Enrico Caruso O’ sole mio Contenuti: lessico ed uso del condizionale




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Enrico Caruso - O’ sole mio


Contenuti: lessico ed uso del condizionale

Livello QCER: B1

Tempo: 45 minuti
Il Bel Paese fra passato e futuro
L’Italia è un grande Paese. La sua grandezza è nella sua storia, nella sua cultura, nel suo immenso patrimonio artistico, nella sua genialità, nella sua inventiva, nella sua allegria, ma soprattutto nella capacità di guardare verso il futuro senza dimenticare il passato.

D’altronde, un Paese che guarda al futuro dimenticando il passato, è come un albero che cresce senza radici.


Panorama del golfo di Napoli con il vulcano Vesuvio sullo sfondo


Anche se l’Italia è oggi un Paese moderno, la canzone tradizionale italiana è ancora molto importante sia per gli italiani che vivono in Italia che per i milioni di italiani che sono emigrati all’estero e per i loro discendenti che vedono nell’Italia la loro origine, le loro radici. Ci sono migliaia e migliaia di canzoni tradizionali, di ogni paese, di ogni valle, di ogni montagna, di ogni regione. O’ sole mio, napoletana, cantata da Enrico Caruso, vuole qui rappresentarle tutte mentre si canta la nostalgia per il sole di Napoli.




Enrico Caruso, è definito ‘il tenore’ per antonomasia, grazie al timbro particolare della voce e alla grazia del cantare e del recitare.

Nasce a Napoli il 25 febbraio 1873 e muore, sempre nella sua amata Napoli, il 2 agosto 1921. Viene, anche lui, da una famiglia povera che non può permettersi di mandarlo al conservatorio. Ma, da bambino, grazie alle raccomandazioni di un ‘ammiratore’ entra a cantare nel coro della Parrocchia e più tardi una signora, che comprende l’eccezionalità della sua voce, lo presenta a due maestri di canto che lo trasformeranno nel tenore, forse, più grande di tutti i tempi.

Lega la sua voce a ‘Cavalleria Rusticana’, ‘La Gioconda’, ‘Aida’, canta, fra l’altro, alla Scala, a Montecarlo, a New York, a Buenos Aires, insomma nei più grandi teatri lirici del mondo.

Quando le sue condizioni di salute diventano più gravi, ritorna a Napoli e, prima di morire, chiede alla sua compagna di portarlo alla finestra dell’albergo dove alloggia per vedere ‘O’ sole mio’, il sole di Napoli.


Ascoltare la canzone ‘ O’ sole mio’ di Enrico Caruso



http://www.youtube.com/watch?v=gZhTXe4pZIY&feature=player_embedded


O’ sole mio’
Che bella cosa e' na jurnata'e'sole
n'aria serena doppo na tempesta
pe'll'aria fresca pare gia' na festa
che bella cosa na jurnata'e sole.

Ma n'atu sole cchiu' bello, oi ne'


'o sole mio sta nfronte a te!
'o sole o sole mio
sta nfronte a te ... sta nfronte a te.

Luceno'e llastre d'a fenesta toia;


'na lavannara canta e se ne vanta
e pe'tramente torce, spanne e canta
luceno'e llastre d'a fenesta toia.

Ma n'atu sole cchiu' bello, oi ne'


'o sole mio sta nfronte a te!
'o sole o sole mio
sta nfronte a te ... sta nfronte a te.

Quanno fa notte e'sole se ne scenne


me vene quase'na malincunia;
soto a fenesta toi restarria
quando fa notte e'o sole se ne scenne.

Ma n'atu sole cchiu' bello, oi ne'


'o sole mio sta nfronte a te!
'o sole o sole mio
sta nfronte a te ... sta nfronte a te.

Traduzione in italiano del testo
Che bella cosa è una giornata di sole

aria serena dopo una tempesta.

Per l’aria fresca sembra già una festa,

che bella cosa è una giornata di sole


Ma un altro sole, più bello, ehi dico a te,

il sole mio sei tu! .

Il sole, il sole mio,

sei tu … sei tu!


I vetri della tua finestra riflettono i raggi del sole,

una lavandaia canta e si vanta

nel frattempo strizza i panni, li stende e canta,

I vetri della tua finestra riflettono i raggi del sole.


Ma un altro sole, più bello, ehi dico a te,

il sole mio sei tu! .

Il sole, il sole mio,

sei tu … sei tu!


Quando fa notte e il sole tramonta,

mi prende quasi una malinconia,

sotto la tua finestra resterei,

quando fa notte e il sole tramonta.


Ma un altro sole, più bello, ehi dico a te,

il sole mio sei tu! .

Il sole, il sole mio,

sei tu … sei tu!




E adesso…. KARAOKE! http://www.youtube.com/watch?v=nyimJY2bKvA&feature=player_embedded
Grammatica!
◙ Nel testo della canzone, in dialetto napoletano, compare un verbo: restarrìa, che, nella traduzione, diventa resterei.

Resterei è la prima persona del modo condizionale del verbo restare, al tempo presente.

Nella lingua italiana il modo condizionale è molto usato: esso non indica mai un’azione reale, vera, concreta ma indica solamente quello che il soggetto del verbo desidera, consiglia, chiede, ipotizza.


Il modo condizionale ha due tempi, il presente e il passato. Il presente si forma dal futuro del verbo, regolare e irregolare.
Tempo presente del modo condizionale (dal futuro indicativo)

Io parlerò → io parlerei

Io scriverò → io scriverei

Io partirò → io partirei

Io andrò → io andrei

Io farò → io farei

Io berrò → io berrei
Tempo passato

Io avrei avuto un’idea

Io sarei andato a Roma
Il modo condizionale è molto usato in italiano. Esso serve a comunicare:
1. una richiesta gentile, formale:

Es: Chiuderesti la porta, per favore?

Scusi, signora, mi passerebbe il dizionario?

Professore, parlerebbe più forte? Non sento!




  1. un desiderio:

Es: Vorrei comprare una camicetta rosa!

Mi piacerebbe visitare Napoli

Avrei desiderato tanto passare una vacanza a Roma!

Quasi quasi, prenderei un gelato!




  1. un consiglio, un’opinione gentile, formale

Es: Dovresti studiare di più!

Al posto tuo, comprerei questa macchina.

Io, al posto tuo, avrei bevuto meno.
Attività 1- Completare le frasi seguenti con il verbo fra parentesi coniugato al condizionale presente.


  1. Questa sera non ho voglia di uscire. Quasi quasi (io, restare)…………. a casa e (io, leggere) ……………….un libro.

  2. Stasera per cena (io, mangiare)……………………….volentieri un piatto di spaghetti al pomodoro e basilico.

  3. Per favore, (tu, andare)…………………. a prendermi un’aspirina?

  4. Noi (volere)…………………un futuro migliore per nostra figlia.

  5. Con questo caldo (io, bere)…………………………un bicchiere di vino bianco fresco, una Falanghina!

  6. Io (essere)……………………. molto felice di abitare vicino a casa tua.

  7. Secondo alcuni autorevoli giornali, la crisi economica (essere)……………..finita.

  8. Per la festa dei tuoi diciotto anni, (tu, dovere)…………………….mettere un abito rosso, perché questo colore (portare)………………………fortuna.

  9. Secondo l’opinione di mia madre, (io, dovere)……………….fare l’attrice e (io, potere) …………………. vincere l’Oscar a Hollywood!

  10. E’ un bell’appartamento e costa poco. Io e mio marito lo (comprare) ………………… molto volentieri.

  11. Scusi, signora, (Lei, sapere)…………………..dirmi che ore sono?



Attività 2 - Nelle seguenti frasi, indicare se il verbo al condizionale indica una richiesta gentile (1), un desiderio (2) o un’opinione e un consiglio (3)


  1. Scusi signora, saprebbe dirmi che ore sono?

  2. Paolo, il telefono sta suonando. Risponderesti tu per cortesia?

  3. Io, al tuo posto, sarei molto più duro con tuo figlio.

  4. Da giovane, avrei voluto studiare musica…

  5. Ieri sarei andato volentieri al mare, ma avevo tante cose da fare!

  6. Stasera mangerei volentieri un piatto di spaghetti al basilico!

  7. Quasi quasi preparerei una pizza per i miei amici!

  8. Dovresti lavorare di meno e riposarti di più.

  9. Io, al tuo posto, parlerei subito con il direttore.

  10. Non sarebbe meglio mettere quel quadro vicino alla porta?

  11. Paolo, dovresti studiare di più e stare meno davanti al computer!

  12. Lei, signorina, dovrebbe andare nell’ufficio a destra e parlare con il signor Rossi.



La favola del condizionale, da un’idea di Gianni Rodari
“…Vorrei, direi, farei…”

Che maniere raffinate

ha il modo condizionale.

Non alza la voce per niente,

e seduto in poltrona

sospira gentilmente:


“Me ne andrei nell’Arizona,

o forse potrei

fermarmi a Lisbona…
“Vorrei…..vorrei….

Volerei sulla luna

In cerca di fortuna.

E voi ci verreste?

Sarebbe carino!!
“Vorrei, vorrei….

Sapete che farei?

Ascolterei un disco.

No, meglio, suonerei il pianoforte!


“Suonerei……Volerei……

Mangerei……Canterei…..








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