Legge regionale n. 60 Del 22-11-2001 regione abruzzo regime autorizzatorio degli scarichi delle pubbliche fognature e delle acque reflue domestiche




Yüklə 40.11 Kb.
tarix21.04.2016
ölçüsü40.11 Kb.
LEGGE REGIONALE N. 60 DEL 22-11-2001 REGIONE ABRUZZO

Regime autorizzatorio degli scarichi delle pubbliche fognature e delle acque reflue domestiche

Fonte: BOLLETTINO UFFICIALE DELLA REGIONE ABRUZZO

N. 26 del 12 dicembre 2001
Il CONSIGLIO REGIONALE

ha approvato;

Il PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE

promulga la seguente legge:

ARTICOLO 1

Oggetto della normativa
1. La Regione Abruzzo recepisce il D.Lgs.152/99 e s.m. e in

attuazione dell'art. 45 disciplina il regime autorizzatorio degli

scarichi di acque reflue domestiche e di reti fognarie servite o

meno da impianti di trattamento di acque reflue urbane.

2. Per quanto non disciplinato dalla presente legge si applica il

D.Lgs. 152/99 e s.m..


ARTICOLO 2

Autorità competente
1. Autorità competente al rilascio delle autorizzazioni e al

controllo degli scarichi è l'Amministrazione Provinciale

competente per territorio, tranne che per gli scarichi recapitanti

in reti fognarie per i quali è competente il Comune.

2. Le amministrazioni provinciali disciplinano il regolamento

delle funzioni amministrative inerenti il rilascio delle

autorizzazioni di propria competenza.

3. Anche i Comuni disciplinano il regolamento delle funzioni

amministrative per il rilascio delle autorizzazioni, per quanto di

propria competenza.

4. In particolare i regolamenti disciplinano:

a) modalità di presentazione delle domande;

b) schede tecniche e documenti da allegare;

c) le fasi istruttorie e le determinazioni autorizzative (rinnovo,

diffida, sospensione, revoca) comprensive delle spese e tributi

da sostenere.

5. La Provincia provvede ad attuare il sistema di controllo di cui

all'All. 5 del D.Lgs. 152/99 e sm.

6. Ogni variazione delle caratteristiche dello scarico e ogni

interruzione o malfunzionamento dell'impianto di trattamento

devono essere comunicati all'Autorità competente.



ARTICOLO 3

Regime Autorizzatorio
1. Tutti gli scarichi devono essere preventivamente autorizzati,

ai sensi dell'art. 45 D.Lgs. 152/99 e s.m.

2. Per gli scarichi di acque reflue domestiche in pubbliche

fognature l'autorizzazione allo scarico è sostituita dalla

comunicazione al Comune dell'allaccio.

3. La richiesta di autorizzazione, contenente la necessaria

documentazione tecnica in rapporto a tutti gli elementi esecutivi

che caratterizzano lo scarico, dovrà indicare il programma ed i

tempi di adeguamento degli scarichi, ove necessario, ai limiti

ed alle prescrizioni stabilite con la presente legge; in particolare

la documentazione dovrà contenere la precisazione delle

caratteristiche qualitative e quantitative del refluo, l'ubicazione

del corpo ricettore e dell'impianto e la descrizione dei presidi

depurativi.

4. L'Autorità competente può, nel rilasciare l'autorizzazione,

assegnare, per la messa a punto dei presidi depurativi durante

la fase di avviamento, un periodo di tempo che non dovrà

superare 3 mesi dall'attivazione dello scarico.

5. Nella fase di avvio non si applicano le sanzioni

amministrative dell'art. 54 del D.Lgs. 152/99.

6. La Provincia provvede entro 90 gg. dalla ricezione della

domanda completa di tutti i documenti necessari.

7. L'autorizzazione è valida per quattro anni dal rilascio.

8. Un anno prima della scadenza ne deve essere chiesto il

rinnovo.

9. Lo scarico può essere provvisoriamente mantenuto in

funzione nel rispetto delle prescrizioni contenute nella

precedente autorizzazione, fino all'adozione di un nuovo

provvedimento, se la domanda di rinnovo è stata

tempestivamente presentata.


ARTICOLO 4

Disciplina autorizzativi degli scarichi
1. Acque reflue domestiche (art. 27 c. 4 D.Lgs. 152/99 e sm)

1.1 Gli scarichi di acque reflue domestiche sono sempre

ammessi in pubblica fognatura, purché osservino i regolamenti

emanati dall'autorità locale che gestisce la pubblica fognatura;

qualora tale regolamento non sia stato emanato, l'autorità

locale vi provvede entro sei mesi dall'entrata in vigore della

presente legge.

1.2 Dalla data di entrata in vigore della presente normativa non

possono essere attivati, nelle zone servite da pubbliche


fognature, nuovi scarichi aventi recapito diverso dalle fognature

medesime, salvo deroga da concedere caso per caso da parte

dell'Autorità competente al rilascio dell'autorizzazione sentito

l'Ente gestore della pubblica fognatura sulla base di

comprovate ragioni tecniche.

1.3 Per zone servite da pubbliche fognature si intendono quelle

per le quali i confini degli insediamenti si trovano ad una

distanza non superiore a duecento metri dall'asse della

pubblica fognatura.

1.4 Gli scarichi di acque reflue domestiche esistenti in tali zone

ed aventi recapito diverso devono esser allacciati alle pubbliche

fognatura entro il termine perentorio di due anni dall'entrata in

vigore della presente legge.

1.5 Qualora la pubblica fognatura non possa essere raggiunta

in quanto l'allaccio comporta l'attraversamento di terreni privati,

l'utente sulla base di idonea dichiarazione, può esser

autorizzato ad utilizzare uno dei sistemi di smaltimento previsti

dalla normativa vigente a condizione che l'edificio sia munito di

regolare concessione edilizia.

1.6 Possono essere autorizzati i medesimi scarichi che

abbiano recapito in corpi d'acqua superficiali, purché dotati di

sistemi depurativi che assicurino il rispetto dei limiti di cui alle

tabelle 1 e 2 dell'Allegato 5 del decreto (salvo i limiti più rigorosi

stabiliti dal Piano Tutela acque).

1.7 Sono da intendersi edifici isolati adibiti ad uso abitativo, ai

fini della sanzione di cui al comma 2 dell'art. 54 del medesimo

decreto, quelli che non possono collegarsi alle reti fognarie per

i predetti motivi.

1.8 Per gli scarichi di acque reflue domestiche di civile

abitazione, l'autorizzazione si rinnova tacitamente, salvo

comunicazione di mutate condizioni dello scarico.

2. Reti fognarie

2.1 I limiti di cui alle tabelle dell'allegato 5 del D.Lgs. si

applicano per tutti gli scarichi anche al di sotto dei 2000 abitanti

(salvo i limiti più rigorosi del Piano di Tutela).

3. Utilizzazione agronomica (art. 38)

3.1 L'utilizzazione agronomica delle acque reflue provenienti da

imprese agricole, assimilabili alle acque reflue domestiche,

deve essere comunicata al Comune 40 giorni prima. Per

quanto attiene alla utilizzazione agronomica delle acque reflue

e degli scarichi dei frantoi oleari, si fa riferimento alla legge 11

novembre 1996, n. 574.

3.2 Si devono osservare le cautele igienico sanitarie previste

nell'"Allegato A".

3.3 E' vietato lo spandimento delle stesse nelle aree individuate

nell'"Allegato B".

3.4 Resta comunque, la facoltà dell'Autorità competente di


autorizzare forme diverse di smaltimento in caso di certificata

impossibilità di adeguamento alle norme tecniche previste

dalla normativa vigente. Tale facoltà può essere esercitata

qualora si comprovi che non ci è aumento dell'inquinamento e

pericolo per la salute pubblica.
ARTICOLO 5

Disposizioni transitorie e finali
1. Fatti salvi i procedimenti amministrativi già definiti, non si dà

ulteriore corso alle sanzioni per le violazioni contestate o in

corso di contestazione antecedentemente all'entrata in vigore

del D.Lgs. 152/99 e che fanno riferimento alla disciplina degli

scarichi di cui al comma tredici dell'art. 15 della L. 319/76 e sm.

Per le violazioni successive all'entrata in vigore del Decreto

Legislativo n. 152/99 e fino alla data di approvazione della

presente legge si applica 1/20 ( un ventesimo) del minimo

della sanzione prevista.

2. Ai fini del D.Lgs. 152/99, si considerano conformi al regime

autorizzatorio previgente gli scarichi per i quali, all'entrata in

vigore della presente legge, sia stata presentata richiesta di

autorizzazione con istruttoria in corso.

3. L'istruttoria è in corso ove la Provincia non abbia

espressamente archiviato la pratica.

4. Fino all'adozione di successiva disciplina, si applica il

minimo della sanzione prevista dal decreto.

ARTICOLO 6

Urgenza
1. La presente legge è dichiarata urgente ed entra in vigore il

giorno successivo a quello della sua pubblicazione nel

Bollettino Ufficiale della Regione Abruzzo.
Formula Finale:

La presente legge regionale sarà pubblicata nel "Bollettino Ufficiale della Regione". E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e farla osservare come legge della Regione Abruzzo.



Data a L'Aquila, addì 22 Novembre 2001
ALLEGATO 1:

ALLEGATO "A" CAUTELE IGIENICO - SANITARIE ED AMBIENTALI
L'utilizzazione agronomica dovrà essere effettuata in modo da

assicurare un'idonea dispersione ed innocuizzazione e

garantire che le acque superficiali e sotterranee, il suolo e la

vegetazione, non subiscano degradazione o danno.


E' vietato lo spandimento sul suolo adibito ad uso agricolo, il

cui raccolto sia destinato direttamente ad alimentazione

animale, è ammesso solo se i liquami non contengono

sostanze tossiche o bioaccumulabili.

Adeguate sistemazioni idraulico-agrarie dovranno evitare ogni

fenomeno di ruscellamento all'atto della somministrazione dei

liquami.

Lo spandimento, inoltre, non dovrà produrre inconvenienti

ambientali come i rischi per la salute pubblica e la diffusione di

aereosoli.

Per quanto non previsto dalla presente disciplina si applicano

le disposizioni contenute nell'allegato n.5 della delibera del

Comitato interministeriale per la tutela delle acque

dall'inquinamento del 4 febbraio 1977.
ALLEGATO 2:

ALLEGATO "B" DIVIETO DI SPANDIMENTO
Lo spandimento è vietato:

1. nelle aree urbane;

2. nelle aree di cava;

3. nelle aree di protezione ai pozzi di alimentazione idrica ad

uso civile;

4. nelle superfici golenali;

5. nelle aree ricoperte da bosco;

6. nelle aree calanchive;

7. nelle aree franose o geologicamente instabili;

8. nelle aree costituenti casse di espansione fluviale;

9. nei parchi e nelle riserve naturali, con esclusione delle aree

agricole interne ad essi, nel rispetto delle prescrizioni stabilite

dagli organi competenti.

10. nei terreni situati a distanza inferiore a trecento metri dalle

aree di salvaguardia delle captazioni di acque destinate al

consumo umano ai sensi dell'articolo 4 del decreto del

Presidente della Repubblica 24 maggio 1988, n. 236;

11. nei terreni situati a distanza inferiore a duecento metri dai

centri abitati;

12. nei terreni investiti da colture orticole in atto;

13. nei terreni in cui siano localizzate falde che possono venire

a contatto con le acque di percolazione del suolo e comunque i

terreni in cui siano localizzate falde site ad una profondità

inferiore a dieci metri;



14. nei terreni gelati, innevati, saturi d'acqua e inondati.



Verilənlər bazası müəlliflik hüququ ilə müdafiə olunur ©azrefs.org 2016
rəhbərliyinə müraciət

    Ana səhifə