, modernizzare i servizi pubblici e garantire a tutti i cittadini la possibilità di partecipare alla società dell’informazione, inclusi i cittadini con esigenze particolari come i disabili.

  • GIOVENTÙ : L’obiettivo è di promuovere il dialogo interculturale, la difesa dei diritti delle minoranze nei paesi del bacino mediterrraneo e dell’Europa sud-orientale

  • MARCO POLO: L'obiettivo del programma Marco Polo è trasferire l'intera crescita aggregata del trasporto merci internazionale su strada verso il trasporto ferroviario, marittimo a corto raggio e per vie navigabili interne.

  • EIE - ENERGIA INTELLIGENTE EUROPA

  • VI PROGRAMMA QUADRO DI R&ST

Iniziative comunitarie per la cooperazione territoriale interna:

  • Interreg III A

  • Interreg III B

  • Interreg III C – Regional Frame Operative

L'obiettivo della nuova fase di Interreg è di rafforzare la coesione economica e sociale nell'Unione europea promuovendo da un lato la cooperazione transfrontaliera, transnazionale e interregionale e dall'altro lato lo sviluppo equilibrato del territorio. Una particolare attenzione è riservata all'interesse delle regioni ultraperiferiche e delle regioni situate lungo le frontiere esterne dell'Unione europea verso i paesi candidati all'adesione.

Misure di sostegno da parte di soggetti internazionali:

  • Finanziamenti della BEI (Banca europea per gli investimenti)

Misure di finanziamento italiane per il partenariato interistituzionale:

  • Legge n.212/1992

  • Legge n.84/2001

  • Programma di sostegno alla cooperazione regionale euromediterranea e di prossimità (Delib. CIPE n.17 e n.83 del 2003).

Si ritiene opportuno in occasione del FORUM, attivare un’azione di Coordinamento tra i partecipanti al Tavolo, per definire il programma d’azione e una suddivisione dei compiti tra i vari componenti. Lo scopo di tale intervento di Coordinamento è quello di predisporre un progetto di tutela ambientale da promuovere ed eventualmente far finanziare attraverso programmi europei.

L’individuazione di iniziative progettuali, avviate o possibili, si presenta quindi come una necessità per intraprendere un possibile programma di cooperazione che non potrà prescindere da due principi metodologici fondamentali e complementari: la metodologia partecipativa o di bottom-up per l’individuazione dei fabbisogni e delle azioni e la determinazione degli ambiti di intervento (territoriali o tematici).

A tale scopo e in questa fase di consultazione si potranno individuare i Punti di Forza e i Punti di Debolezza (vedi scheda allegata) analizzando il quadro macro di riferimento, al fine di elencare gli obiettivi che un programma di partenariato territoriale potrebbe perseguire sui temi dello Sviluppo Sostenibile.




PUNTI DI FORZA

PUNTI DI DEBOLEZZA







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