Focus On – Andrea Bezzeccheri – Mat




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Focus On – Andrea Bezzeccheri – Matr. 1060100065

Anton van Leeuwenhoek: padre della micromorfologia e padre degli spermatozoi
Anton van Leeuwenhoek nacque nel 1632 a Delft, in Olanda, dove morì all'età di 91 anni. Studiò ad Amsterdam, dove divenne commerciante di tessuti. Pur non avendo ricevuto un'educazione scientifica formale, divenne un formidabile ottico e naturalista che da autodidatta riuscì ad inventare metodi per creare delle lenti dotate di un notevole potere di ingrandimento. Le sue osservazioni sono risultate estremamente fruttuose grazie all'intermediazione dell'anatomista ed embriologo olandese Regnier de Graaf (1641-1674) che introdusse il proprio compatriota alla Royal Society di Londra, parlando delle tecniche che Leeuwenhoek aveva messo a punto per osservare in dettaglio oggetti molto piccoli. Le dettagliate descrizioni del mercante olandese suscitarono assensi e dissensi, soprattutto quelle riguardanti la struttura dei nervi periferici e gli spermatozoi.
I lavori di Leeuwenhoek
Anton van Leeuwenhoek condusse ricerche in numerosi campi, descrivendo esclusivamente ciò che osservava.

In anatomia, studiò l'epidermide, i capelli, le unghie, i denti e la struttura dei muscoli: in particolare, a lui si devono le prime evidenze della tipica striatura trasversale delle fibre muscolari scheletriche. Analizzò, inoltre, la struttura interna del cristallino e quella del nervo ottico, scoprì i globuli rossi (1674) e descrisse la struttura dei nervi periferici: comprese che tale struttura era costituita da innumerevoli prolungamenti del tessuto nervoso che portava ad ipotizzare l'esistenza di cellule nervose come unità costitutive dell'intero tessuto; in questo senso egli incontrò molte resistenze perchè i grossolani metodi di fissazione dei preparati facevano sì che gli assoni mielinizzati presentassero in sezione una differenza di rifrazione che lasciava intendere la presenza di una struttura cava.[2]

In entomologia, studiò insetti e metamorfosi.

In botanica, studiò la struttura delle piante, dei cereali, le radici e il ciclo della germinazione.

Tuttavia, le ricerche che ebbero maggiore rilevanza furono quelle mirate alla descrizione di homunculi capaci di muoversi, presenti all'interno del seme maschile. Nel 1679 divenne membro della Royal Society, grazie agli innumerevoli resoconti condivisi in oltre 50 anni di collaborazione.[1]
I mezzi
La capacità di Leeuwenhoek di condurre queste microscopiche osservazioni era legata al suo ingegno quale ottico: egli riusci, grazie alla sua eccezionale abilità di ottico a realizzare numerose lenti biconvesse a breve lunghezza focale e piccole sfere di vetro fuso di diametro inferiore ai tre millimetri, che, inserite in una montatura metallica, funzionavano da microscopi semplici. Egli costruì questo microscopio basandosi sui progressi tecnologici che avevano portato alla produzione di microscopi poco potenti in cui una lente di ingrandimento, posta tra due lamine metalliche e sorretta da un piede, puntava verso un oggetto posizionato sulla punta di un ago: mise a punto un metodo per tagliare e levigare le lenti raggiungendo poteri di ingrandimento fino a 160 volte superiori rispetto ai microscopi del tempo.[1]


Fig. 1 - Il microscopio semplice di Leeuwenhoek






La scoperta degli spermatozoi
Analizzando al microscopio dello sperma, egli notò questi corpi rotondi, che chiamò hominculi, più piccoli dei globuli rossi. Eglì prelevò sperma sia da soggetti sani che da soggetti malati e notò la moltitudine di animalicoli, dotati di una testa che terminava indietro con una coda lunga 5-6 volte più del corpo. Questi animalicoli “nuotavano come serpenti aiutati dalla loro coda”[1] nel liquido seminale. Notò, inoltre, animalicoli simili nel seme di cani e conigli ed osservò che, se il liquido seminale veniva mantenuto in una beuta, nel giro di una settimana solo una piccolissima parte di questi spermatozoi rimaneva ancora in vita. Egli dimostrò che gli spermatozoi erano prodotti nei testicoli ma diventavano mobili nell'epididimo ed attivi solo intorno al 14°-16° anno di vita, anche se presenti già al momento del concepimento.

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Fig. 2 - Numerose e fedeli illustrazioni vennero fornite da Leeuwenhoek: spermatozoi (homunculi)

ulla base di queste osservazioni e basandosi anche sul fatto che erano stati riscontrati spermatozoi nelle tube di Falloppio e nell'utero, Leeuwenhoek propose la teoria secondo cui l'embrione fosse collocato nella testa rotonda degli animalicoli, che entrati nell'utero, ricevono nutrimento dalla donna generando il futuro embrione: esperimenti condotti su coniglie dopo il rapporto con il maschio avevano dimostrato la presenza di sperma e globuli che si pensò fossero sostanze nutritizie (in realtà, cellule di sfaldamento vaginali). Egli individuò due tipi differenti di spermatozoi: quelli più rotondeggianti e piccoli da cui si origina l'uomo e quelli più grandi ed ovoidali da cui si origina la donna.[3]

Le nuove teorie
Le scoperte di Leeuwenhoek minarono l'integrità della teoria ovista, secondo cui i cosiddetti testicoli femminili fossero dotati di uova e che i vivipari si riproducessero nel momento in cui queste venivano trasportate dalle ovaie all'utero. Siccome Leeuwenhoek non riscosse notevoli consensi in quanto gli si ascriveva una fervida immaginazione nel vedere animali che potevano essere osservati solo tramite questo strumento all'epoca ritenuto poco affidabile, la sua teoria cadde ben presto nell'oblio. Solo grazie a Spallanzani, Prevost e Jean-Baptiste Andrè Dumas, nella metà del XIX secolo, venne approfondita l'indagine sui “vermicelli spermatici” e sulla fecondazione: dall'osservazione dell'apparato riproduttore maschile, dell'uovo fecondato di rana in cui si notò che gli spermatozoi erano stati in grado di superare la barriera del muco e della sterilità di sperma privo di spermatozoi[3] si arrivò a partorire le moderne conoscenze riguardo la fecondazione come incontro tra gamete maschile e gamete femminile che forniscono il pronucleo maschile e quello femminile all'ovotide che, a seguito della prima divisione mitotica, diventerà zigote.

References


  1. http://www.scielo.org.ar/scielo.php?script=sci_arttext&pid=S0325-75412010000400013&lng=en&nrm=iso&tlng=en

  2. http://www.brainmindlife.org/vanleeuwenhoek.htm

  3. http://it.wikipedia.org/wiki/Storia_dell%27embriologia#Scoperta_degli_spermatozoi_e_teoria_animalculista


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