Note387Bozze10Note su Giuseppe174. Del Teatrin di Facebook la gran riform di Giuseppe Peritore




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Note387Bozze10Note su Giuseppe174.Del Teatrin di Facebook la gran riform di Giuseppe Peritore

di Giuseppe Peritore · Ieri

Del Teatrin di Facebook la Gran Riform

(Cosa vuol dir “Toccarsicon la pez il Cazz”)

di Giuseppe Peritore

Caro il mio Lettor, miaintenzion non è far turpiloquio.Voglio sol prospettar la necessità che ilgrande popolo di Facebook avverte di daruna regolata allo spettacolo del Teatrin. Molti sono stati in questopalcoscenico il cui linguaggio smoderato alle corde ha messo il povero Prologo.Qui chi vuol venir a sfogar i suoi malesseri deve darsi una calmata. Per occhiodella gente occorre dar esempio di pulizia più che di moralità. Non scherziam!Il Teatrin si deve liberar di bordellate per parlar con la lingua di person perben. Nel vernacolo della Città dove son nato esiste tuttora una espressione chesuona press’a poco così: “Sa tocca ccapezza”. Di per sé intraducibile in lingua ufficiale. Ma che approssimativamentepuò anche così formalmente modificarsi: “Si tocca il cazzo con la pezza (con lostraccio). Mi scusi la mia materna nonna (1866) che ad una testa piena dinumeri faceva corrispondere un linguaggio della sua bisnonna. Anteriore allaRivoluzione francese quindi. Per me il “Sa tocca cca pezza” è una infelice edinesatta espressione che denota, per chi l’adopera, una mente retrograda egretta. Adoperare lo straccio per toccarsi il cazzo vuol dire che questo è,dopo l’anal apertura, la parte più puzzolente del corpo umano. A mio modo divedere la cosa chi parla con tal vernacolo non s’accorge che “puzzolente ilcazzo, puzzolente l’intero corpo”.

Moltissimi anni fa lessii Quadernidel carcere di Antonio Gramsci. Quel che mi colpì è stato il rapporto cheil grande sardo poneva tra Cultura, monopolio della borghesia, e Senso comune,modo con cui la Culturasi cala fra le masse popolari. Potrebbe anche influire il condizionamentoreligioso. Il “cazzo”, in se stesso considerato, è simbolo di peccato. Non famale toccarlo con lo straccio.

Se le cose così stanno, se lariforma del Teatrin la faccia della gente deve salvar vuol dir che anche ilTeatrin “il caz si tocc con la pezz”.

2 Luglio 2013

Giuseppe Peritore

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A Flavia Cantelli, Cettina Callea e altri 2 piace questo elemento..Mostra tutti e 7 i commenti..Scrivi un commento....47Cristianesimo e Mondo di Giuseppe Peritore

di Giuseppe Peritore · Lunedì

Cristianesimo e Mondo

di Giuseppe Peritore

Chi cristiano sente di essereper fede e per cultura ha il dovere di porsi una domanda di fondo che così sistruttura. Quale è lo Spirito del Cristianesimo? Quale è il suo Destino? Qualeil rapporto con altre Religioni?

E’ cristiano per fede chi pratica ilCattolicesimo, il Luteranesimo , l’Anglicanesimo, il Calvinismo e cosi via.

Chi scrive ha il dovere di premettere diessere cristiano per Cultura.

Il titolo pone sul tappeto undiscorso scientifico non del tutto semplice. Il Cristianesimo in se stessoconsiderato, infatti, si presenta come sistema di pensiero che nelCattolicesimo diviene il Cristianesimo della Chiesa di Roma.

A questo punto è necessarioammettere che il Cristianesimo si presenta al Mondo come l’annientamento di qualsiasi altraReligione del presente, del passato e del futuro. Qui ci si chiede quale èl’atteggiameto della Chiesa di Roma. Detto questo non ci rimane che correre alriparo dell’uragano che sta per abbattersi sulle nostre teste.

Dalla Sapienza biblica nasceil Giudaismo che viene ad identificarsi con la Storia della Salvezza del Popoloebreo. Nella Legge, che è la sua massima Carta, Yahveh cosi recita neiconfronti del suo Popolo: “Io sono il Dio tuo non avrai altro Dio all’infuoriche me”. “Per altri popoli, così Egli continua, potranno esserci altre divinitàche dovranno essere combattute e distrutte se dovessero ostacolare il camminod’Israele perso la salvezza”. Questo monoteismo relativo scientificamente sidefinisce enoteismo.

Dalla Sapienza giudaicaproviene il Cristianesimo, il cui avvento ha un effetto dirompente. Esso non èuna Religione storica come il Giudaismo ma la Religione di tutti gli esseri viventi dell’universoperché portatore di un Dio di tutti, anche degli ebrei.

Il monoteismo assoluto del Diouniversale prepara a far saltare tutto delle altre religioni. La vera carta vincente del Cristianesimo è la suaRivelazione/Incarnazione vero centro del Sistema.

Rivelazione progressiva quelladel Giudaismo. Dio si è rivelato con Adamo, Abramo, Mosè ed altri che verranno.Rivelazione unica, istantanea quella del Cristianesimo. Dio si rivelaincarnandosi in Cristo suo Figlio. Continua nell’opera dello Spirito Santo.Punto d’incidenza costituisce il perfectumpraesens in cui tutto il tempo storico , passato e futuro, è realizzato.Questo momento ideale collocato tra l’Antee il Post fa del Cristianesimouna Religione senza età. Come se fosse esistito da sempre.

Non si era mai sentita unaReligione di cotanta potenza.

La Chiesadi Roma quando organizza i viaggi di preghiera ad Assisi sa di essere la solaportatrice della parola di Dio. Gli invitati sono soltanto illustrissimepersonalità.

1 Luglio 2013

Giuseppe Peritore

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A Aurora Lissandrello, Maria Teresa Lentini, Flavia Cantelli e altri 6 piace questo elemento..Mostra tutti e 9 i commenti..Scrivi un commento....99.Forse nessuno sa che per esser vivi è necessario......per esser morti è necessario.... di Giuseppe Peritore


di Giuseppe Peritore · Domenica

Forse nessuno sa che per esser vivi è necessario…per esser morti è necessario……

di Giuseppe Peritore

Premessa. Chi scocciato si dovesse sentir da questo mio scrivere, chiuda tutto ed io vado a farmi benedire.

Amo scrivere per paradossi. E’ questo metodo? O una semplice passione dell’anima? Per ora non so rispondere. Forse l’uno e l’altra. Non so.

Chiunque definisce vivo chi mangia, beve, dorme, respira, fa sesso. O morto chi sta sottoterra, eternamente immobile, che gode del privilegio dell’eterno riposo come dicono i preti quando recitano un de profundis

Se sbaglio correggetemi! Sto per sostenenere che si può essere vivi anche da morti e viceversa.

Chi mangia, beve, fa sesso e non ama la vita in se stessa considerata è solo un oggetto che si muove meccanicamente. Chi invece ha amato la vita fino a superare il confine dell’umana biologia anche da morto continua ad amare la vita nella sua totalità intera.

Sono queste mie idee personali che non intendo imporre ad altri. Sotto questo profilo un discorso di tipo fideistico e teologico va bene per chi di fede e di teologia vive.

30 Giugno 2013

Giuseppe PeritoreMi piace ·

A Domenico Turco, Anna Lamberti, Germana Peritore e altri 8 piace questo elemento..Mostra tutti e 8 i commenti..Scrivi un commento....118Io sono un moderno uomo ad una dimensione di Giuseppe Peritore

di Giuseppe Peritore · Venerdì 28 giugno 2013

Io sono un moderno uomo ad una dimensione

di Giuseppe Peritore

Durante il ‘68 americano cominciai a leggere Herbert Marcuse. I suoi scritti sono rivelatori.. La sua grande intuizione. I sistemi economici, sia quello di tipo sovietico sia quello di tipo occidentale, hanno il potere di ridurre l’uomo ad un’unica dimensione, quella economica. Soviet Marxism e L’uomo ad una dimensione sono fra le sue opere maggiori. Egli è un hegeliano di scuola francofortese. E’ un crtico di Marx.

Ma io personalmente “che c’entro?”

L’uomo di marcusiana memoria cade in ginocchio, in atto di adorazione, di fronte alla catena di bisogni che il sistema economico gli prepara ma rimane sempre un membro sofferente della società organizzata. Io, invece, mi sento fuori della società organizzata. In un luogo ove s’è spenta la dialettica della vita. Ove tra Vita e Morte non v’è un rapporto di antitesi assoluta. La prima fa finta di essere la seconda e viceversa. Il Giorno e la Notte si stringono come in un felice amplesso. Ove ancora “passato e futuro” sono stati inghiottiti dal presente. “Presente” che non è l’eterno presente, l’eterno, di agostiniana memoria, ma una sorta di tremendo infinito in cui non è piacevole naufragare. Qui l’uomo non è più quell’essere dialettico che Hegel ha scoperto. Ma l’uomo che torna ad essere quel soggetto che consuma l’oggetto perché deve nutrirsi.

Marcuse faceva del suo “uomo ad una dimensione” un essere dialetticamente speciale. Adorando l’oggetto come “dato” che il sistema politico economico gli impone di accettare, cade nel suo “altro”. La sua alienazione continua passando da “finito” a “finito” all’infinito. E’ uno scontar di pena.

A questo punto v’è da chiedersi se convien vivere nella società dominata dai sistemi economici oppure in quel tiranno adialettico presente simile alla “notte in cui tutte le vacche sono nere”.

28 Giugno 2013

Giuseppe PeritoreMi piace ·

A Germana Peritore, Domenico Turco, Giacomo E Pina Petrarca e altri 4 piace questo elemento..Mostra tutti e 6 i commenti..Scrivi un commento....76.Quando si scopron le Tombe........ di Giuseppe Peritore

di Giuseppe Peritore · Sabato 22 giugno 2013

Quando si scopron le Tombe…….

di Giuseppe Peritore

………per tutti son dolori. Il morto redivivo vien per ammazzar di botte chi inpassato si è fatto torto o per viltà o per ladroneria o per alto tradimento oper aver tante madri fatto piangere e vestire a lutto.

Armato di randel nodoso, convienche il mio nom non dica, a Palazzo Venezia, il Primo Settembre 1939,allorquando le armate di Hitler la Polonia invadono, salgo. Non trovo il mio amat Benit,èlatitant. La Germaniadi Adolfuccio dà inizio alla Seconda Guerra Mondiale. L’Italia di Benituccio èal suo fianco.

Al Quirinale salgo perconvincere il savoiardo re ad arrestar Mussolini sperimentando un golpe originale che tanto bene avrebbe fatto ad un’Italia stupida e della Germanvassalla. Non posso, mi vien risposto, egli mi ha fatto maresciallo dell’Imperoe Capo di tutte le Forze Armate.

Non riesco a rintracciare ilCapo di Stato Maggior Pietro Badoglio. Questi sa di comandare l’esercitoitaliano, il più scalcinato, il più scarso di mezzi.

E’ questa la volta dellaGermania che fa la guerra con l’esercito meglio vestito, meglio dotato dimezzi, il più forte del mondo.

Non riesco ad agguantar Benitoche, mani a fianco e “giummo” del fez penzolante, imita l’enigmatico pseudoamico Adolfo nei colpi militari a sorpresa. Nell’Aprile 1940 giovaniparacadutisti italiani son lanciati su Tirana. In men che non si dica l’Albaniaanch’essa è sotto il savoiardo re. Abbiamo l’acqua al collo. Ma ancora l’ultima parola non è detta. Si può salvarqualcosa se questo cazzon di Mussolinisa giocar d’intelligenza. Afferrar lo voglio per convincerlo a fermarsi qui.

“Ammazzami di botte se vuoi maio non mollo. Come faccio ad avere Tunisi, la Corsica, Nizza e Savoia,Gibuti se non sparo un colpo?” Il 10 Giugno 1940, Dio abbia pietà di me poveromentecatto, io consegno i passaporti agli ambascitori di Gran Bretagna eFrancia e finisca come finisca ma non più di Piazzal Loreto.

Torno sottoterra per non vedere sentir lo scempio. Non v’è posto per lui nemmen nell’Infern del divin poetatosco.

22 Giugno 2013

Giuseppe Peritore

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A Lidia Peritore, Aurora Lissandrello, Flavia Cantelli e altri 3 piace questo elemento..Mostra tutti e 6 i commenti..Scrivi un commento....66La nostra Coscienza durante il Fascismo di Giuseppe Peritore

di Giuseppe Peritore · Venerdì 21 giugno 2013

La nostra coscienza durante il Fascismo

di Giuseppe Peritore

Il conflitto tra bourgeois e citoyen di Rousseau nel suoContratto sociale, l’individuo uomo metà della Chiesa e metà delloStato, va aggiustato nei limiti di tempo e di spazio.

Sotto il Fascismo la coscienza umanasubisce un triplice condizionamento. Nelle persone anziane l’idea del re èmolto forte così come l’idea della Chiesa. Il Fascismo qui poco ha seminato epoco raccoglie.

Il giovane fascista all’atto direclutamento del premilitare presta due giuramenti. “Giuro di essere fedele alRe e ai suoi reali successori”. “Giuro di obbedire agli ordini del Duce.Credere Obbedire Combattere. Libro e moschetto fascista perfetto”. Più di metàdella gioventù frequenta l’Azione cattolica. Qui si è praticanti cattolici.

Né il Re né il Duce né il Papa, pur nascosti portatori diriserve mentali, riescono a dominare l’intera nostra coscienza.

Chi sostiene ch il Fascismo del ventennio abbia mantenuto unregime totalitario è un bugiardo sprovveduto.

“Totalitario” è un termine inventato dal giornalista BenitoMussolini all’atto della fondazione dei Fasci di combattimento nel 1919. LaStoriografia europea si è lasciata cogliere di sorpresa. Senza lacollaborazione di una “critica degli interpreti” essa ha finito per far credereche il Fascismo è un regime totalitario.

21 Giugno 2013

Giuseppe Peritore

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A Vito Coniglio, Capilla Santa Marta, Flavia Cantelli e altri 3 piace questo elemento..Mostra tutti e 6 i commenti..Scrivi un commento....66.Il Gran Risveglio d'un Monaco Sassone di Giuseppe Peritore

di Giuseppe Peritore · Martedì 18 giugno 2013

Il gran Risveglio d’un Monaco Sassone

di Giuseppe Peritore

Incazzato non son per i torti che m’ha fatto il tridentin Concilio. Sono Martin Lutero e per mia natura irascibile son. Il Concilio di Trento, il Mar Morto della Chiesa cattolica, alle fiamme dell’Inferno mi ha condannato come l’infamis. Ma io da morto non sto in un mondo di beatidine ma in un silenzioso posto che mi dà lo splendido isolamento.

Ancora in vita sono stato chiamato per un consulto assieme al fiammingo Erasmo, l’ambasciator viaggiante della cultura europea, al capezzale di un grande malato:IL CRISTIANESIMO.

L’ex monaco di Rotterdam fa una diagnosi che suona un po’ come una grande cazzata. “Se il Cristianesimo vuole salvarsi deve rinunciare ai suoi dogmi che lo rendono impraticabile”. Non s’accorgeva (e poi pretendeva di darmi lezioni di teologia) che senza i dogmi il Cristianesimo si riduceva a semplice dottriba morale senza valore di religione.

Anch’io, come Erasmo, sono un monaco agostiniano. Come tale non posso permettermi il lusso di dire che è inutile il lavoro fatto dai Padri della Chiesa (la Patristica). Se il Cristianesimo deve salvarsi può farlo solo liberandosi dal suo Cattolicesimo che è il suo veleno. Il primo e il secondo sono in rapporto di libertà e necessità. Il mio luteranesimo avrà la funzione storica di promuovere le indipendenze nazionali dell’Europa cattolica.

Il mio risveglio è quello di Martin Lutero incazzato con due papi che pur non di provenienza italica tuttavia di me non hanno capito proprio niente.

La Chiesa deve riconoscere di aver fatto torto al monaco sassone giustamente ribelle. Occorre riabilitarlo e farlo rientrare sotto il manto di Santa romana Chiesa,

E’ impossibile salvar Lutero. Non v’è più salvezza per chi brucia fra le fiamme dell’inferno

Mi risulta che in Curia vi sono stati calci e pugni. Anche se tutto è finito a taralluci e vino.

Non voglio assolutamente essere oggetto di simpatia d’un Papa, che, per quanto Santo, è sempre un Papà.

18 Giugno 2913

Giuseppe PeritoreMi piace ·

A Antonio Lettera, Francesca Gallello, Domenico Turco e altri 2 piace questo elemento..Mostra tutti e 6 i commenti..Scrivi un commento....56A Scuola può accader di tutto di Giuseppe Peritore

di Giuseppe Peritore · Martedì 18 giugno 2013

A Scuola può accader di tutto

di Giuseppe Peritore

Terzo Liceo. Seconda ora. Buon giorno ragazzi! Si ode un incazzato “Buon giorno Professore!!” Era già uscitan la collega di Matematica.

Beh! Cosa c’è che vi tiene “imbronciati”?

Ce l’abbiamo con la professoressa di Matematica che si è rifiutata di rispondere ad una nostra domanda. Noi abbiamo chiesto “A cosa servono i logaritmi?” “Nel libro non c’è scritto, quindi io non ve lo dico!”

Se volete posso dir qualcosa di collaterale come professore di Storia. Fino alla prima Guerra mondiale, quando ancora non erano state fabbricate le centrali di tiro, i cannoni sparavono regolando il tiro secondo calcoli a base di logaritmi. Di conseguenza se il bersaglio si spostava tra un colpo e l’altro passava del tempo prezioso per via del calcolo logaritmico. Non così è stato quando il Tenente Napoleone Bonaparte porta su in cima alla montagna che dominava la rada della base navale di Tolone in mano alla Squadra navale britannica, tre batterie di cannoni di medio calibro. Il migliore della Scuola militare di Brienne come ufficiale d’ artiglieria forte in Matematica e Storia. Mezz’ora di fuoco. Calcoli a memoria. Tiri rapidissimi. Si fondono i cannoni. Le navi straniere lasciano Tolone in rotta. Anche nelle grandi battaglie i cannoni di Napoleone furono il terrore degli eserciti dell’Europa nemica.

18 Giugno 2013

Giuseppe Peritore

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A Roberto Lo Presti, Aurora Lissandrello, Lidia Peritore e altri 8 piace questo elemento..1 condivisione.Mostra tutti e 5 i commenti..Scrivi un commento....1151.Non lo sapevate che...............di Giuseppe Peritore

di Giuseppe Peritore · Domenica 16 giugno 2013

Non lo sapevate che………….

di Giuseppe Peritore

…………infinite sono le sorprese della vita. Imorti, da millenni trapassati, sembrano morti ma in realtà sonnecchiano in una sorta didormiveglia che fa loro sentir e percepir tutto fino a raggiungere a volte e aseconda del personaggio, il livello di un dies irae.

Con l’ira funesta di un Noè non si scherza. Primoingegner costruttor navale in sensoassoluto. Primo incestuoso padre e salvatore del genere umano. Primo inventor di una potenza divina capace di capovolgerele sorti del mondo. Egli da lì a qualche cinque mila anni si trova di fronte adun grosso “coglione” come Abramo che, pauroso di professione, si serve di Dioper tenere a 90 gradi i suoi nemici. Uncaldeo, uno straniero, indegno degli ebrei e del futuro Giudaismo. Noè a furiadi pedate nel cul lo minaccia di imprigionarlo nella sua Arca in mezzo a cani,gatti, galline e serpenti.

Consapevole di essere il primoa patteggiar con Dio, d’aver terrorizzato la natura coi suoi infernalielementi, Noè si arroga il diritto di essere ancora oggi il dominator del mondo.Quando egli s’incazza son dolori. Ci guarda tutti con commiserazione. Poveraccisiam noi di fronte a lui. Si aggiorna e prende atto che il genere umano conduceuna vita conflittuale. Si può giungere al secondo “diluvio”. Occorre di nuovopatteggiar. Necessita l’esistenza di una nuova potenza esterna capace di farbalbettare gli uomini insolenti. La si pone come tale.

Di fronte a questa secondaprova del noaico esperimento conviene attendere gli esiti.

16 Giugno 2013

Giuseppe Peritore

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A Aurora Lissandrello, Lidia Peritore, Roberto Lo Presti e altri 4 piace questo elemento..Mostra tutti e 21 i commenti..Scrivi un commento....721Il Viandante e la Strada di Giuseppe Peritore

di Giuseppe Peritore · Sabato 15 giugno 2013

Il Viandante e la Strada ……………..

di Giuseppe Peritore

…..sono in rapporto diadico. Entrambi sinecessitano l’un l’altro. Il primo ètale perché s’incammina in una strada. Pensando, temendo, piangendo, ridendo.Caldo, freddo,fame, sete.

Ma dove va il Viandante? E’ un uomo senza mèta oppuresa dove va? E’ opinabile che egli vive perla strada per le sue peregrinazioni. E’ un vagabondo insomma! Le cui sensazioniche lo tengono in vita finiscono per intracciarsi fino a fondersi. E’ unpoveraccio insomma, che fa di questa sua condizione la sua corazza.Potenzialmente è un camminatore infinito, nella prassi la durata della vita nongli basta per realizzare le sue possibilità.

A vederlo, pagliettone intesta, vestito di stracci, bisaccia a collo, con in man randel nodoso,nel suopasso cadenzato è un orologio.

La Vita èuna sorta di paradosso che crea ilViandante solitario che è al contempo il più forte, perché non ha paura dinessuno, è il più debole perché non detiene nessun bene economico.

Come osservatori nascosti ciincamminiam con “lui”. Per seguirlo nel suo impassibil viver di “carità”. Quila prima, grande sorpresa. Scopriamo che il Viandante ha un’etichetta. Più cheViandante egli è un Peccatore errante. Due cartelli egli porta appesi al collo.“Son colpevole di una grave atto di viltà”. “Sono un essere senza onore edignità”. “La Stradach’io percorro è quella che conduce al mio Calvario”.

La strada è un luogo diperenne espiazione.. In agguato ci son quelli della teppa. Un branco di giovanilupi figli di papà. Il viandante nel suoincedere pesante appare come gigante.Eppure vien sputato,strattonato, persin ferito con taglio di coltello. Eglil’allontana con la potente man. Un di lor vien messo sotto da un pirata dellastrada. Non si dà per vinto il tacito viandante. Sulla robusta spalla carica il ferito incerca di ospedal. Passa l’auto della polizia. Manganellato ed ammanettato ilpeccator coi cartelli, caricato e ospedalizzato il ferito, in carcere va ilprimo con l’accusa di omicidio. Penitenziario di sicurezza. Incendio. Muore trale fiamme per dar salvezza ai compagni di cella.

Non finisce qui. Nella sualapide egli porta scritto non un “parce sepulto” ma il biasimo dell’umanitàintera.

Ma è talmente grave lacolpa che il viandante si accolla? Pareche egli non abbia avuto il coraggio di prestar soccorso alla madre aggredita euccisa dai ladri. Questa prima di morire ha abbracciato e baciato il figlio inlacrime.

Nelle fiamme del carcere ilsolitario peccatore muore da “capro espiatorio”.

15 Giugno 2013

Giuseppe Peritore

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A Lucrezia Sciandrone Tris, Lidia Peritore, Germana Peritore e altri 8 piace questo elemento..1 condivisione.Mostra tutti e 8 i commenti..Scrivi un commento....1181.Cala il Sipario. La Poltrona del Sindaco di Licata di Giuseppe Peritore

di Giuseppe Peritore · Martedì 11 giugno 2013

Cala il Sipario. La Poltrona del Sindaco di Licata

di Giuseppe Peritore

Marchese Cannarella. Primo Podestà di Licata nominato con decreto a firma Vittorio Emanuele III, Re d’Italia e Benito Mussolini Capo del Governo del Regno d’Italia.

Notar Avv. Gaetano Sapio, Primo Sindaco di Licata nominato dal Maggiore Frank Toscani, Capo degli Affari Civili dell’AMGOT nel Lugio 1943.

Due personaggi di tutto rispetto di fronte ai quali io mi inchino.

Elezioni amministrative del 1975. Sono eletto Consigliere comunale con trecento voti nel gruppo del Partito comunista italiano dopo Carmelo Incorvaia, Giuseppe Profumo, Giuseppe Sica. Nei quattro anni ho preso la parola 91 volte. Consigliere scomodo per tutti. Nella sindacatura Carmelo Incorvaia nei mie confronti è stata alzata la barriera dell’OFF LIMITS. Nessuno mi ha voluto,

Il Partito, nelle sezioni rosse , mi ha dato 50 voti. 250 voti mi sono stati dati da Piazza Elena, Corso Vittorio Emanuele, Via Collegio, Via S.Andrea, Via Monte di Pietà, Via Arco Corvaia, Via Lunga, Via Monachello, Piano delle Palme, via Frangipane, dove son cresciuto.

Questa esperienza si fa una sola volta nella vita. Né bella né brutta.

11 Giugno 2013

Giuseppe Peritore

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A Vito Coniglio, Antonio Lettera, Germana Peritore e altri 4 piace questo elemento..Mostra tutti e 9 i commenti..Scrivi un commento....79Va in ferie il Teatrin di Giuseppe Peritore

di Giuseppe Peritore · Lunedì 10 giugno 2013

Va in ferie il Teatrin

di Giuseppe Peritore

Prologo sproloquia. Quante di turche cose qui mi son passate. A chi le devo raccontar. A bambini? Pesci in faccia rischierei. A ragazzi? Pedate nel cul prenderei. All’uomo della strada? Che caspio vuoi che me ne importa. A chi allora? (Voce fuori campo) A te stesso, insomm. Nel farlo parla con loro e sbatti in faccia gli error lor.

Ma questo non è ragionevol suggerimento. Un povero Prològ son io. In pasto a leon tu mi dai.

Ti arranci, bello mio!

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