Famiglia e procreazione umana




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PONTIFICIO CONSIGLIO PER LA FAMIGLIA


FAMIGLIA

E PROCREAZIONE UMANA

LIBRERIA EDITRICE VATICANA

CITTÀ DEL VATICANO 2006

© Copyright 2006 - Libreria Editrice Vaticana - 00120 Città del Vaticano

Tel. 06.698.85003 - Fax 06.698.84716

ISBN 88-209-7834-2



www.libreriaeditricevaticana.com
A Sua Santità
Papa Benedetto XVI,
chiamato dal Signore come Successore di Pietro,
presentiamo questo studio quale modesto omaggio,
con gratitudine per la sua grande dedizione
alla verità dell'uomo e della famiglia,
nella cui proclamazione e difesa Egli persevera con fedeltà.
INTRODUZIONE:
FAMIGLIA E PROCREAZIONE
1. Il Pontificio Consiglio per la Famiglia, fedele alla sua vocazione originaria, è attento ai segni dei tempi per dare la giusta risposta ai numerosi problemi che la famiglia trova nel suo cammino. Il Papa Giovanni Paolo II, felicis recordationis, che nel corso degli anni ha voluto seguire da vicino questo Dicastero e gli ha dimostrato un amore preferenziale, ha disegnato il panorama delle nostre attività al servizio della famiglia, pilastro della società e luogo insostituibile per la trasmissione della vita, e della vita alla luce della fede cristiana. Nel Motu Proprio del 9 maggio 1981, Familia a Deo instituta, il Santo Padre scriveva:

« Un'attenta riflessione sull'esperienza di questi anni, ma soprattutto il desiderio di dare una risposta sempre più adeguata alle attese del popolo cristiano, raccolte dall'episcopato di tutto il mondo e manifestate dal recente sinodo dei Vescovi (1980) dedicato alla famiglia, richiede una nuova propria fisionomia ed una struttura organizzativa in modo che esso possa affrontare la problematica specifica della realtà familiare in ordine alla cura pastorale e all'attività apostolica relativa a questo nevralgico settore della vita umana... Spetta al Pontificio Consiglio per la Famiglia la promozione della cura pastorale delle Famiglie e dell'apostolato specifico in campo familiare, in applicazione degli insegnamenti e degli orientamenti del magistero, in modo che le famiglie cristiane possano compiere la missione a cui sono chiamate » (n. 3).
Direttive profetiche e obiettivi necessari
2. Tra i compiti specifici vengono enumerati: « Diffondere la dottrina della Chiesa sul matrimonio e la famiglia, sia nella catechesi che a livello scientifico; promuovere e coordinare iniziative in ordine alla procreazione responsabile » (ibid.). I recenti dibattiti su famiglia, vita e popolazione, confermano che le direttive impartite venticinque anni fa al Consiglio non hanno perduto pertinenza, né forza profetica.
Proprio in questo ampio panorama di servizio alla causa della Famiglia e in ossequio all'orientamento dato dal Pontefice, affrontiamo oggi il tema della procreazione responsabile nella famiglia. A nessuno sfuggono sia l'attualità del problema, sia l'urgenza e la necessità di dibatterlo. Mai nella storia del passato la procreazione umana e, quindi, la famiglia, che è il suo luogo naturale, sono state minacciate come nella cultura odierna. Le cause sono diverse, ma l'« eclissi » di Dio, creatore dell'uomo, sta alla radice della profonda crisi attuale della verità tutta intera sull'uomo, sulla procreazione umana e sulla famiglia.1
3. In tutto il mondo, sia nei paesi di antica tradizione cristiana, sia in nazioni in cui la fede è arrivata più recentemente, ci sono numerose famiglie nelle quali i genitori vivono profondamente uniti e nelle quali i figli hanno la gioia di essere nati e di poter crescere in un luogo animato da spirito cristiano.
È vero che mai come ora l'istituzione naturale del matrimonio e della famiglia è stata vittima di attacchi tanto violenti. Da correnti radicali, sono sorti nuovi modelli di famiglia. Abbiamo visto manifestarsi l'apologia della famiglia monoparentale, ricostituita, omosessuale, lesbica, ecc. Coppie formate da omosessuali rivendicano gli stessi diritti riservati al marito e alla moglie; reclamano perfino il diritto di adozione. Donne che vivono un'unione lesbica rivendicano diritti analoghi, esigendo leggi che diano loro accesso alla fecondazione eterologa o all'impianto embrionale. Inoltre si sostiene che la facilità offerta dalla legge di formare queste coppie insolite, deve andare di pari passo con la facilità di divorziare o ripudiare.
Certe correnti di bioetica, poi, non sono estranee alla crisi della famiglia. Negli esempi che abbiamo fatto, è la legge che è chiamata a legalizzare forme d'unione che destabilizzano il matrimonio e la famiglia. Nel caso, invece, di certe correnti di bioetica, è la morale ad essere mobilitata per cercare di giustificare pratiche bio-mediche che separano, nell'unione coniugale, il fine unitivo da quello procreativo, la sessualità dall'amore.
Le coppie sono esposte, così, ad essere alienate dall'intima verità dei loro rapporti sessuali. La trasmissione della vita diventa una questione di tecnica e di tecnici. A volte, questi ultimi sognano perfino di fabbricare la vita, vita di ineccepibile qualità. L'avvenire sarebbe quello di una procreazione senza amore umano.
Terzo fronte sul quale la famiglia vacilla è quello delle politiche di controllo delle nascite. Dietro l'influenza delle ideologie maltusiane, neomaltusiane ed eugeniche, il comportamento sessuale delle coppie è sempre più vittima di pressioni, cioè di forme di coercizione, emanate da autorità pubbliche, nazionali o internazionali, e riprese da ONG senza scrupoli. Non mancano dati che attestano la percentuale allarmante di donne sterilizzate, soprattutto nei paesi poveri. Disponiamo altresì di rapporti relativi ad un'alta percentuale di donne che sono ricorse alla contraccezione e all'aborto.2
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