Itinerario di preghiera per gruppi di catechesi nel giubileo della misericordia




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ITINERARIO DI PREGHIERA PER GRUPPI

DI CATECHESI NEL GIUBILEO DELLA MISERICORDIA
Papa Francesco invita tutti, grandi e piccoli, a “crescere di cuore” per essere sempre più misericordiosi come il Padre. Questa esperienza unica e grande potrebbe sembrarci strana o irraggiungibile ed invece tocca più che mai da vicino la vita quotidiana di ogni uomo e donna, ragazzo e ragazza, divenendo “strada” concreta che può portare alla gioia vera e ci attende operosi. Proveremo a riconoscere la bellezza di questa chiamata a vivere come farebbe Gesù secondo i suoi gesti e le sue parole. Questa pagina riporta i passi del percorso, mentre sarà disponibile un pieghevole che riassume il percorso in sette tappe da poter distribuire ed un’immagine poster per raccogliere e rappresentare in modo simpatico e curioso le opere dell’amore.
DARE… a chi ha fame e sete!

ENTRIAMO IN PREGHIERA... Suggeriamo un semplice, ma curioso, fumetto sul verbo “dare” che accomuna le prime due opere di misericordia corporale.
UNA PAROLA CHE CHIAMA... (Lc 9,12-17) I miracoli di Gesù sono più di uno in questo brano. Oltre alla moltiplicazione del pane, infatti, il primo segno è il cuore dei discepoli che si apre, si accorge degli altri e si fida di condividere. Anche noi possiamo aprire gli occhi e non pensare solo a noi stessi evitando sul serio sprechi e pretese, per donare a chi ha molto meno di noi. Che bella moltiplicazione nascerebbe dal condividere!
LA MIA RISPOSTA... Chissà come io faccio uso del cibo e dell’acqua che ho in abbondanza. Ciascuno riflette personalmente scrivendo quale potrebbe essere un suo gesto di condivisione con chi non ha da mangiare e, una volta condivise, si sceglie un gesto concreto di gruppo (esempio una raccolta di viveri, si potrebbe portare all’offertorio la Domenica seguente).

VESTIRE… chi manca di abiti e casa!

ENTRIAMO IN PREGHIERA... Suggeriamo di pensare e condividere con rispetto il nome o l’incontro avuto con un amico povero o straniero.
UNA PAROLA CHE CHIAMA... (Lc 2,4-7) Anche Gesù è stato un forestiero privo di ciò che poteva essere più necessario e dignitoso. Così è iniziata la storia di Dio in mezzo a noi che lo porterà alla croce spogliato di ogni veste e rifiutato quasi da tutti. Chissà se anche noi siamo di quei molti che tengono gli altri fuori del proprio di sé o se, con attenzione e delicatezza, almeno vorremmo accogliere gli altri nel nostro cuore (nuovi compagni, vicini, bisognosi).
LA MIA RISPOSTA... Tante volte sentiamo parlare e vediamo persone povere e immigrate. Anche in loro c’è Gesù e dunque ogni ragazzo fa una cosa strana… scrivere una preghiera a Gesù che è soprattutto in chi è più povero e solo.
VISITARE… chi è chiuso nella malattia o nel male

ENTRIAMO IN PREGHIERA... Proponiamo delle immagini in cui Papa Francesco abbraccia persone malate e vive la lavanda dei piedi con i carcerati di Roma. Condividiamo impressioni e sentimenti.
UNA PAROLA CHE CHIAMA... (Lc 4,38-40) Il male è sempre una prigione che blocca e chiude la nostra vita sia quando colpisce il corpo, sia quando tocca la volontà e rende necessarie punizioni o addirittura il carcere. Gesù ha sempre condannato il male, ma salvato il peccatore e il sofferente. Lui non teme di entrare, prendere per mano, ridare dignità, stima, possibilità.
LA MIA RISPOSTA... Ciascuno scrive una frase di augurio per una persona che soffre e proverà a fargliela avere (insieme si possono unire le frasi e scrivere ai ragazzi del carcere minorile di Treviso inviandola tramite il cappellano).

ACCOMPAGNARE… chi vive e chi muore

ENTRIAMO IN PREGHIERA... Suggeriamo di portare un planisfero o un mappamondo. Ciascuno è invitato a dare una carezza al mondo e a pensare a tutte le persone che in questo giorno nascono e a tutte le persone che in questo giorno muoiono. È un gesto da vivere in silenzio e raccoglimento
UNA PAROLA CHE CHIAMA... (Lc 8,40-42.49-52) Gesù sa farsi vicino ad ogni momento della nostra vita portando nuova forza e speranza. Capita anche quando nel cammino dell’esistenza incrociamo l’esperienza della morte di qualche persona, specie dei nostri cari. Il Signore si muove per andare concretamente in quella situazione e porta il suo cuore e la sua preghiera. Possiamo anche avere il coraggio e la forza, grazie a Gesù che ha vinto la morte, di farci vicino con affetto a chi subisce un lutto e di accompagnare con la nostra preghiera tutte le persone e tutti i momenti della vita. Nel segreto della preghiera potremo fare molto bene a chi conosciamo e anche a chi non conosciamo.
LA MIA RISPOSTA... Ogni ragazzo raccoglie i nomi delle persone o situazioni che vorrebbe accompagnare con la sua preghiera; può scrivere anche i propri cari defunti. Insieme li si affida nella preghiera conclusiva o si può anche pensare, guidati dal catechista, di chiedere al proprio parroco di celebrare una Santa Messa per le persone care al proprio gruppo o famiglia.

CONSIGLIARE… chi dubita o non sa
ENTRIAMO IN PREGHIERA... Utilizzando una piccola scacchiera, con le pedine degli scacchi posizionate verso lo scacco matto, si chiede a ciascuno quale consiglio darebbe. Alcuni sapranno altri forse no. Ascoltare il consiglio giusto di chi se ne intende ed è dalla tua parte sarebbe fondamentale per la vittoria. Il Signore Gesù è uno che se ne intende ed è dalla nostra parte.
UNA PAROLA CHE CHIAMA... (Lc 24,25-27.31-32) Gesù stesso si fa compagno di cammino lungo la strada dei nostri dubbi e delle nostre fatiche come è stato per i discepoli di Emmaus. Per farlo ci illumina con il suo Spirito e ci mette vicino persone che con la forza dello Spirito Santo possono essere nostro vero aiuto. I buoni consiglieri sono amici sinceri di Gesù. Anche un ragazzo può dare consigli buoni! Ogni consiglio buono avvicina a Gesù e al suo amore paziente e vero!
LA MIA RISPOSTA... Ogni ragazzo scrive una preghiera a Gesù affidandogli le proprie domande e dubbi, chiedendo aiuto e luce per il suo cammino e per le persone che vede più in difficoltà.

ILLUMINARE… chi ha scelto il male o sta per farlo
ENTRIAMO IN PREGHIERA... Si propone un breve articolo che riporta la notizia di un fatto storico realmente accaduto: i tribunali del perdono e della misericordia istituiti da Nelson Mandela alla fine dell’aparteid nel sud dell’Africa. Tante persone hanno potuto ritrovare speranza anche di fronte al male commesso e la verità ha permesso di ricostruire realmente la pace.
UNA PAROLA CHE CHIAMA... (Lc 6,39-42) Perdonare il male e ammonire i peccatori sono le due opere di misericordia che possono riportare la mondo speranza e gioia. Certamente è sempre importante distinguere tra la gravità e la bruttezza del male ed il valore di ciascuna persona che rimane sempre un fratello o una sorella degna di cura e rispetto. Per essere sicuri di vedere bene l’errore del nostro prossimo occorre fare prima quello che ci suggerisce Gesù: valutare noi stessi e riconoscere il peccato e il male che ci può abitare.
LA MIA RISPOSTA... Ciascun ragazzo ripensa all’ultima volta che si è accostato al perdono del Signore e prende un impegno per lasciarsi davvero illuminare dalla misericordia del Signore. Lui ci conosce nel profondo e ci vuole guidare ad avere un cuore non perfetto in sé, ma grande perché amato, perdonato e quindi capace di ridonare quanto ricevuto.

PAZIENTARE… con persone difficili e tristi.
ENTRIAMO IN PREGHIERA... Ciascuno prova a scrivere in modo veloce, ma onesto, il programma di una propria settimana tipo evidenziando in maniera particolare i tempi che spende per se stesso e il tempo che invece dedica agli altri... soprattutto nelle occasioni di aiuto e condivisione.
UNA PAROLA CHE CHIAMA... (Lc 10, 30-34) Sopportare con pazienza le persone moleste e consolare chi è nella tristezza sono due opere di misericordia che possono prendere luce dai gesti e dalla pazienza del Samaritano che non è intento a guardare solo a se stesso e così apre il cuore e i “suoi tempi” agli altri. Il tempo che condividiamo gratuitamente con altri nell’amicizia e nella vicinanza è il tempo del nostro piccolo “dono”; molti potrebbero definirlo “tempo perso” ed invece è molto prezioso perché arricchisce noi, il mondo e permette di non sentirsi più soli . Spesso anche con le persone che sentiamo più ostili la strada migliore è quella della pazienza che, carica di bontà, è una vera e propria arma di pace.
LA MIA RISPOSTA... Ciascun ragazzo prova a riconoscere le persone che hanno avuto pazienza con lui, gli dedicano tempo e lo sostengono nei momenti difficili. Sapersi accorgere che abbiamo qualcuno vicino aiuta a saper fare altrettanto.

Suggerimenti per la catechista

  • Per sostenere e rendere unitario il cammino, verrà proposto a tutti, a differenza delle altre volte, un pieghevole che nei sette passaggi permettere di riscoprire le opere di misericordia corporale e spirituale a partire dal Vangelo di Luca.

  • Un’immagine – poster farà da filo conduttore dei vari passaggi e potrà simpaticamente attirare l’attenzione dei ragazzi spingendoli a costruire il bene di un mondo migliore dalle piccole cose.


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