Capitolo 12 La dottrina dell’amore e dell’anima Platone dedica 2 dialoghi: IL Simposio e IL Fedro




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CAPITOLO 12

La dottrina dell’amore e dell’anima
Platone dedica 2 dialoghi: il Simposio e il Fedro, all’eros (Amore). Nel Simposio (Banchetto, Convito) spiega la natura dell’amore. In questo dialogo distingue due tipi di amore:

  • Amore volgare, che si rivolge ai corpi.

  • Amore celeste, che si rivolge alle anime.

Platone spiega anche il mito degli Androgeni: Aristofane narra che originariamente gli uomini erano metà uomo e metà donna, questo conferiva loro grande forza e gli dei erano invidiosi. Zeus geloso separò gli androgeni e da quel momento ogni metà ricerca l’altra metà dell’altro sesso(la ricerca dell’anima gemella).

L’amore desidera qualcosa che non ha ed è quindi mancanza, bisogno. L’Amore è il figlio di Povertà e Abbondanza ma non è un dio ma un demone, non possiede ne la bellezza ne la sapienza ma desidera, infatti è un filosofo non un sapiente. L’amore è quindi desiderio di bellezza, che rende felici. L’uomo tende a generare nella bellezza, e cerca di lasciare dopo di se un essere che gli somiglia. La bellezza è il fine, l’oggetto dell’amore.

Esistono vari gradi di bellezza ai quali l’uomo può sollevarsi solo attraverso un lungo cammino:


  • La bellezza del corpo.

  • La bellezza dell’anima

  • La bellezza delle leggi e delle istituzioni.

  • La bellezza delle scienze.

Il più alto grado di bellezza è la bellezza in sé, che è eterna, non muore, non nasce, perfetta, uguale a se stessa, fonte di ogni altra bellezza e oggetto della filosofia.

Nel Fedro Platone descrive la concezione dell’animo umano. Platone spiega ciò con un mito, quello della biga alata. La biga che rappresenta l’anima è trainata da due cavalli, uno bianco e uno nero ed è guidata da un auriga.



  • Il cavallo bianco rappresenta l’anima irascibile ed è legata agli istinti più elevati.

  • Il cavallo nero rappresenta l’anima concupiscibile legata agli istinti più bassi e più vicina alla terra.

  • L’auriga rappresenta l’anima razionale legata alla ragione.

L’anima vive a metà tra il mondo Iperuranio e la Terra. Il cavallo nero spinge verso la terra, mentre quello bianco verso l’Iperuranio. L’auriga invece cerca di tenere l’equilibrio.

Fino a quando l’anima razionale riesce a mantenere questo equilibrio l’anima rimane a metà, quando l’anima concupiscibile riesce ad avere il sopravvento l’anima casca sulla Terra e avviene l’incarnazione.



Questo mito è legato anche alla teoria della reminescenza e fa capire che a seconda del tempo in cui l’anima è rimasta a metà tra la Terra e l’Iperuranio l’uomo incarnato sarà più o meno sapiente. La bellezza si fa quindi guida dell’anima e mediatrice tra uomo e idee.

© Federico Ferranti Corporation www.terzof.altervista.org


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