Progetto abruzzo governare IL cambiamento proposte di confindustria abruzzo per lo sviluppo della regione




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CONFINDUSTRIA ABRUZZO

PROGETTO ABRUZZO

GOVERNARE IL CAMBIAMENTO

PROPOSTE DI CONFINDUSTRIA ABRUZZO PER LO SVILUPPO DELLA REGIONE

L’AQUILA 4 DICEMBRE 2006
PROGETTO ABRUZZO
NUOVE REGOLE PER GOVERNARE IL CAMBIAMENTO

L’accelerazione dei processi economici, sociali e culturali dell’economia globale richiedono, con assoluta urgenza, l’assunzione di responsabilità di governo e l’individuazione di nuove regole comportamentali e normative in grado di affrontare e guidare i mutamenti, i rischi e le opportunità dell’attuale scenario competitivo.


UNA CONCERTAZIONE PIÙ INCISIVA

Confindustria Abruzzo ritiene poco incisivo il confronto finora sviluppato tra Regione e Parti sociali.

Si chiede quindi che l’avvio di una nuova modalità concertativa più avanzata e concreta.

La nuova modalità concertativa, nel rispetto e ad integrazione di quanto previsto nel Protocollo regionale di concertazione, dovrà garantire vari livelli di confronto, fino a prevedere l’istituzione di specifici Tavoli di Lavoro tematici tra Regione e le Parti interessate, nell’ambito di un Tavolo di Concertazione permanente composto dai rappresentanti delle Associazioni di Categoria e Sindacali più rappresentative, del sistema Universitario e dell’Amministrazione regionale.

Il Tavolo dovrebbe essere formato sulla base di una governance prestabilita con chiare tempistiche di lavoro e reportistica agli stakeholder.

Il nuovo livello concertativo dovrà prevedere, - attraverso la costituzione di un Osservatorio Economico Sociale di partenariato - il monitoraggio dei risultati conseguiti in archi di tempo periodici, l’avanzamento della programmazione regionale, la coerenza dei vari livelli delle politiche regionali e la loro concreta attuazione, valutandone risultati e prospettive.


UN GOVERNO DELLA POLITICA E DEL TERRITORIO COERENTE

La capacità del Governo di incidere e di dare attuazione concreta alla sua azione, è condizione necessaria per lo sviluppo del Territorio e della sua economia.

In Abruzzo si sono evidenziati episodi di scollamento sia di tipo politico che amministrativo tra i vari livelli di Governo regionale e tra questo e quello locale.

Con riferimento al livello politico Confindustria, pertanto, chiede che vengano recuperati e definiti i rapporti politici di Governo con il Consiglio regionale, da una parte, e gli EE.LL., dall’altra, al fine di assicurare coerenza e unità di intenti all’azione del Governo regionale.

Con riferimento al livello amministrativo, si chiede quindi di definire o rimodulare i Piani di settore di riferimento a cui la Regione, ma in special modo gli Enti Locali, si dovranno conformare, quali insieme di norme sovra ordinate in grado di assicurare veramente il rispetto degli indirizzi e dei modelli di sviluppo definiti a livello politico, evitando dispersione di risorse e mancanza di interventi coordinati.
UN PROGETTO PER L’ABRUZZO

Confindustria Abruzzo chiede, quindi, quale obiettivo imprescindibile e prioritario del Governo regionale, la composizione di un progetto strategico condiviso e unitario per l’Abruzzo, oggi non riscontrabile, che ne definisca identità, linee di sviluppo e posizionamento, da oggi agli anni a venire.

Per Confindustria il “Progetto Abruzzo” non può che essere orientato alla costruzione di una economia della conoscenza, del sapere, dell’innovazione e della qualità intesa quale vantaggio sociale oggettivo da sostenere e ampliare come fattore strategico di sviluppo.

Una Regione, quindi, dove risulti evidente la centralità dell’impresa, moderna, competitiva, attrattiva per gli investimenti, che valorizzi le professionalità e i giovani talenti.

Previa identificazione delle aree di forza e di criticità del sistema produttivo abruzzese, Confindustria Abruzzo, quindi, individua, nell’innovazione, nella formazione professionale, nell’internazionalizzazione, in una coerente infrastrutturazione, in un contesto positivo di relazioni industriali e nel turismo, le leve prioritarie su cui agire per la composizione del “Progetto Abruzzo”.

Si tratta di cercare di pervenire ad un modello di sviluppo dove la qualità degli investimenti va di pari passo con quella della vita e l’utilizzo di tecnologie innovative accompagna la valorizzazione del territorio.

Con riferimento agli aspetti più legati alle dinamiche produttive, andrà pertanto posta particolare attenzione allo sviluppo di modelli imprenditoriali a più forte tenuta competitiva nel mondo, con un quadro normativo che selezioni e concentri risorse in maniera tematica per:



  • un forte sostegno alle imprese high tech di qualunque tipologia e dimensione;

  • un forte impulso all’innovazione di processo, di prodotto, ma anche territoriale e alla crescita di competenze di standard internazionale evidente;

  • un forte sostegno alla costruzione di reti complesse tra imprese, istituzioni e territorio, ed all’aggregazione per la crescita dimensionale delle PMI e della stessa micro-impresa;

  • un particolare sostegno alle imprese orientate alla produzione innovativa ma anche a produzioni di qualità e allo sviluppo sostenibile quale “Regione verde” (turismo, valorizzazione ambientale);


PROGRAMMARE LO SVILUPPO

Coerentemente a quanto proposto, i documenti di programmazione -Bilancio di previsione, DPEFR, Piano regionale di sviluppo, Fondi strutturali- devono esprimere con trasparenza, unitarietà e coerenza, il progetto strategico delineato, concentrando gli interventi in termini di scelte e allocazione di risorse.

Non possono e non devono essere semplici esercizi contabili amministrativi.

La proposta attuale di bilancio di previsione per il 2007 e la stessa proposta di DPFER 2007-2013 non rispondono appieno a tale esigenza. La proposta di bilancio non opera delle scelte chiare in termini di allocazione, razionalizzazione e riduzione delle spese. Il DPEFR, da parte sua, non è sufficientemente sostanziato nelle enunciazioni e queste non trovano riscontro nel bilancio stesso, di cui è documento propedeutico.


AGGREDIRE I NODI STRUTTURALI

Solo dalla definizione di un Progetto strategico a monte, quindi, potrà discendere, una Programmazione regionale organica, coerente, realmente orientata alla crescita e alla competitività, che aggredisca finalmente con decisione quei nodi strutturali che vincolano le risorse e ostacolano progettualità e le possibilità di investimento:



  • Costi della politica. E’ un costo ormai insostenibile che si esplica, in modo diretto ed indiretto, in inefficienze e sperperi quali quelli connessi al mal funzionamento della macchina amministrativa, alla invadenza della politica -con criteri che nulla hanno a che fare con le competenze e le professionalità- fino ad interessare la stessa questione morale.

  • Riforma degli Enti Locali e di gestione territoriale, orientata a definire efficienza, unità e coerenza amministrativa e di Governo del Territorio.

  • Liberalizzazioni e applicazione del principio di sussidiarietà orizzontale –a fronte dei fenomeni di neo statalismo municipale- in ottemperanza alle regole comunitarie sulla libera concorrenza, nel rispetto dei diritti dei cittadini e all’efficienza dei servizi.

  • Riforma e razionalizzazione degli Enti strumentali regionali, ridefinendone funzioni, gestione e costi.

  • Razionalizzazione della spesa sanitaria che tanto incide in termini di debito e deficit finanziario.

  • Riforma della pubblica amministrazione e semplificazione amministrativa.

E’ un problema complesso, legato sicuramente alla riforma e alla modernizzazione della macchina amministrativa e degli Enti Locali. In attesa che tali nodi strutturali vengano, risolti, però, è necessario fin da subito intervenire.
FAR CRESCERE LA PICCOLA INDUSTRIA

La semplificazione amministrativa è un problema, infatti, che colpisce e penalizza soprattutto le PI, meno attrezzate e più esposte alle lungaggini burocratiche, che individuano in tale problema il principale ostacolo al fare impresa, seguito dall’accesso al credito.

Sono due problemi che riguardano particolarmente la Piccola Industria, che per sue caratteristiche -sottodimensionamento e sottocapitalizzazione- necessita sicuramente di particolare attenzione e sostegno.

Questa attenzione, quindi, è una istanza che il Comitato Regionale PI pone con grande forza come aspetto qualificante di questo documento.

La Piccola Industria propone con urgenza, come nuovo approccio sistematico, la nomina di un Consigliere Delegato, in seno alla Giunta Regionale, incaricato alla Piccola Industria, al quale affidare, tra gli altri, anche il compito di giungere ad una definizione di norme semplificate e ad una più agevole accesso al credito.

Ai fini della semplificazione amministrativa, inoltre, la Piccola Industria, segnala la necessità di semplificare le procedure di controllo per quelle aziende che si sottopongono a certificazione (di qualità, ambientale o di bilancio): oggi, infatti, per ottenere la certificazione, le imprese devono superare valutazioni rigorose e il suo conseguimento è un’attestazione di serietà e affidabilità;


RIDURRE IL CARICO FISCALE PER LE IMPRESE

Con riferimento ai nodi strutturali ricordati, si collega la questione fiscale.

Confindustria Abruzzo ritiene non accettabile che i costi della politica e delle inefficienze amministrative siano scaricati sulle imprese attraverso misure fiscali aggiuntive. In particolare Confindustria respinge decisamene l’applicazione in Abruzzo di imposte aggiuntive e in particolare della maggiore aliquota IRAP (imposta di per sé iniqua) a carico delle imprese, e dell’IRPEF a carico dei cittadini, così come previsto nella proposta della finanziaria regionale per il 2007.
UN BUON UTILIZZO DEI FONDI EUROPEI

In linea con quanto già evidenziato, Confindustria ribadisce che si proceda ad una accorta allocazione delle risorse comunitarie, nell’ambito di una programmazione che individui le priorità di intervento da perseguire in coerenza con il Progetto strategico delineato.

Quella dei Fondi strutturali e delle politiche di coesione europee, infatti, è una materia di importanza prioritaria per lo sviluppo regionale, non solo perchè si tratta di uno dei pacchetti più ingenti di risorse economiche di cui si potrà disporre, ma anche perché è l’occasione per definire un modello di sviluppo della Regione.

UNA LEGGE PER L’EUROPA

Un momento importante, che deve però fare i conti con una riduzione di circa un terzo delle risorse disponibili, ma anche con la opportunità di accedere ai programmi di intervento comunitari come il Settimo Programma Quadro di Ricerca e Sviluppo. A tali programmi, per una serie di ragioni - sia di scarsa conoscenza, che di capacità di fare rete, che infine di ridotta dimensione aziendale- l’Abruzzo non ha mai partecipato adeguatamente, come invece accaduto in altre regioni europee.

Nel ritenere che queste ulteriori risorse vadano assolutamente intercettate, Confindustria Abruzzo ha messo a punto una proposta di legge regionale, che si chiede venga recepita già presentata - senza risposta- alla Regione, volta proprio ad incoraggiare Imprese, Università ed Istituzioni a partecipare ai vari Programmi europei.
DALLE ENUNCIAZIONI AI CONTENUTI, AI FATTI

Molte delle proposte elencate in questo documento coincidono, a livello di enunciazione, a varie proposte contenute nei documenti di programmazione regionale.



Diventa imperativo e qualificante, pertanto:

  1. che tali enunciazioni assumano sostanza e significato, uscendo dagli slogan utili per tutte le occasioni e tutti i contesti, anche attraverso la definizione del Progetto strategico sovra ordinato.

  2. che le dichiarazioni si concretizzino in scelte concrete e operative, passando dalle enunciazioni ai fatti. Leggi di settore, riduzione dei costi politici e amministrativi, riforme strutturali non possono più attendere.

Per questo Confindustria ribadisce l’importanza del monitoraggio dello stato di attuazione della programmazione e della coerenza dei vari livelli di intervento, prevedendo a sei mesi, lo stato di avanzamento delle scelte operate dalla Giunta Regionale, sulla base di quanto proposto nel presente documento.


POLITICHE INDUSTRIALI
PER UN’ INDUSTRIA PIÙ COMPETITIVA

Coerentemente al Progetto strategico per un Abruzzo più competitivo, Confindustria Abruzzo ritiene indispensabile l’elaborazione di una Legge organica di settore per le Politiche Industriali, che riordini complessivamente la materia: Riforma degli Enti strumentali e degli Strumenti di gestione territoriale, Legge organica sull’Innovazione, Politiche degli incentivi ed agevolazioni.


RIFORMARE GLI STRUMENTI DI GESTIONE TERRITORIALE

Per i Consorzi ASI si chiede che:



  • si proceda all’abrogazione degli ultimi provvedimenti approvati in materia dalla Regione e all’applicazione degli Statuti Consortili, ripristinando la gestione ordinaria e assicurando le necessarie soluzioni per il ripianamento finanziario di alcune realtà;

  • vengano definite meglio le loro attività, con una gestione più imprenditoriale e meno politica (come invece si è di fatto proceduto con un “tricommissariamento”), in quanto questi enti vengono alimentati anche da contributi aziendali ma le stesse aziende non hanno alcuna possibilità né di incidere nella gestione, né di dare orientamenti.

Per i Distretti Industriali, si chiede il loro riordino per ambiti territoriali o per filiera settoriale (metadistretti), affinchè possano divenire punti di riferimento delle politiche regionali in materia di innovazione, di internazionalizzazione, di formazione e di politiche europee.

Si richiama l’attenzione sull’importanza del Polo Farmaceutico nel comprensorio aquilano.


PER UN ABRUZZO PIÙ INNOVATIVO

L’Innovazione costituisce il principale “asset” competitivo per il sistema socio-produttivo. Pertanto, si chiede il varo della più volte annunciata Legge regionale quadro sull’innovazione che preveda il riordino generale della materia al fine di:



  • mettere in rete e coordinare Imprese, Centri di ricerca, pubblici e privati, ed Università;

  • ridefinire compiti e funzioni degli Enti strumentali competenti (come il Parco Scientifico e Tecnologico);

  • prevedere interventi diretti di sostegno, con particolare riguardo alle politiche brevettuali, all’aggregazione tra PMI per l’attivazione di progetti innovativi e di trasferimento tecnologico.

Si chiede, inoltre, di creare un tavolo permanente d'incontro, presso la Regione, in cui si possa dialogare costantemente con l’Industria e il mondo universitario e della ricerca.
LE POLITICHE DEGLI INCENTIVI

Attualmente, in Abruzzo, ad esclusione delle misure DOCUP, non risultano operativi strumenti di agevolazione per le Attività Produttive. Pertanto si raccomanda:



  • il pieno utilizzo del Fondo Unico Attività Produttive, recuperando le risorse non utilizzate negli anni precedenti;

  • la ripartizione del Fondo con il rifinanziamento, per i prossimi anni, della Legge n. 1329/65 (Sabatini), e delle Leggi nn. 598/94 e 140/97 (Ricerca);

  • la predisposizione di una Legge regionale di incentivazione alla partecipazione ai programmi europei (VII Programma Quadro ecc…). Al riguardo si evidenzia l’esiguità delle risorse necessarie richieste (circa 200.000 Euro).


RAFFORZARE I CONSORZI FIDI INDUSTRIALI ED EDILI

In base all’accordo di Basilea 2, i Confidi, per essere di reale ausilio al sistema delle Pmi, dovranno passare dalle attuali garanzie sussidiarie di natura reale al rilascio di garanzie a prima richiesta.

A tal fine Confindustria Abruzzo chiede un forte rafforzamento dei fondi di garanzia dei Consorzi Fidi, che innalzerebbe il loro grado di solvibilità trasferendo questo vantaggio direttamente alle imprese affidate, attraverso:


  • contributi adeguati (almeno 3 Meuro) per i fondi gestiti dai Confidi industriali ed edili (ex l.r. 59/80);

  • la riattivazione dello stanziamento per le spese di gestione ex l.r. 53/99 (5% dei fondi assegnati);

  • il riordino normativo di tali fondi di garanzia nel suo complesso, attraverso la previsione di una legge quadro valida per tutte le categorie produttive (Turismo compreso).


AGEVOLARE L’ACCESSO AL CREDITO

A tal fine Confindustria Abruzzo ritiene importante:



  • l’istituzione in Abruzzo di un “Osservatorio sul Credito” volto a verificare e monitorare i flussi, l’entità e le caratteristiche della raccolta del risparmio e degli impieghi nel nostro territorio, al fine di poter meglio intervenire con politiche adeguate in materia;

  • la creazione di un sistema di "venture capital" per il sostegno della nuova imprenditoria, attraverso l'impegno del sistema bancario regionale (e lo sfruttamento di eventuali opportunità offerte in ambito comunitario).


INTERNAZIONALIZZARE LE IMPRESE ABRUZZESI

L’Internazionalizzazione costituisce indice e fattore fondamentale di crescita.

per le seguenti funzioni:


  • coordinare e mettere in rete i vari enti che si occupano di internazionalizzazione;

  • agevolare l’accesso delle PMI e degli operatori economici abruzzesi ai servizi promozionali, assicurativi e finanziari, e coordinare gli strumenti di incentivazione;

  • fornire supporto per progetti di promozione all’export e di internazionalizzazione;

  • attivare un portale ad alta visibilità che sia un potente strumento di marketing territoriale;

  • agevolare il collegamento elettronico delle imprese abruzzesi ai grandi Networks mondiali di trading e distribuzione;

  • promuovere una rete per l’utilizzo della legislazione comunitaria, nazionale e regionale e delle iniziative per l’export e l’internazionalizzazione tra i soggetti attivi in regione;

  • favorire l’attrazione di investimenti dall’estero (joint ventures, partnerships, scambi);

  • sostenere la Regione nella definizione degli indirizzi per il programma promozionale.

Si chiede, pertanto:

  • la piena ed effettiva operatività dello Sportello;

  • la partecipazione di Confindustria Abruzzo nel Comitato di Coordinamento, che fissa l'indirizzo strategico dello Sportello, almeno come membro consultorio;

  • la riorganizzazione operativa dello Sportello dal punto di vista logistico e gestionale. Confindustria Abruzzo, a tal fine, come Organizzazione maggiormente rappresentativa delle aziende che effettivamente “fanno internazionalizzazione”, potrebbe offrire assistenza alle aziende, in collaborazione con la cabina di regia dello Sportello Regionale, attraverso una rete di Uffici presso le proprie sedi territoriali.


UNA AGENZIA PER L’INTERNAZIONALIZZAZIONE

Al fine di migliorare le capacità di accesso all’internazionalizzazione degli imprenditori abruzzesi, si ritiene importante la creazione di una Agenzia, gestita da Regione e Confindustria, che metta a disposizione delle PMI dei professionisti dell’Internazionalizzazione i quali promuovano la divulgazione di buone pratiche di internazionalizzazione, intervenendo attivamente su quelle imprese abruzzesi che siano in possesso di validi pre-requisiti per operare all’estero, offrendo tutti quei mezzi e quegli strumenti che siano in grado di creare cultura, conoscenza e consapevolezza.


Esempi di “Buone Pratiche” dell’agenzia per l’Internazionalizzazione

  • Formazione ed informazione per le imprese;

  • Analisi della struttura aziendale e della capacità esportativa del prodotto aziendale;

  • Individuazione della miglior via di azione (export, joint venture, partecipazione) e del mercato di sbocco;

  • Finanziamenti per l’avvio dell’internazionalizzazione;

  • Assegnazione all’impresa delle strutture di sostegno per l’internazionalizzazione (software, business links, servizio traduzioni);

  • Creazione di una rete regionale che stimoli l’interazione tra imprese esportatrici ed imprese che si accingono ad affacciarsi sui mercati internazionali.


FAR CRESCERE LA PICCOLA INDUSTRIA

La semplificazione amministrativa e l’accesso al credito restano temi prioritari per lo sviluppo delle PMI. (Per quanto concerne il primo punto, si faccia riferimento a quanto già esposto nel paragrafo relativo al Progetto per l’ Abruzzo e per quanto concerne il secondo punto si faccia riferimento a quanto già esposto nel paragrafo relativo al Credito).


ATTRARRE LA GRANDE IMPRESA

Ulteriore proposta riguarda la predisposizione di uno specifico progetto "Grandi imprese", con l’obiettivo di portare in Abruzzo, nei prossimi anni, imprese di grandi dimensioni del settore manifatturiero, quali volano di crescita e sviluppo per l’intero contesto territoriale.


SOSTENERE I SERVIZI INNOVATIVI

Confindustria Abruzzo si propone di far acquisire ai Servizi Innovativi una posizione centrale nella politica economica della Regione, quale settore capace di imprimere un nuovo impulso alla crescita e alla competitività del Sistema industriale.

Si chiede pertanto:


  • il coinvolgimento del settore ai tavoli di proposta e di decisione di strategie industriali che riguardano il comparto dei servizi, della ricerca e dell’innovazione;

  • disponibilità alla revisione del quadro degli Enti deputati allo sviluppo delle tecnologie, dei servizi innovativi e della ricerca (PST, ARIT, Abruzzo Engineering) con eliminazione di Enti inutili o duplicati in una visione di orientamento alle vere necessità di sviluppo per il territorio e il tessuto produttivo;

  • accesso privilegiato a interlocutori di questa amministrazione che abbiano ampia capacità decisionale e delega per la discussione di azioni di sviluppo di progettualità per l’innovazione e la qualità del territorio;

  • revisione delle modalità di valutazione delle Gare di appalto con l’inserimento di parametri e indicatori collegati alla capacità innovativa della proposta e del fornitore, nonché all’attenzione alla valorizzazione della qualità territoriale e sociale della nostra Regione.


COSTRUIRE UN AGROALIMENTARE COMPETITIVO

Il Sistema Agroalimentare Abruzzese è contraddistinto da due insiemi: uno diventato adulto che sta sul mercato e un altro, rurale, strettamente zootecnico e agricolo, ancora troppo fragile. Un sistema formato da due insiemi che, purtroppo, non dialogano tra loro. Non progettano, non sinergizzano.

Il Piano di Sviluppo Rurale 2007/2013 è uno strumento indispensabile per ridisegnarne il volto e costruire un sistema competitivo.

In premessa, si chiede che nella concertazione per il P.S.R., vengano consultati  e coinvolti anche  il mondo della distribuzione (sia della piccola che della Grande Distribuzione Organizzata) e i numerosi Catering e grossisti, anello strategico per la filiera agroalimentare Abruzzese in quanto parte di importanti network nazionali ed europei.

Inoltre, per favorire la crescita, l’ammodernamento e la competitività dell’intero settore, si chiede, che il P.S.R. Abruzzese:

       stimoli, con apposite misure, un forte dialogo tra i diversi stakeholders del mondo agroalimentare, mettendo “in rete” Industria e Agricoltura;

       promuova progetti e accordi di filiera, eventi e programmi di commercializzazione che favoriscano i diversi attori a stare insieme, a progettare e ad ideare in funzione di ciò che il mercato chiede. (Ad esempio, stimolare i numerosi casi di successo dell’agroindustria Abruzzese ad “adottare” prodotti di nicchia del territorio);

       favorisca un autentico sostegno alla commercializzazione del prodotto Abruzzese, attraverso  progetti di   valorizzazione  e non più con la sola e semplice promozione che ha prodotto tonnellate di pubblicistica. Progetti di valorizzazione che, ad esempio, possono essere implementati in primis coinvolgendo  le mense pubbliche dei numerosi presidi pubblici come A.S.L., scuole, case di riposo, ecc...;



  • riduca in maniera consistente la spesa per gli investimenti non produttivi, per la cosiddetta assistenza tecnica e per quelle misure, come la forestazione, che tanto rievocano le buche di Keynesiana memoria.   

Si chiede, infine, una forte e decisa spinta riformatrice dei numerosi enti, centri di ricerca, consorzi e A.R.S.S.A., nell’ottica di una ristrutturazione e deregulation a 360 gradi, con chiusure e/o accorpamenti, che elimini duplicazioni di funzioni, malagestione e sperperi.
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