Regione valle d’aosta




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REGIONE VALLE D’AOSTA

La Regione non ha una normativa specifica per l’autismo; la relativa rete di assistenza è inquadrata all’interno del modello operativo regionale di assistenza sulla salute mentale (Piano regionale per la salute e il benessere sociale 2006-08) e sulle persone con disabilità (L.R. 14 del 2008)



SINTESI normativa Valle D’Aosta
Il Piano regionale per la salute e il benessere sociale 2006-2008 approvato con legge regionale n. 13 del 2006 prevede che l'Azienda unica USL della Regione, attraverso i Distretti, è responsabile con i Comuni dell'integrazione sociosanitaria, ai sensi della normativa nazionale (art. 3-septies del D.Lgs. n. 502/1992) e del Piano socio-sanitario regionale 2002/2004. Gli interventi sociosanitari interessano i bisogni di salute nelle aree materno-infantile, della disabilità e della non-autosufficienza, della salute mentale, delle dipendenze, delle patologie da HIV e delle patologie proprie della fase terminale della vita.

Per quanto riguarda lo sviluppo e consolidamento dei servizi territoriali per la salute mentale il Piano precisa che sono stati istituiti i Servizi per la tutela della salute mentale ed è stato delineato, in coerenza con i Progetti obiettivo nazionali Tutela della Salute mentale 1994/1996 e 1998/2000, un modello operativo regionale di assistenza al malato mentale, imperniato sul territorio, pur con differenti gradi di realizzazione. Il modello tiene conto dell'elevata frequenza e dell'origine multifattoriale dei disturbi psichici con il coinvolgimento di una pluralità di soggetti sociali (famiglia, scuola, associazioni del terzo settore, enti locali, ecc.) insostituibili per rendere efficaci i processi di integrazione o reintegrazione. Individua, inoltre, gli obiettivi di salute del triennio di riferimento e le azioni da intraprendere: interventi di prevenzione mirati alla individuazione nella popolazione giovanile, soprattutto adolescenziale, dei soggetti, delle culture e dei contesti a rischio; realizzazione delle strutture assistenziali residenziali; attivazione di strutture per la realizzazione di programmi di assistenza diurna; sostegno della nascita ed il funzionamento di gruppi di mutuo aiuto di familiari e di pazienti e di cooperative sociali, con finalità di inserimento lavorativo.

A tali azioni la programmazione regionale dovrà prevedere sia attraverso la realizzazione di iniziative in proprio sia attraverso l'attività dell'Azienda USL della Valle d'Aosta.

Particolare importanza riveste la legge regionale n. 14 del 2008 riguardante il sistema integrato di interventi e servizi a favore delle persone con disabilità la quale prevede che al fine di realizzare le finalità e gli obiettivi della legge stessa, è prevista la definizione di un progetto individuale per la persona con disabilità, in conformità alla legge n. 162/1998 e all'art. 14 della legge n. 328/2000, che comprende, oltre alla valutazione diagnostico-funzionale, le prestazioni di cura, assistenza, riabilitazione, educazione, istruzione, formazione e inserimento lavorativo, i servizi alla persona, con particolare riferimento al recupero e all'inclusione sociale, nonché le misure economiche necessarie per il superamento di condizioni di povertà, emarginazione ed esclusione sociale. Il progetto, costituito da un complesso di azioni e interventi attivati a partire dai bisogni e dalle aspettative della persona con disabilità e della sua famiglia, definisce i soggetti coinvolti, le potenzialità, le modalità di attuazione, i tempi di realizzazione e la spesa occorrente.

Il progetto individuale è approvato dall'Unità di valutazione multidimensionale (UVMD) operante in ambito distrettuale per la presa in carico della persona con disabilità.

La legge prevede che la Regione promuove il percorso educativo, scolastico e formativo al fine di favorire la realizzazione del progetto di vita delle persone con disabilità, la diffusione della cultura dell'inclusione sociale e l'eliminazione di ogni forma di discriminazione, pregiudizio, emarginazione. Il percorso comprende tutte le fasi della vita della persona con disabilità, dalla nascita fino al compimento dei sessantaquattro anni di età. Inoltre, viene disegnata la rete dei servizi per la presa in carico delle persone con disabilità che prevede sostegno e interventi negli ambiti della domiciliarità e della residenzialità.

Le norme

Legge regionale 20 giugno 2006, n. 13 - Approvazione del piano regionale per la salute ed il benessere sociale 2006/2008
(Estratto)

Obiettivo n. 11 Potenziare attività di assistenza domiciliare, semi-residenziale e residenziale alternative al ricovero, mediante processi di integrazione fra servizi sanitari e sociali

Attività B: sviluppo e consolidamento dei servizi territoriali per la salute mentale



Quadro di riferimento.

In attuazione alla riforma psichiatrica (legge n. 180/1978) e dell'art. 64 della legge n. 833/1978 sono stati istituiti i Servizi per la tutela della salute mentale. In base a quanto previsto dai Progetti obiettivo "La Tutela della Salute mentale 1994/1996" e "La Tutela della Salute mentale 1998/2000" nella Regione Valle d'Aosta è stato tracciato, pur con differenti gradi di realizzazione, un modello operativo di assistenza al malato mentale, imperniato sul territorio, che tiene conto dell'elevata frequenza e dell'origine multifattoriale dei disturbi psichici con il coinvolgimento di una pluralità di soggetti sociali (famiglia, scuola, associazioni del terzo settore, enti locali, ecc.) insostituibili per rendere efficaci i processi di integrazione o reintegrazione.

Il quadro epidemiologico di questi ultimi anni, relativo alla popolazione che accede ai servizi ha evidenziato che:

- aumenta l'accesso dei minori;

- la prevalenza di utenti adulti è passata negli ultimi anni dall'1,5% al 2,5% della popolazione di riferimento (con punte fino al 3%), in conseguenza dell'incremento degli accessi delle persone portatrici di patologie tradizionalmente considerate minori (disturbi d'ansia e disturbi depressivi non psicotici);

- aumentano sempre di più i disturbi del comportamento, tra cui i disturbi del comportamento alimentare (D.C.A.) e i disturbi noti come "doppia diagnosi", dove l'uso di sostanze si accompagna ad un disagio psicopatologico;

- i problemi relativi alla salute mentale hanno avuto maggiore visibilità nell'ambito della Medicina Generale e della Pediatria di libera scelta. Il fenomeno, già rilevato dalle ricerche epidemiologiche sulla popolazione che segnalavano tassi di prevalenza vicini al 25-30%, è stato confermato dagli studi sull'uso dei farmaci psico-attivi. Oggi, non meno del 15% della popolazione adulta richiede e riceve, almeno una volta l'anno, prescrizioni psicofarmacologiche nell'ambito della medicina generale.

I dati enunciati confermano che è in corso una nuova fase che è caratterizzata da un cambiamento, sia del quadro epidemiologico sia degli atteggiamenti culturali della popolazione, nei riguardi della sofferenza psichica ed evidenziano il diffondersi di condizioni di malessere sociale e di disagio psichico sia nell'infanzia e negli adolescenti, sia nella popolazione adulta con la conseguente necessità di coinvolgimento della medicina generale e dei pediatri di libera scelta.

Coerentemente con la logica organizzativa e funzionale fin qui esposta i principali obiettivi di salute che dovranno essere perseguiti, attraverso l'azione complementare e coordinata di tutti i soggetti e le istituzioni che, a vario titolo, concorrono alla tutela della salute mentale, sono:

- promuovere la salute mentale nell'intero ciclo di vita, anche all'interno di programmi di medicina preventiva e di educazione sanitaria;

- estendere l'offerta di servizi secondo moduli differenziati sulla base delle diverse tipologie di bisogno assistenziale.

Descrizione delle azioni.

La programmazione regionale dovrà prevedere, sia attraverso la realizzazione di iniziative in proprio, sia attraverso l'attività dell'Azienda USL della Valle d'Aosta, i seguenti interventi:

1. attuare, tramite specifici protocolli di collaborazione, interventi di prevenzione mirati alla individuazione nella popolazione giovanile, soprattutto adolescenziale, dei soggetti, delle culture e dei contesti a rischio;

2. portare a conclusione la realizzazione delle strutture assistenziali residenziali differenziandone i programmi, anche con il fine di poter riaccogliere i cittadini valdostani attualmente ospitati in strutture specialistiche site fuori dalla Regione;

3. attivare strutture per la realizzazione di programmi di assistenza diurna;

4. sostenere la nascita ed il funzionamento di gruppi di mutuo aiuto di familiari e di pazienti e di cooperative sociali, con finalità di inserimento lavorativo.



Legge regionale 18 aprile 2008, n. 14 - Sistema integrato di interventi e servizi a favore delle persone con disabilità

Art. 8
Progetto individuale e presa in carico. Unità di valutazione multidimensionale.

1. Al fine di realizzare le finalità e gli obiettivi della presente legge, è prevista la definizione di un progetto individuale per la persona con disabilità, in conformità alla l. 162/1998 e all'articolo 14 della L. 328/2000, che comprende, oltre alla valutazione diagnostico-funzionale, le prestazioni di cura, assistenza, riabilitazione, educazione, istruzione, formazione e inserimento lavorativo, i servizi alla persona, con particolare riferimento al recupero e all'inclusione sociale, nonché le misure economiche necessarie per il superamento di condizioni di povertà, emarginazione ed esclusione sociale. Il progetto, costituito da un complesso di azioni e interventi attivati a partire dai bisogni e dalle aspettative della persona con disabilità e della sua famiglia, definisce i soggetti coinvolti, le potenzialità, le modalità di attuazione, i tempi di realizzazione e la spesa occorrente.

2. Il progetto individuale è approvato dall'Unità di valutazione multidimensionale (UVMD) operante in ambito distrettuale per la presa in carico della persona con disabilità, sulla base della valutazione della sua situazione complessiva nel contesto sociale e familiare, effettuata in conformità alle linee guida e ai protocolli adottati ai sensi dell'articolo 7, comma 2. L'UVMD può, nell'esercizio delle sue funzioni, avvalersi di competenze scientifiche esterne.

3. L'UVMD individua e attiva un operatore di riferimento principale per la persona con disabilità e per la sua famiglia, con il compito di coordinare le azioni e gli interventi propri con quelli degli altri operatori e servizi, al fine di seguire e di monitorare costantemente l'evoluzione della situazione personale e di consentire l'implementazione e la riformulazione del progetto individuale in relazione al ciclo vitale, alle opportunità, alle risorse disponibili e sulla base di percorsi di valutazione che favoriscano una presa in carico efficace.

4. La presa in carico comporta, con il sostegno della famiglia e l'attivazione coordinata delle prestazioni e dei servizi previsti dal progetto individuale, interventi di valutazione, di consulenza, di orientamento, di raccordo con le risorse solidaristiche, pubbliche e private, del territorio e di informazione per l'accesso alla rete dei servizi.
Art. 9
Percorso educativo, scolastico e formativo.

1. La Regione promuove il percorso educativo, scolastico e formativo al fine di favorire la realizzazione del progetto di vita delle persone con disabilità, la diffusione della cultura dell'inclusione sociale e l'eliminazione di ogni forma di discriminazione, pregiudizio, emarginazione. Il percorso comprende tutte le fasi della vita della persona con disabilità, dalla nascita fino al compimento dei sessantaquattro anni di età.

2. La Regione adotta gli strumenti utili a progettare e pianificare il percorso educativo, scolastico e formativo, la diagnosi funzionale, il profilo dinamico-funzionale e il piano educativo individualizzato (PEI) di cui all'articolo 12, comma 5, della L. 104/1992. La Regione individua, inoltre, le risorse organizzative e umane necessarie alla sua realizzazione, quali le attività di assistenza e di insegnamento, i gruppi di lavoro istituiti a livello regionale e presso le istituzioni scolastiche e l'équipe PEI integrata, promuovendo anche attività di formazione iniziale e durante il servizio rivolta al personale docente e non docente.

3. La Regione garantisce alle persone con disabilità la fruizione dei servizi socio-educativi per la prima infanzia e ne favorisce, mediante il PEI, il coordinamento con il successivo percorso scolastico. La Regione assicura, inoltre, l'inserimento degli studenti disabili nella scuola dell'infanzia, primaria e secondaria di primo e secondo grado e predispone percorsi misti e integrati, in collaborazione anche con gli enti che si occupano di percorsi di integrazione lavorativa. La Regione riconosce, infine, le modalità di certificazione delle competenze in esito al percorso scolastico istituzionale quali strumenti efficaci di collegamento tra il mondo dell'istruzione e il mondo del lavoro.

4. La Regione sostiene interventi a favore della persona con disabilità per la frequenza dei percorsi di istruzione universitaria e promuove la sua partecipazione ad iniziative specifiche di educazione presentate dal Centro territoriale permanente di istruzione e formazione in età adulta (CTP), istituito con decreto del Sovraintendente agli studi della Regione autonoma Valle d'Aosta/Vallée d'Aoste del 21 febbraio 2005, n. 7438, nell'ottica di favorire strategie volte a sostenere l'apprendimento permanente.
Art. 13
Rete di servizi.

1. La rete di servizi per la presa in carico delle persone con disabilità prevede sostegno e interventi nei seguenti ambiti:

a) domiciliarità, costituita dai servizi che assicurano:

1) interventi di promozione dell'autonomia personale, ovvero programmi di intervento finalizzati all'acquisizione e al mantenimento di autonomie personali che permettano di migliorare la capacità di relazione e di partecipazione alla vita sociale e lavorativa, e interventi di promozione delle attività sportive, ricreative e di integrazione sociale;

2) servizi diurni finalizzati alla promozione dell'autonomia e all'integrazione sociale, erogati con carattere di flessibilità e di continuità;

3) interventi erogati a domicilio e di supporto alla famiglia o interventi di assistenza domiciliare integrata;

4) interventi di sostegno economico;

5) interventi di sollievo, di accoglienza temporanea programmata, di pronta accoglienza, di soggiorni di sollievo;

b) residenzialità, costituita dai servizi, integrati nella rete territoriale regionale, finalizzati all'accoglienza delle persone con disabilità nelle situazioni in cui non risulta più possibile la permanenza nel proprio domicilio.

2. La rete di cui al comma 1 si rivolge alle persone con disabilità fino ai sessantaquattro anni di età e alle loro famiglie. Fatto salvo quanto previsto dall'articolo 11, al compimento del sessantacinquesimo anno di età, le persone con disabilità usufruiscono dei servizi e delle pre stazioni previsti per le persone anziane non autosufficienti.



3. Gli standard strutturali, i requisiti organizzativi minimi e il procedimento finalizzato al rilascio dell'autorizzazione alle strutture e ai servizi della rete di cui al comma 1 restano disciplinati dall'articolo 38 della legge regionale 25 gennaio 2000, n. 5 (Norme per la razionalizzazione dell'organizzazione del Servizio socio-sanitario regionale e per il miglioramento della qualità e dell'appropriatezza delle prestazioni sanitarie, socio-sanitarie e socioassistenziali prodotte ed erogate nella regione).

4. È autorizzata, nel rispetto della normativa vigente, la vendita dei prodotti realizzati nell'ambito delle attività svolte nei servizi diurni di cui al comma 1, lettera a), numero 2. I proventi delle vendite sono interamente reinvestiti nell'acquisto di nuove materie prime o di prodotti di consumo. La Giunta regionale è autorizzata, su proposta dell'Assessore competente in materia di bilancio, ad apportare al bilancio di previsione le variazioni necessarie per la gestione di tali proventi.


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