Introduzione




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Introduzione
In generale l’uomo non prega volentieri. E’ facile che egli provi, nel pregare, un senso di noia, un’imbarazzo, una ripugnanza, una ostilità addirittura. Qualunque altra cosa gli sembra più attraente e più importante. Dice di non aver tempo, di aver impegni urgenti, ma appena ha tralasciato di pregare, eccolo mettersi a fare le cose più inutili.

L’uomo deve smettere di ingannare Dio e se stesso.

E’ molto meglio dire apertamente:

Non voglio pregare”.



Ma è vero che la preghiera è solo noia?

Noi stasera con questa veglia vorremmo che fosse diverso il nostro rapporto con Dio. Da stasera dobbiamo riprommetterci d’avere più tempo per Gesù, senza ingannarlo, rimandando tutti gli impegni e iniziare così a pregare con gioia e non con noia.

Da questa sera dobbiamo iniziare una nuova vita.

Se andandotene da questo Santuario, tu pellegrino avrai messo nel tuo cuore almeno una sola intenzione di quelle che abbiamo detto prima, inizia per te una nuova vita in compagnia di Gesù.
Canto:


  • La preghiera è comunicazione, allora deve essere fatta di parole. Ma quali parole usare con Dio?

Questa domanda è stata rivolta a Santa Teresa di Lisieux alcuni giorni prima di morire. La sorella Celina le chiese così: “cosa dici Teresa a Gesù quando preghi ? “ E lei rispose: “io non gli dico niente, io lo amo!”. Per capire cosè l’amore ascoltiamo queste preghiere:


AMAMI COME SEI

 « Conosco la tua miseria, le lotte e le tribolazioni della tua anima, le deficienze, e le infermità dei tuo corpo; so la tua viltà, i tuoi peccati e ti dico lo stesso « Dammi il tuo cuore, amami come sei!»

 Se aspetti di essere un angelo per abbandonarti all'amore, non amerai mai. Anche se sei vile nella pratica del dovere e della virtù, se ricadi spesso in quelle colpe che vorresti non commettere più, non ti permetto di non amarmi. Amami come sei.

 In ogni istante e in qualunque situazione tu sia, nel fervore o nell'aridità nella fedeltà o nella infedeltà amami......... come sei. Voglio l'amore del tuo povero cuore; se aspetti di essere perfetto, non mi amerai mai. Non potrei forse fare di ogni granello di sabbia un serafino radioso di purezza, di nobiltà e di amore? Non sono io l’Onnipotente? E se mi piace lasciare nel nulla quegli esseri meravigliosi o preferire il povero amore dei tuo cuore. Non sono io padrone dei mio amore?

 Figlio mio lascia che Ti ami, voglio il tuo cuore. Certo voglio col tempo trasformarti, ma per ora ti amo come sei……. e desidero che tu faccia lo stesso; io voglio vedere dai bassifondi della miseria salire l’amore. Amo in te anche le tue debolezze, amo l’amore dei poveri e dei miserabili; voglio che dai cenci salga continuamente un grande grido «Gesù ti amo».
 Voglio unicamente il canto del tuo cuore, non ho bisogno né della tua scienza, ne del tuo talento. Una cosa sola m’importa, di vederti lavorare con amore. Non sono le tue virtù che desidero; se te ne dessi, sei cosi debole che alimenterebbero il tuo amor proprio, non ti preoccupare di questo. Avrei potuto destinarti a grandi cose; no sarai il servo inutile; ti prenderò persino il poco che hai…….., perché ti ho creato soltanto per l’amore.
 Oggi sto alla porta del tuo cuore come un mendicante, io il Re dei Re! Busso e aspetto; affrettati ad aprirmi. Non allegare la tua miseria; se tu conoscessi perfettamente la tua indigenza, moriresti di dolore. Ciò che mi ferirebbe il cuore sarebbe il vederti dubitare di me e mancare di fiducia.
 Voglio che tu pensi a me ogni ora del giorno e della notte. Voglio che tu compia l’azione più insignificante solo per amore.
 Conto su di te per darmi gioia. Non ti preoccupare di non possedere virtù; ti darò le mie. Quando dovrai soffrire , ti darò la forza. Mi hai dato l’amore, ti darò di saper amare al di là di quanto puoi sognare. Ma ricordati……… amami come sei.
Ti ho dato mia Madre, fa passare, fa passare tutto dal suo Cuore così puro. Qualunque cosa accada, non aspettare di essere santo per abbandonarti all’amore, non mi ameresti mai……….Va’…….»

( Mons. Lebrun)
Canto:

AMARE


Le persone che sanno amare sono quelle che rendono bello il mondo. Non sono gli scienziati o gli economisti o i politici le persone che contano di più: le persone più importanti della terra sono le persone profondamente buone, perché sono loro che sanno dare alla gente quello di cui la gente ha più bisogno: la bontà.

Chi porta bontà, comunica pace, sicurezza, forza, perché comunica Dio. Abbiamo bisogno di tante cose: salute, pane, lavoro, tranquillità e pace, ma più di tutto di bontà, di gente che alzi il livello della bontà sulla terra, che trasmette amore, perché abbiamo bisogno di Dio. Coi soldi, si dice, si fa tutto. Non è vero. Le cose più importanti non si comprano coi soldi. Invece è vero che con l’amore si ottiene tutto, anche i cuori di pietra non resistono davanti ad una persona profondamente buona, capace di amare, perché l’amore è la potenza di Dio sulla terra. Abbiamo bisogno di gente che insegni ad amare. Non ci vogliono lauree per insegnare ad amare, basta amare. Anche l’analfabeta può essere maestro e può insegnare. Se abbiamo gente che sa amare, abbiamo gente che rende sensibile e visibile la presenza di Dio tra gli uomini.

Amare è calarsi nei problemi degli altri, è sacrificare il proprio tempo, è aiutare le persone fino in fondo come sa fare Dio per ciascuno di noi.

Amare è comprendere, è perdonare, è cambiare il male col bene.

Amare è dare affetto, attenzione, forza a chi non ce l’ha.

Amare è dare senza attendere il ricambio, come fa Dio con noi, senza stancarsi mai.

Quando sei paziente mentre tutti perderebbero la pazienza, quando ti controlli davanti ad un pensiero negativo, quando fermi una parola di condanna che sembrerebbe a tutti legittima, stai diventando esperto in amore.

Amare è fermarsi davanti ad ogni pena senza passare oltre; è trovare il tempo per uno che soffre mentre manca il tempo per te e per le tue cose.

Amare è rendere presente Dio in mezzo alla gente. Quando tu ami, anche se non ti accorgi, il volto di Cristo si illumina in te; la luce di Cristo brilla nei tuoi occhi; il sorriso di Cristo passa sulle tue labbra.

Signore, moltiplica sulla terra le persone capaci di amare, perché gli uomini hanno troppo bisogno di Te. MONACO DEL MONDO


Canto:


Una poesia d’amore

Una delle più belle poesie d'amore degli ultimi tempi è stata scritta da una ragazza americana. E' intitolata:

"Le cose che non hai fatto".

Ricordi il giorno che presi a prestito la tua macchina nuova e l'ammaccai?
Credevo che mi avresti uccisa, ma tu non l'hai fatto.
E ricordi quella volta che ti trascinai alla spiaggia, e tu dicevi che sarebbe piovuto, e piovve?
Credevo che avresti esclamato: "Te l'avevo detto!". Ma tu non l'hai fatto.
Ricordi quella volta che civettavo con tutti per farti ingelosire, e ti eri ingelosito?
Credevo che mi avresti lasciata, ma tu non l'hai fatto.
Ricordi quella volta che rovesciai la torta di fragole sul tappetino della tua macchina?
Credevo che mi avresti picchiata, ma tu non l'hai fatto.
E ricordi quella volta che dimenticai di dirti che la festa era in abito da sera e ti presentasti in jeans?
Credevo che mi avresti mollata, ma tu non l'hai fatto.
Sì, ci sono tante cose che non hai fatto.
Ma avevi pazienza con me, e mi amavi, e mi proteggevi.
C'erano tante cose che volevo farmi perdonare quando tu saresti tornato dal Vietnam. Ma tu non sei tornato.

Una regola d'oro: Passeremo nel mondo una sola volta.
Tutto il bene, dunque, che possiamo fare o la gentilezza che possiamo manifestare a qualunque essere umano, facciamoli subito.
Non rimandiamolo a più tardi, né trascuriamolo, poiché non passeremo nel mondo due volte.



Canto:



  • Per capire realmente la preghiera ascoltiamo cosa ci dice Santa Teresa d’Avila: “La preghiera, altro non è che, un intimo rapporto di amicizia, un frequente trattenimento da solo a solo con Colui da cui sappiamo di essere amati”.

Nell’ amicizia la componente essenziale è quella della comunicazione. L’amicizia è fondamentalmente un incontro interpersonale e questo non si fa senza parole, senza esplicitazione. L’ immagine di due persone che stanno l’una accanto all’altra, ma non esprimono il loro rapporto, è l’immagine di due persone che non hanno rapporto fra di loro. Quindi nell’amicizia importante è il comunicare. Siamo invitati, quindi, al dialogo con Gesù. E’ questo il senso della preghiera: si prega per accrescere la nostra amicizia con Dio.

PREZIOSITA’ DEL SILENZIO


Poni, Signore, una custodia alla mia bocca,

sorveglia le porte delle mie labbra (Sal. 140)

Ma Gesù taceva (Mt 26,63)

Il silenzio è mitezza.

quando non rispondi alle offese,

quando non reclami i tuoi diritti,

quando lasci a Dio la difesa del tuo onore,

il silenzio è mitezza.

Il silenzio è misericordia.

quando non riveli le colpe dei fratelli,

quando perdoni senza indagare nel passato,

quando non condanni. ma intercedi nell'intimo,

il silenzio e misericordia,

Il silenzio è pazienza.

Quando soffri senza lamenti,

quando non cerchi consolazione dagli uomini,

quando non intervieni, ma attendi che il seme germogli lentamente,

il silenzio è pazienza,

Il silenzio è umiltà.

quando taci per lasciare emergere i fratelli,

quando celi nel riserbo i doni di Dio,

quando lasci che il tuo agire sia interpretato male, quando lasci ad altri la gloria dell'impresa,

il silenzio è umiltà.

Il silenzio è fede.

Quando taci perché è Lui che agisce,

quando rinunci ai suoni, alle voci dei mondo

per stare alla Sua Presenza,

quando non cerchi comprensione,

perché ti basta essere conosciuto da Lui,

il silenzio è fede.

Il silenzio è adorazione.

Quando abbracci la Croce senza chiedere: 'Perché",

il silenzio è adorazione.

“MA GESU' TACEVA”


Canto:
Preghiera:
Se sei innamorato di qualcuno, però questa persona non lo sa....diglielo.

Magari oggi anche questa persona è innamorata di te e, se non glielo dici oggi, può darsi che domani sia troppo tardi.

Se muori dalla voglia di dare un bacio a qualcuno...daglielo.

Forse anche questa persona vorrebbe avere un tuo bacio, e se non glielo dai oggi, può darsi che domani sia troppo tardi.

Se ami ancora una persona che credi ti abbia dimenticato...diglielo.

Forse questa persona ha sempre continuato ad amarti, e se non glielo dici oggi, forse domani sarà  troppo tardi.

Se hai bisogno dell'abbraccio di un amico...chiediglielo.

Magari lui ne ha bisogno ancora più di te, e se non glielo chiedi oggi, forse domani sarà  troppo tardi.

Se hai degli amici che apprezzi veramente...diglielo.

Forse anche loro ti apprezzano, e se lasci che se ne vadano, o che si allontanino da te, forse domani sarà  troppo tardi.

Se vuoi bene ai tuoi, e non hai mai avuto l'opportunità  di dimostrarglielo...fallo.

Oggi sono là con te, e puoi ancora dimostrarglielo, ma se se ne andassero... domani potrebbe essere troppo tardi.

Ma fallo oggi: forse domani potrebbe già  essere troppo tardi.....

Rivestirsi di Gentilezza.

Ogni tanto incontriamo una persona gentile.


La gentilezza è una virtù difficile da trovare in una società che ammira i comportamenti aggressivi e ruvidi.

Veniamo invitati a far sì che le cose siano fatte, e siano fatte rapidamente, anche se qualcuno rimane ferito in questo processo. Contano il successo, la soddisfazione, la produttività. Ma il costo è alto. Non vi è posto, in questo quadro, per la gentilezza.


Gentile è chi «non spezza la canna infranta e non spegne il lucignolo fumigante» (Matteo 12,20).

Gentile è chi presta attenzione alle forze e alle debolezze dell'altro e gode più di stare insieme che di realizzare qualcosa.

La persona gentile cammina con passo leggero, ascolta con attenzione, guarda con tenerezza e tocca con rispetto. La persona gentile sa che la vera crescita richiede nutrimento, e non forza.
Rivestiamoci di gentilezza! Nel nostro mondo duro e spesso inflessibile, la nostra gentilezza può ricordare al vivo la presenza di Dio tra noi.

Henri J.M. Nouwen

Canto:
Gli amici e i loro limiti

Abbiamo bisogno di amici. 
Gli amici ci guidano, si prendono cura di noi,
si accostano a noi con amore,
ci consolano nel tempo del dolore. 
Anche se parliamo di «farci degli amici»,
gli amici non si possono fare.
Gli amici sono un dono di Dio;
ma Dio ci dà gli amici di cui abbiamo bisogno,
quando ne abbiamo bisogno,
se confidiamo totalmente nell'amore di Dio.
Gli amici non possono sostituire Dio. 
Hanno dei limiti e delle debolezze come noi. 
Il loro amore non è mai perfetto, non è mai completo. 
Nei loro limiti essi possono però essere dei segnali nel nostro cammino
verso l'amore illimitato e incondizionato di Dio.
Godiamo degli amici che Dio ha mandato sul nostro cammino.
Canto:


  • Apparentemente possiamo dire che siamo noi a pregare. Ma questo non è del tutto vero. Si diceva di S.Francesco: “Non tam orans, quam oratio factus”. Non era più lui che pregava, ma lui stesso era diventato preghiera vivente. E’ lo Spirito Santo a pregare in noi (Rom. 8.15). E allora noi cosa facciamo? Noi collaboriamo alla preghiera. Il nostro è un tentativo di agganciarci alla vera preghiera, un tentativo di sintonizzarci sulla frequenza dello Spirito Santo.

Canto:

(S. Francesco)



SIGNORE, AIUTAMI A DIRE "SI"
Ho paura a dirti di "si", Signore.

Non so ancora che cosa vuoi e dove mi vuoi portare. - Ho paura che tu mi voglia condurre proprio là dove io 'non voglio andare.

Ho paura che tu mi spinga per strade a me non gradite, di firmare una carta in bianco, di dirti un "sì" che poi reclama altri "sì" ...

Mi fai paura, Signore, anche se sento di amarti. Ho paura del tuo sguardo, perché esso è irresistibile. Ho paura della tua esigenza, perché sei un Dio geloso. Ho paura del tuo amore, perché sei troppo misterioso e impegnativo.

E con queste paure, mi dibatto in contraddizioni e in angosce a non finire.

Sono incerto sulle mie scelte, insicuro nelle mie decisioni, e sempre più insoddisfatto di ciò che sono e di ciò che faccio.

Ma che cosa vuoi da me, Signore? Dio terribile, che cosa vuoi ancora?

TU MI DICI;

Piccolo, voglio ridimensionare la tua vita.

Fino ad ora, sei stato tu a decidere.

Più o meno, hai sempre fatto quello che volevi, e poi pretendevi che io ti seguissi, cercando una convalida alle tue decisioni.

Ma non puoi continuare così.

Devi capire che hai invertito le parti: hai giocato quel ruolo di protagonista che spetta gelosamente a Me.

Non lo debbo dire "sì" a te, ma tu a Me.

A me spettano l'iniziativa e tutte le scelte che ti riguardano.

lo devo essere il centro di ogni tua cosa e, soprattutto, dei tuo cuore.

Mi devi seguire docilmente.

Mi devi consegnare la tua volontà. Mi devi dare tutto.

Ho bisogno del tuo "sì". come ebbi bisogno del "sì" di Maria per venire, come uomo, sulla terra.

Dimmi un sì come me lo disse Lei: deciso, incondizionato, fidente, affettuoso.

Fidati di me.

Signore, aiutami a comprendere che Tu non hai bisogno delle mie sufficienze; a capire che io non sono poi tanto importante e necessario.

Fammi capire che a nulla giova continuare a discute- re, a contestare, a resisterti.

Infondimi forza e decisione perché possa aderire al tuo progetto.

E perché venga il tuo regno e non il mio, perché sia fatta la tua volontà e non la mia, aiutami a dire "Si", ma subito,

e con amore.



(Mons. Novello Pederzini)
Canto:
Se.

Se tu sapessi con quanto amore seguo i tuoi passi..... 
Se tu sapessi con quanto amore asciugo le tue lacrime.... 
Se tu sapessi con quanto amore ti prendo per mano affinché tu non cada.....
Se tu sapessi con quanto amore ti guardo....
mentre annaspi nel caos della vita.....
E ogni istante ....minuto....ora della giornata .....
ti sono accanto..... In ogni tuo respiro prende vita il mio battito d'ali.... 
In ogni tuo sguardo prende vita il mio sorriso.....
Vorrei volare assieme a te....e forse un giorno lo faremo.... 
quando sarai consapevole della tua divinità.....
aprirai le ali..... e volerai felice ......capirai cosa sono.....
e quanto ti amo. Ora non volo ....ma cammino assieme a te....
a fianco a te. Io sono il tuo angelo.....quello della tua anima....
del tuo cuore quell'angelo che ogni mattina ti sveglia con un bacio....
e ogni notte, apre le sue ali per riscaldarti il cuore. 
Io sono il tuo angelo.....quello che mai ti abbandonerà.....
quell' angelo che aspetta solo un tuo ...si....per rivelarsi al tuo cuore.





Vorrei avere le ali di un'aquila
(Serva di Dio Santa Scorese)

Vorrei vivere come un giglio,


godere dell'abbondanza che dai,
del caldo sole dell'estate,
delle prime piogge di autunno,
del gelo dell'inverno
e del canto degli uccelli di primavera!

Vorrei essere una vela


che solca i mari, gli oceani,
che si perde completamente
nella Tua immensità.

Vorrei avere le ali di un'aquila


e spiccare voli sempre più alti
verso di Te, che sei l'Altissimo
e non accontentarmi delle basse quote.

Vorrei essere musica


che giunge ai tuoi orecchi
e portarti la gioia.

Vorrei, vorrei… quante cose


vorrei essere, ma io sono
quella che sono e sono quella
che Tu hai voluto.

Mio Signore, allora, accoglimi


tra le tue braccia tenere di Padre,
di Fratello e di Sposo
e dammi di essere per Te
e solo così sarò giglio, vela,
aquila, musica,
perché Tu sei tutto questo.

Canto la gioia di averti incontrato,


di essere amata, desiderata da Te.
Il mio cuore canta e sente
che deve battere solo per Te,
come il cuore di Maria,
con il suo stesso cuore.

Ti lodo, Padre Buono,


perché non sono sola,
ma mi hai dato una Madre
ed un gran numero di fratelli
per cantare insieme il mio grazie.

Dio di Misericordia, di Perdono,


di Pace e di Gioia, ti amo!!!

Canto:

(Su ali d’aquila)

Ascoltiamo cosa ci dice il Santo Padre sul rosario.



Il Rosario è la mia preghiera prediletta. Preghiera meravigliosa! Meravigliosa nella sua semplicità e nella sua profondità…Recitare il Rosario non è altro che contemplare con Maria il volto di Cristo…Maria vive con gli occhi su Cristo e fa tesoro di ogni sua parola. “Serbava tutte queste cose meditandole nel suo cuore”(Lc 2,19)…Chi assimila il mistero di Cristo – e il Rosario proprio a questo mira – apprende il segreto della pace e ne fa un progetto di vita…Il Rosario è anche da sempre preghiera della famiglia e per la famiglia. Un tempo questa preghiera era particolarmente cara alle famiglie cristiane. Bisogna tornare a pregare in famiglia e a pregare per le famiglie .La famiglia che prega unità,resta unita…Riprendete con fiducia tra le mani, la corona del Rosario.
Luminosi
1°mistero

Il Battesimo di Gesù al Giordano



«L’inizio della vita pubblica di Gesù è il battesimo da parte di Giovanni nel Giordano. Giovanni predicava “un battesimo di conversione per il perdono dei peccati” » (Lc 3,3) (CCC, 535)
Canto:
2°mistero

La manifestazione di Gesù alle Nozze di Cana



«Alla soglia della sua vita pubblica, Gesù compie il suo primo segno – su richiesta di sua Madre – durante una festa nuziale. La chiesa attribuisce una grande importanza alla presenza nozze di Cana. Vi riconosce la conferma della bontà del matrimonio e l’annuncio che ormai esso sarà un segno efficace della presenza di Cristo» (CCC,1613)
Canto:
3°mistero

Gesù annuncia il Regno di Dio e invita alla conversione.



«Tutti gli uomini sono chiamati ad entrare nel Regno. Annunziato dapprima ai figli di Israele, questo regno messianico è destinato ad accogliere gli uomini di tutte le nazioni»(CCC,543)
Canto:
4°mistero

La Trasfigurazione



«Per un istante, Gesù mostra la sua gloria divina, confermando così la confessione di Pietro. Rivela anche che, per “entrare nella gloria” (Lc24,26), deve passare attraverso la croce a Gerusalemme» (CCC,555)
Canto:
5°mistero

L'Istituzione dell'Eucaristia.



«Celebrando l’ultima cena con gli apostoli durante un banchetto pasquale, Gesù ha dato alla Pasqua ebraica il suo significato definitivo. Infatti, la nuova Pasqua, il passaggio di Gesù al Padre attraverso la sua morte e la sua risurrezione, è anticipata nella Cena e celebra nell’Eucaristia, che porta a compimento la Pasqua ebraica e anticipa la Pasqua finale della Chiesa nella gloria del Regno »(CCC,1.340)

Canto:

Salve Regina

  • Concludiamo questa veglia con una speranza nel cuore, vorremmo che ognuno di voi andaste via dicendo :




FU cosi" CHE TI TROVAI


Quando si parla d'amore, Signore, forse gli uomini pensano ad una cosa sempre uguale. Ma quanto e vario l'amore! Ricordo che quando t'ho incontrato non mi preoccupavo d'amarti.

Forse perché eri Tu mi hai incontrato e Tu stesso pensavi a riempire il mio cuore.

Ricordo che alle volte ero tutta fiamma, anche se il fardello della mia umanità mi dava noia e avevo l'impressione di trascinare il peso.

Allora, già d'allora per grazia tua, capivo un po' chi ero io e chi Tu, e vedendo quella fiamma come un dono tuo.

Poi mi hai indicato una via per trovarti.« Sotto la croce, sotto ogni croce - mi dicevi - ci sono io. Abbracciala e mi troverai».

Me l'hai detto molte volte e non ricordo le argomentazioni che adducevi. So che mi hai convinta.

Allora, al sopravvivere d'ogni dolore, pensavo a te, e con volontà ti dicevo il mio sì ... ... Ma la croce restava il buio che incupiva l'anima, lo strazio che la dilaniava, o altro ... .... Quante sono le croci della vita! Ma Tu, più tardi, mi hai insegnato ad amarti nel fratello e allora, incontrato il dolore, non mi fermavo ad esso, ma accettatolo, pensavo a chi mi stava accanto, dimentica di me, E dopo pochi istanti, tornata in me, trovavo il mio dolore dileguato. Così per anni e anni: ginnastica continua della croce, ascetica dell'amore. Sono passate tante prove e Tu lo sai: Tu che conti i capelli del mio capo, le hai annoverate nel tuo cuore. Ora l'amore è un altro: non è solo volontà.

Lo sapevo che Dio è Amore, ma no lo credevo così.


Dagli scritti Spirituali vol. 2, di Chiara Lubich




  • tornando nelle vostre comunità possiate dire con gioia, andando nel Santuario di San Calogero torniamo nelle nostre comunità e nelle nostre famiglie con una certezza T’Ho trovato Signore non ti lascerò più :






T'ho trovato in tanti luoghi, Signore!

T'ho sentito palpitare nel silenzio di questo Santuario.

Nella penombra del tabernacolo,

In questo santuario,

nel respiro unanime d'una folla

che ti ama e riempie

le arcate della tua chiesa di canti e d'amore.

T'ho trovato nella gioia.

ti ho parlato al di là del firmamento stellato,

mentre a sera, in silenzio,

tornando dal lavoro a casa.

Ti cerco e spesso ti trovo.

Ma dove sempre ti trovo è nel dolore.

Un dolore un qualsiasi dolore.

è come il suono della campanella

che chiama la sposa di Dio alla preghiera.

Quando l'ombra della croce appare,

l'anima si raccoglie

nel tabernacolo del suo intimo

e scordando il tintinnio della campana

ti «vede» e ti parla.

Sei Tu che mi vieni a visitare.

Sono io che ti rispondo:

« Eccomi Signore, Te voglio, Te ho voluto».

E in quest'incontro l'anima non sente il dolore,

ma è come inebriata del tuo amore:

soffusa di Te, impegnata di Tu: io in Te, Tu in me,

affinché siamo uno.

E poi riapro gli occhi alla vita,

alla vita meno vera,

divinamente agguerrita,



per condurre la tua guerra.

(Dagli scritti spirituali, vol. 1, di Chiara Lubich)






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