Decreto legislativo del capo provvisorio dello Stato 14 dicembre 1947 n. 1577, portante provvedimenti per la Cooperazione




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Decreto legislativo del capo provvisorio dello Stato 14 dicembre 1947 n. 1577, portante provvedimenti per la Cooperazione

( Testo coordinato con le modificazioni successive e norme integrative )



Capo I

Vigilanza e Ispezioni

ART. 1. Vigilanza


La vigilanza che le leggi in vigore stabiliscono sulle società e sugli enti cooperativi e loro consorzi è attribuita al Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale, eccettuati i casi in cui norme speciali dispongano diversamente.


Le cooperative comprese nell'elencazione dell'art. 5 del r.d.l. 12 marzo 1936 n.375, convertito nella legge 7 marzo 1938, n. 141 e successive modificazioni, nonché quelle di assicurazione disciplinate dal r.d.l. 29 aprile 1023 n.966, non sono soggette alle norme di vigilanza stabilite dal presente decreto.
Gli enti mutualistici di cui all'art.2512 del codice civile sono sottoposti alla vigilanza del Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale, salvo quanto disposto da leggi speciali. Tale vigilanza si esercita secondo le modalità previste per le società cooperative.
Il Ministero dell'Industria e del Commercio e la Banca d'Italia trasmetteranno però annualmente al Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale un elenco aggiornato delle dette cooperative con tutte le indicazioni necessarie per la loro iscrizione nello schedario generale della cooperazione di cui all'art. 15 del presente decreto.

I casi in cui norme speciali dispongono diversamente riguardano:


1. le cooperative edilizie di abitazione a contributo erariale, sottoposte alla vigilanza del Ministero dei Lavori Pubblici, ai sensi dell'art. 125 e seg. Del Testo Unico delle disposizioni sull'edilizia ed economica approvato con r.d. 28 aprile 1938 n. 1165 e successive modificazioni. La Commissione Centrale per la cooperazione, nella riunione del 23 gennaio 1992, ha espresso il parere che la vigilanza sulle cooperative edilizie a contributo erariale competa al Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale, come confermato anche dalla legge 31 gennaio 1992 n. 59 art. 13 e segg. Competono al Ministero dei Lavori Pubblici, ai sensi T.U. sull'edilizia economica e popolare n. 1665 del 1938, gli accertamenti tecnici relativi all'esecuzione dei lavori di costruzione degli edifici fruenti di contributo erariale, nonché alcuni aspetti patologici del rapporto socio-cooperativa edilizia finanziata;


2. le cooperative delle regioni: Sicilia, Trentino Alto Adige e Friuli Venezia Giulia regolate dalle leggi regionali emanate sulla base dei rispettivi statuti speciali. Le cooperative sopra elencate hanno facoltà di iscriversi nei Registri Prefettizi agli effetti del successivo art. 16, o nei registri regionali agli effetti delle corrispondenti disposizioni.


Sono altresì escluse le cooperative:


1. Le Banche di credito cooperativo e le Banche popolari disciplinate dal D.Lgs del 1 settembre 1993 n. 385 e successive modificazioni.


2. Le cooperative di assicurazioni disciplinate dal d.p.r. 449/1959.

Sono invece inclusi nella vigilanza:


1. Le Associazioni nazionali di rappresentanza, assistenza e tutela del movimento cooperativo nei limiti di cui all'art. 6, ed i consorzi di cui all'art. 27 quarter.


2. La vigilanza sulle società ed enti cooperativi assegnata dalla legge al Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale è esclusiva ed ha per oggetto la conformità della loro gestione alle disposizioni di legge, di regolamento ed agli statuti sociali, nonché alla conservazione dei caratteri e dello spirito cooperativo (del d.l.p.s.14 dicembre 1947 n.1577 art. 9 e del r.d. 12 febbraio 1911 art. 34).

ART. 2. Ispezioni

La vigilanza si esercita a mezzo di ispezioni ordinarie e straordinarie.


Le ispezioni ordinarie debbono aver luogo almeno una volta ogni due anni. Sono assoggettati ad ispezione ordinaria annuale le società cooperative e loro consorzi che abbiano un fatturato superiore a lire trenta miliardi, ovvero che detengano partecipazioni di controllo in società a responsabilità limitata, nonchè le società cooperative edilizie di abitazione e loro consorzi iscritti all'albo di cui alla legge 31 gennaio 1992 n. 59 art. 13. Le ispezioni ordinarie vanno eseguite nei termini e nelle modalità che saranno stabilite dal Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale, sentita la Commissione Centrale di cui alla legge 31 gennaio 1992 n. 59 art. 8 .
Per le cooperative sociali le ispezioni ordinarie debbono aver luogo almeno una volta all'anno.
Le ispezioni straordinarie hanno luogo ogni volta che se ne presenti l'opportunità, con l'osservanza delle disposizioni stabilite per le ispezioni ordinarie.
Le società cooperative edilizie di abitazione e i loro consorzi sono tenuti ad affiggere presso la propria sede sociale, in luogo accessibile ai soci, un estratto del processo verbale relativo alla più recente ispezione, ordinaria o straordinaria, eseguita dagli organi competenti ai sensi delle disposizioni vigenti o a consegnare tale estratto ai soci entro sessanta giorni dalla firma del processo verbale medesimo. L'avvenuta consegna deve risultare da apposito documento. Gli incaricati delle ispezioni sono tenuti a controllare il rispetto di tali disposizioni, riferendone nel processo verbale relativo all'ispezione successiva.
Le ispezioni ordinarie e straordinarie non pregiudicano quelle di carattere tecnico che eventualmente possono essere disposte da altre amministrazioni dello Stato competenti per materia.
Le funzioni di vigilanza esercitata dal Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale sono riservate alle regioni a statuto speciale nell'ambito del rispettivo territorio e della rispettiva competenza.

1. Le ispezioni ordinarie e straordinarie costituiscono il presupposto indispensabile per l'adozione delle sanzioni previste dal d.l.p.s.14 dicembre 1947 n.1577 art. 11. Pertanto sarebbero contrari alla legge e passibili di ricorso per nullità dinanzi agli organi di giustizia amministrativa, eventuali provvedimenti dell'autorità governativa o prefettizia adottati senza ispezione, ad eccezione della liquidazione coatta amministrativa prevista dall'art.2540 c.c. non richiamato dall'art.11.


2. Le modalità per l'esecuzione delle ispezioni sono state stabilite col d.m. 7 dicembre 1967.


3. Gli enti cooperativi hanno il dovere di sottoporsi alle ispezioni. "Il solo fatto che il rappresentante legale di un ente cooperativo ometta senza giustificato motivo di presentarsi all'ispettore ministeriale o a quello delle associazioni di rappresentanza cui l'ente aderisce , o si sottragga comunque all'esecuzione dell'ispezione stessa, riveste gli estremi dell'irregolare funzionamento di cui all'art. 2543 c.c. e giustifica lo scioglimento degli organi amministrativi e la nomina di un commissario governativo. 


Comitato Centrale parere del 6 giugno 1965.

4. la vigilanza governativa sugli enti cooperativi, non interferisce con la vigilanza di carattere tecnico (sanitario,di sicurezza, ovvero diretta a verificare l'esistenza di particolari requisiti richiesti agli effetti di interventi agevolati, ecc.) che rientri nella competenza di altre Amministrazioni statali.


5. Il secondo comma dell'articolo in esame è stato modificato dalla legge 31 gennaio 1992 n. 59 art. 15 , prevedendo l'ispezione annuale per alcune categorie di società cooperative per le quali si è ritenuta necessaria una più incisiva vigilanza al fine di prevenire degenerazione dell'istituto cooperativo.


6. Il terzo comma dell'articolo in esame è stato inserito la dalla legge 8 novembre 1991 n. 381 art. 3, relativa alla disciplina delle cooperative sociali.


7. Il penultimo comma è stato inserito con la legge , introducendo per le cooperative edilizie nuovi strumenti conoscitivi sia da parte dei soci che dei terzi. Legge 31 gennaio 1992 n. 59 art. 15 punto 3.


8. La legge 31 gennaio 1992 n. 59 art. 15, ha stabilito che le società cooperative e i loro consorzi che abbiano un fatturato superiore a ottanta miliardi o che detengano partecipazioni di controllo in società per azioni o che possiedano riserve indivisibili superiore a lire tre miliardi o che raccolgano prestiti o conferimenti di soci finanziatori superiori a tre miliardi,oltre che all'ispezione ordinaria annuale di cui al comma 1, sono assoggettati ad annuale certificazione di bilancio, da parte di società di revisione iscritta all'albo speciale di cui all'art. 8 del d.p.r. 31 marzo 1975 n. 136, o da parte di una società di revisione autorizzata dal Ministero dell'Industria, del Commercio e dell'artigianato, ai sensi della legge 23 novembre 1939 n. 1966, che siano convenzionate con le Associazioni riconosciute di cui all'art.11,comma 1 della presente legge, alla quale le società cooperative e loro consorzi aderiscono, secondo uno schema di convenzione approvato dal Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale. Per le società cooperative e i loro consorzi non aderenti ad alcuna Associazione riconosciuta, la certificazione del bilancio viene effettuata da una delle società di revisione iscritte in apposito elenco formato dal Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale; per le società cooperative e i loro consorzi sottoposti alla vigilanza delle regioni a statuto speciale, la certificazione del bilancio viene effettuata da una delle società di revisione iscritta negli elenchi formati dalle regioni stesse. Con D.M. 7 gennaio 1993 è stato approvato lo "schema di convenzione" da stipulare fra le Associazioni Nazionali riconosciute e le società di revisione.


ART. 3. Esecuzione delle ispezioni

Le ispezioni ordinarie sono eseguite di regola dalle Associazioni Nazionali di rappresentanza, assistenza e tutela del movimento cooperativo, debitamente riconosciute, a mezzo di revisori iscritti nell'elenco di cui all'art. 5 ovvero esperti da esse designati previa intesa con il Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale . 


Le ispezioni straordinarie sono disposte dal  Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale ed eseguite da funzionari del Ministero o da altri funzionari espressamente delegati dallo stesso Ministero.
Sulle ispezioni disposte e sull'esito delle medesime dovrà essere riferito alla riunione immediatamente successiva della Commissione Centrale per le cooperative. Spetta agli stessi funzionari eseguire altresì le ispezioni ordinarie a quelle cooperative che non aderiscono ad alcuna delle predette Associazione Nazionali.

1. La competenza delle Associazioni Nazionali riconosciute ad esercitare la vigilanza sugli enti cooperativi associati costituisce un'importante funzione di pubblico interesse ad essere direttamente attribuita dalla legge. Si è inteso affermare in tal modo il principio dell'autocontrollo del movimento cooperativo esercitato dalle proprie organizzazioni. Le Associazioni Nazionali riconosciute hanno l'obbligo di ispezionare tutti gli enti ad esse aderenti, e le ispezioni da esse eseguite hanno - ai fini dell'art. 11 di questo provvedimento - gli stessi effetti delle ispezioni eseguite dai funzionari ministeriali.


2. Gli incarichi di eseguire le ispezioni straordinarie a società cooperative ( a seguito della modifica apportata all'art. 3 del d.l.c.p.s. 14 dicembre 1947 n. 1577, dalla legge 8 maggio 1949 n. 285) devono essere assegnati a funzionari del Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale o ad altri funzionari espressamente delegati dal Ministro stesso.


3. L'obbligo di riferire sulle ispezioni disposte e sull'esito delle medesime non comporta che la Commissione o il Comitato siano tenuti ad esprimer un motivato parere in merito alle singole ispezioni; parere che è richiesto solo nei casi più gravi ed ai fini della legittimità dei provvedimenti di cui al secondo e terzo comma dell'art.11.
ART. 4. Competenza delle Associazioni Nazionali

Le Associazioni Nazionali di rappresentanza, assistenza e tutela del movimento cooperativo sono competenti ad esercitare la vigilanza sugli enti cooperativi ad essi associati.


Le funzioni di vigilanza di cui al presente decreto non possono essere esercitate che dalle Associazioni debitamente riconosciute dal Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale.

La dichiarazione di adesione degli enti cooperativi ad una associazione nazionale riconosciuta è fatta con deliberazione dell'assemblea o del consiglio di amministrazione se tale adesione non formi oggetto di clausola statutaria. In tutti i casi, la dichiarazione deve essere espressamente accettata dalla Associazione e da questa notificata al Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale , ai fini dell'ultimo comma del precedente articolo 3. Per il caso in cui si sia data l'adesione a più di una Associazione, vedi  Commissione Centrale parere del 21 marzo 1984 e parere del 9 maggio 1984


Una cooperativa che abbia a suo tempo aderito ad una Associazione Nazionale giuridicamente riconosciuta - in caso di recesso della medesima - al disposto dell'art. 24 c.c. (dichiarazione di recesso da notificare almeno tre mesi prima della fine dell'anno in corso) è soggetta all'ispezione ordinaria biennale, vedi  Comitato Centrale parere del 30 novembre 1955.

ART. 5. Riconoscimento delle Associazioni Nazionali

Il riconoscimento di cui all'articolo precedente viene concesso con decreto del Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale ed è produttivo anche degli effetti giuridici di cui all'art. 12 del c.c.


Per ottenere tale riconoscimento le Associazioni Nazionali debbono presentare apposita istanza al Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale, corredata da una copia dell'atto costitutivo e dello statuto, dall'eventuale regolamento interno, dalle dichiarazioni di adesione di non meno di mille enti cooperativi associati con l'indicazione per ciascuno del numero dei soci e da un documento da cui risulti il nome, cognome e qualifica degli amministratori, sindaci e direttori in carica e delle altre persone specialmente autorizzate a trattare per conto dell'Associazione richiedente.

Le Associazioni richiedenti debbono comprovare la loro efficienza centrale e periferica e presentare un elenco dei revisori formato secondo le prescrizioni che saranno emanate dal Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale, cui compete altresì la facoltà di richiedere qualsiasi altra documentazione atta a fornire la dimostrazione della idoneità dell'Associazione ad assolver le funzioni di vigilanza sulle cooperative associate.


Le Associazioni Nazionali riconosciute sono persone giuridiche private(art.12 c.c.) investite direttamente dalla legge della funzione di pubblico interesse della vigilanza sulle società ed enti cooperativi aderenti.
Per la formazione dell'elenco dei revisori vedi artt. 7 e 8 del D.M. 7 dicembre 1967. 
Le Associazioni Nazionali riconosciute sono:

· Confederazione delle Cooperative Italiane con D.M. 12 aprile 1948;


· Lega Nazionale delle Cooperative e Mutue con D.M. 12 aprile 1948;


· Associazione Generale delle Cooperative Italiane con D.M. 14 dicembre 1961;


· Unione Nazionale Cooperative Italiane con D.M. 18 luglio 1975.



ART. 6.Vigilanza sulle Associazioni

Le Associazioni Nazionali come sopra riconosciute sono sottoposte alla vigilanza del


Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale, per quanto si attiene all'osservanza delle disposizioni del presente decreto.
Ove si tratti di Associazioni Nazionali che limitano la loro azione a cooperative di categoria, la vigilanza su di esse è esercitata dal Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale d'intesa con i Ministri competenti in materia.
Se una Associazione Nazionale non risulti in grado di assolvere efficacemente le proprie funzioni il Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale può provvedere alla revoca del decreto di riconoscimento, sentita la Commissione Centrale delle cooperative o in caso di urgenza il suo Comitato.
ART. 7. Norme per le ispezioni ordinarie

Nell'esecuzione delle funzioni di vigilanza sugli enti cooperativi associati le Associazioni Nazionali sono tenute ad osservare le norme che saranno stabilite dal Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale. ( Vedasi D.M. 7 dicembre 1967.)


ART. 8. Contributi e spese per le ispezioni

Le società cooperative dovranno versare, in relazione al numero dei soci ed al capitale sociale , un contributo per le spese relative alle ispezioni ordinarie in misura e con le modalità che saranno stabilite dal Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale.


Le cooperative che sono aderenti alle Associazioni Nazionali di cui all'art. 4 del presente decreto, verseranno tale contributo alla rispettiva associazione. Le altre cooperative verseranno i contributi stessi al Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale, che provvederà a depositarli presso un istituto di credito di diritto pubblico. 
Con decreto del Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale saranno stabilite le modalità relative all'amministrazione dei contributi di pertinenza del Ministero, i quali saranno destinati alla copertura delle spese comunque connesse con le ispezioni ordinarie, comprese quelle per la formazione di personale qualificato per l'esecuzione delle medesime.
Qualora al termine di ciascun biennio le spese sostenute dal Ministero risultassero inferiori al gettito dei contributi di revisione, il Ministero disporrà l'erogazione della differenza per lo svolgimento di corsi atti a formare personale qualificato per l'esecuzione delle ispezioni ed a favore del movimento cooperativo in genere, anche tramite le associazioni nazionali di categoria giuridicamente riconosciute.
Le spese relative alle ispezioni straordinarie saranno a carico del bilancio del Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale(1). 
( Vedasi legge 31 dicembre 1992 n. 59 art 15 che ha previsto le sanzioni in caso di ritardo o mancato pagamento del contributo biennale. )

(1) Articolo così sostituito dalla legge 17 febbraio 1971 n. 127 art. 15


Il contributo dovuto dalle cooperative al Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale od alle Associazioni Nazionali riconosciute è obbligatorio, perché dovuto in forza di una legge che ha stabilito anche i criteri per la determinazione della misura e della modalità di riscossione. Nelle regioni a statuto speciale della Sicilia e del Friuli Venezia Giulia le spese per l'esecuzione delle revisioni sono a carico di quelle amministrazione regionali. Si è fatta questione se il contributo per le revisioni costituisca il corrispettivo per un servizio effettuato nell'interesse dell'ente cooperativo o il corrispettivo di un servizio volto a tutelare un pubblico interesse, cioè quello di vigilanza sugli enti cooperativi. Questo secondo principio sembra essere stato accolto dal legislatore nella legge del 17 febbraio 1971 art. 9
La misura e le modalità del versamento del contributo furono determinate per la prima volta con il decreto ministeriale del 15 dicembre 1952, il quale costituì la premessa per l'inizio delle ispezioni ordinarie. La materia è stata successivamente riordinata con nuovi criteri nel d.m. 30 dicembre 1998, nel d.m. 9 aprile 2001 e nella circ. 50/2001 .
Il decreto ministeriale di cui tratta il terzo comma dell'articolo, è stato emanato in data 11 gennaio 1975; emanazione resasi necessaria anche per armonizzare la gestione degli avanzi previsti dal 4° comma con le disposizioni della legge 25 novembre 1971 n. 1041 sulle gestioni fuori bilancio nell'ambito delle amministrazioni dello Stato .
L'art. 15,comma 8, della legge 31 gennaio 1992 n.59, stabilisce che le funzioni esercitate dal Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale,relativamente ai contributi per le spese concernenti le ispezioni ordinarie sono riservate alle regioni a statuto speciale nell'ambito del rispettivo territorio e della relativa competenza.
ART. 9. Oggetto delle ispezioni ordinarie

Le ispezioni ordinarie hanno lo scopo di accertare principalmente:


a) l'esatta osservanza delle norme legislative, regolamentari, statutarie e mutualistiche;
b) la sussistenza dei requisiti richiesti da leggi generali e speciali per le agevolazioni tributarie o di altra natura di cui fruisce l'ente;
c) il regolare funzionamento contabile e amministrativo dell'ente;
d) l'esatta impostazione tecnica e il regolare svolgimento delle attività specifiche promosse o assunte dall'ente;
e) la consistenza patrimoniale dell'ente e lo stato delle attività e delle passività.
L'ispettore è tenuto anche a dare suggerimenti e consigli agli amministratori e agli impiegati per il retto ed efficace funzionamento dell'ente e soccorrerli con la propria assistenza.

In riferimento all'osservanza delle norme mutualistiche, si rimanda al commento dell'art 2511 c.c. 


Circa la sussistenza dei requisiti per le agevolazioni tributarie vedi art. 26, e le altre disposizioni tributarie emanate in materia. I requisiti richiesti per le agevolazioni "di altra natura" (mutui a tasso ridotto,contributi,preferenze per concessioni amministrative e così via) richiamano a numerose leggi concernenti i vari settori economici in cui operano le cooperative e che non è possibile riportare in questa sede. Tuttavia tali leggi presuppongono in generale che le cooperative abbiano i requisiti della mutualità, oltre a soddisfare le particolari condizioni richieste dalle leggi medesime e che possono formare oggetto degli accertamenti di carattere tecnico di cui all'ultimo comma dell'art. 2
La disposizione dell'ultimo comma dell'articolo, esprime l'attenzione dell'Amministrazione nei confronti dell'utente anche in sede di attività sostanzialmente di vigilanza, con la previsione di un ruolo di ausilio e consulenza che  presenta ancora carattere di notevole attualità.

ART. 10. Poteri degli ispettori

Gli enti ispezionati hanno l'obbligo di mettere a disposizione dell'ispettore tutti i libri, i registri e i documenti e di fornire altresì i dati, le informazioni e i chiarimenti che fossero loro richiesti.


Di ogni ispezione deve essere redatto processo verbale. Il verbale è redatto in tre originali datati e sottoscritti oltre che dall'ispettore, dal legale rappresentante dell'ente, il quale può farvi iscrivere le sue osservazioni. 
Entro quindici giorni dalla data del verbale, l'ente ispezionato può presentare ulteriori osservazioni.
L'ispettore è tenuto al segreto d'ufficio.
Uno degli originali rimane presso l'ente gli altri due vengono trasmessi dall'ispettore all'associazione nazionale che ha disposto la ispezione o al Ministero, a seconda che si tratti di ispezione ordinaria e di ispezione straordinaria.
Se l'ispezione riguarda cooperative agricole, una copia del verbale deve essere trasmessa, a cura del Ministero del Lavoro e della
Previdenza Sociale, al Ministero dell'Agricoltura e delle Foreste, entro trenta giorni dalla data del verbale.
Tale adempimento deve essere effettuato nei confronti del Ministero dell'industria e commercio, ove trattasi di cooperative di produzione.
Se l'ispezione riguarda cooperative sociali, una copia del verbale deve essere trasmessa, a cura del Ministero del Lavoro e della previdenza sociale, entro quaranta giorni dalla data del verbale stesso, alla regione nel cui territorio la cooperativa ha sede legale 

Gli enti cooperativi sono tenuti, in conseguenza dell'obbligo di farsi ispezionare (nota 3 art. 2) a fornire all'ispettore tutta, la documentazione e le informazioni necessarie. Ogni mancanza o reticenza deve essere annotata nel verbale di ispezione.


La facoltà concessa al legale rappresentante di iscrivere nel verbale di ispezione le sue osservazioni , e la facoltà data agli organi collegiali di fare seguire, entro il termine di quindici giorni dalla data del verbale consentono all'ente ispezionato la possibilità di dare responsabilmente conto e giustificazione del proprio operato, e di contro dedurre sulle contestazioni dell'ispettore, istituendo così un vero e proprio contraddittorio allo scopo di meglio informare il Ministero per l'eventuale adozione di provvedimenti previsti nel successivo art. 11. 
Il termine di quindici giorni di cui al terzo comma dell'articolo è tassativo, per cui il Consiglio di Stato ha ritenuto illegittimo il provvedimento di scioglimento del consiglio di amministrazione, se l'autorità governativa non abbia atteso la scadenza dei termini di quindici giorni concesso dall'art. 10, per la presentazione delle osservazioni al verbale ispettivo e non abbia intimato la diffida prevista dal successivo art.11 (Cons. di Stato Sez. III 23 aprile 1958, n.240).
L'ispettore funzionario del Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale è, nell'esercizio della funzione ispettiva, pubblico ufficiale. Simile qualifica non può essere attribuita ai revisori delle associazioni Nazionali riconosciute, essendo richiesta la qualifica di impiegato dello Stato o di un ente pubblico e/o l'esercizio di una pubblica funzione legislativa, amministrativa o giudiziaria.
L'ultimo comma dell'articolo in esame è stato inserito con la legge 8 novembre 1991 n. 381 art. 6 relativa alla disciplina delle cooperative sociali.
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