Bonifiche in toscana: dai siti di interesse regionale ai siti di interesse nazionale




Yüklə 182.64 Kb.
tarix29.04.2016
ölçüsü182.64 Kb.
BONIFICHE IN TOSCANA: DAI SITI DI INTERESSE REGIONALE AI SITI DI INTERESSE NAZIONALE

In Italia, così come nella nostra Regione, fino agli anni Ottanta, in assenza di un quadro normativo preciso, la diffusione delle discariche non controllate, lo stoccaggio improprio di materie prime e rifiuti, gli sversamenti accidentali od utilizzi impropri di sostanze pericolose da parte di impianti industriali, hanno dato luogo ad un gran numero di situazioni di contaminazione, in particolare di immissione di sostanze inquinanti nelle principali matrici ambientali:suolo, acque superficiali e sotterranee.



L’esperienza regionale della bonifica delle aree inquinate
La Regione Toscana già a partire dal 1993 con L.R. 29/93 “Criteri di utilizzo di aree inquinate soggette a bonifica” ha definito, in netto anticipo sulla normativa nazionale, la procedura per la bonifica delle aree inquinate. Il primo piano regionale di bonifica delle aree inquinate, è stato approvato con D.C.R.T. 167 del 1993 poi aggiornato con D.C.R.T. 169/95. Il Piano conteneva l’individuazione e la priorità (breve termine, medio termine, censimento) dei siti da bonificare nonché i criteri per la loro bonifica.
In quel primo periodo di attività, in un quadro tecnico-normativo non ancora ben definito, sono stata affrontate con decisione, sia pur non senza difficoltà, molte situazione critiche in particolare quelle afferenti la dismissione di importanti poli industriali avvenuta alla fine degli anni ’80 come ad esempio quello di Massa Carrara (Zona Industriale Apuana – ZIA). Grazie agli interventi di bonifica di importanti, ed estese, aree industriali dimesse (es. l’area ex Farmoplant e l’area ex Italiana – Coke a Massa Carrara), ampie porzioni di territorio sono state bonificate e restituite agli usi legittimi.
Successivamente, in adeguamento all’intervenuta normativa nazionale (D.Lgs 22/97) la Regione Toscana emana la L.R. 25/98, ove si prevedono specifiche disposizioni attuative in tema di aree inquinate. Il piano regionale di bonifica delle aree inquinate, viene aggiornato, adeguato e quindi approvato (terzo stralcio del Piano regionale rifiuti) con Delibera del Consiglio Regionale 384 del 21/12/1999. Il quadro sottostante riporta la distribuzione dei siti da bonificare suddivisa per Provincia e priorità di intervento (Breve Termine. Medio Termine, Approfondimento, ripristino ambientale).


piano regionale DCRT 384/99 - tipologia dei siti e distribuzione per provincia
La L.R. 25/98 prevede che lo sviluppo e l’aggiornamento della pianificazione in toscana avvenga attraverso specifici Piani provinciali di bonifica. Di seguito si riporta lo stato di attuazione al 2009 della Pianificazione provinciale.


Provincia

Adozione

Parere regione

Approvazione

Pubblicazione

Firenze

D.C.P. n. 212

del 09/12/2003



D.G.R.T. n. 255

del 22/03/2004



D.C.P. n. 46

del 05/04/2004



D.G.R.T. n. 566 del 14/06/2004 (B.U.R.T. del 30/06/2004

Grosseto

D.C.P. n. 37

del 31/05/2004



D.G.R.T. n. 263

del 14/02/2005



D.C.P. n. 17 del 30/03/2006

D.G.R.T. n. 495 del 10/07/2006 (B.U.R.T. n. 30 del 26/07/2006)

Livorno

D.C.P n. 247

del 18/12/2003



D.G.R.T. n. 289

del 29/03/2004









Massa

D.C.P. n. 158 del 18/05/2006 (avvio procedimento)










Pistoia

D.C.P. n. 98

del 01/04/2003



D.G.R.T. n. 593

del 16/06/2004









Prato

D.C.P. n. 43

del 07/04/2004



D.G.R.T. n. 1174

del 22/11/2004



D.C.P. n. 90

del 21/12/2005



D.G.R.T. n. 185 del 20/03/2006 (B.U.R.T. n. 15 del 12/04/2006)

Siena

D.C.P. n. 89 del 29/09/2006

D.G.R.T. n. 111 del 19/02/2007

Deliberazione del Consiglio Provinciale n.

59 del 20/07/2007




DELIBERAZIONE 26 novembre 2007, n. 853

(BURT n. 2 del 9/02/2008)



A seguito della recente modifica della L.R. 25/98 che ha costituito tre unici Ambiti Territoriali Ottimali Rifiuti, in sostituzione dei 10 precedenti, gli ATO stanno procedendo alla definizione dei Piani a livello “interprovinciale”.


Con riferimento alle procedure per l’approvazione dei progetti di bonifica si ricorda che dal 1993 al 1997 la competenza è stata in capo alla Regione. Oggi, per i siti regionali, la competenza risulta essere del Comune: in particolare dal 1997 al 2006 ai sensi del D.Lgs. 22/97 e successivamente dal 2006, in attuazione del combinato disposto del D.Lgs. 152/06 con la L.R. 25/98 e la L.R. 30/06. Per i Siti da bonificare di interesse nazionale (SIN) la competenza risulta essere,ai sensi dell’art. 252 del D.Lgs 152/06, esclusiva del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare (MATTM).
I risultati ottenuti, in termine di attivazione delle procedure per i siti regionali sono sinteticamente riportati nelle periodiche pubblicazioni “Segnali Ambientali” editi dalla Regione Toscana e da “Stato dell’Ambiente” edito da ARPAT a partire dall’anno 2001 ad oggi, alle quali si rinvia per un approfondimento (sono scaricabili dal sito internet della Regione). Limitando l’analisi all’evoluzione dei siti definiti con priorità di intervento a “Breve Termine” e “Medio Termine” Segnali Ambientali 2001 riporta la situazione di “base” riguardo alle percentuale di attivazione delle bonifiche. I dati sono relativi all’anno 2000 quindi dopo 7 anni circa dall’uscita del primo Piano regionale (1993). Va precisato che nel frattempo nuovi siti sono stati aggiunti aggiunti, anche in numero rilevante. Vale la pena ricordare i numerosi siti dei comprensori minerari (area Colline Metallifere e Monte Amiata) aggiunti alla pianificazione nel 1997. Complessivamente la percentuale dei siti attivati a “breve termine” raggiungeva nell’anno 2000 l’86% dei siti censiti. Minore risulta l’attivazione dei progetti relativi agli interventi a “medio termine” per i quali si raggiungeva il 28% di procedure avviate.
Prioritariamente sono state affrontate, prima direttamente dalla Regione e quindi dai Comuni, le situazioni relative ad aree da bonificare definite a “breve termine”; ma sono state anche risolte molte altre situazioni relative ad aree classificate a “medio termine” o classificate come “censimento”. I vincoli urbanistici posti sull’utilizzo delle aree inquinate hanno spinto i soggetti obbligati alla bonifica delle aree e principalmente delle aree industriali dismesse, sulle quali è stato riscontrato un forte interesse economico al riutilizzo a scopo residenziale (prevalente per le aree interne ai centri urbani) oppure industriale (ma, si rileva, con taglie minori delle nuove Aziende). Un certo ritardo si è registrato, ed ancora si registra, nella bonifica di vecchie discariche per le quali non vi era un interesse immediato alla riqualificazione, se non ove questa fosse preliminare al riutilizzo del sito per servizi pubblici locali. La Regione oltre che con una risolutiva azione di input ha operato attraverso un sostanziale sostegno economico, nei confronti di soggetti pubblici, ma anche di privati, attraverso l’utilizzo di fonti regionali, statali e comunitarie (fondi DOCUP).
Passando allo stato dell’arte ad oggi, per un rapido sguardo, si riportano i dati più recenti.

In estrema sintesi emerge positivamente che i siti a “breve termine” attivati risultano il 100% di quelli individuati nel Piano (1999), si specifica che il numero assoluto dei siti a b.t. risulta superiore in quanto alcune aree da bonificare sono state suddivise in sub lotti al fine di favorire la realizzazione degli interventi. Per i siti a “medio termine” l’attivazione risulta essere stata minore, intorno al 70%. In quest’ultimo caso ciò può essere imputato al fatto che non può considerarsi concluso il processo di pianificazione a livello provinciale.



Aggiornamento dei siti in procedura di bonifica
Infine è necessario aggiungere che, in considerazione delle attuali disposizioni normative, costantemente vengono individuati nuovi siti oggetto di procedure di bonifica. Infatti, come risulta dal grafico sottostante le “nuove situazioni” hanno superato dal punto di vista numerico i siti di Piano. Comunque se le situazioni storiche rimangono superiori in termini di estensione e di impegno economico richiesto.
Nuovi” siti contaminati - ovvero quelli non compresi nel Piano regionale sono passati da 856 nel 2005 a 1105 nel 2007 a 1239 nel 2008.

Siti in procedimento di bonifica
Nella mappa seguente si riporta la distribuzione dei siti regionali oggetto di procedimento di bonifica e l’ubicazione dei 5 Siti di Bonifica di Interesse Nazionale (SIN) di cui si dirà nei successivi capitoli.




Individuazione dei Siti di Bonifica di Interesse Nazionale (SIN)
Solo nel 1997, con il D.Lgs. 22 (c.d. Decreto Ronchi), si definiscono norme nazionali per la bonifica delle aree inquinate, operativamente definite nel successivo DM 471/99. In particolare viene individuata la tipologia delle bonifiche di interesse nazionale, Nel 2006 entra in vigore il D.Lgs. 152 “Norme in materia ambientale” che alla parte IV Titolo V norma specificatamente la materia “bonifica di siti contaminati” confermando ancora la tipologia , all'art. 252, dei “Siti di interesse nazionale”.
La normativa prevede per i SIN la competenza del procedimento di approvazione dei progetti di bonifica, nelle diverse fasi previste, direttamente in capo al Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare.
A partire dalla Legge 426/98 ”Nuovi interventi in campo ambientale” e con successivi interventi normativi, fino al D.Lgs. 152/06 medesimo, sono state individuati i siti di bonifica di interesse nazionale (SIN) nelle aree industriali di Massa Carrara, Livorno, Piombino, l'ex area industriale Sitoco (Orbetello) e l'area interessata dalla bonifica della ex discarica delle Strillaie (Grosseto).1.
Il Programma Nazionale di interventi di bonifica e ripristino ambientale è stato approvato con Decreto n. 468 del 18/09/2001 ed integrato recentemente con il DM 308/2006. In particolare quest'ultimo esplicitamente che l’individuazione dei soggetti beneficiari nonché le modalità, le condizioni e i termini per l’erogazione dei finanziamenti previsti dal Programma nazionale di bonifica e ripristino ambientale siano regolamentati mediante il ricorso agli Accordi di Programma da sottoscrivere fra lo Stato, le Regioni e gli Enti locali territorialmente competenti”.
Si ricorda che nel 1999 la Regione Toscana aggiorna il Piano regionale di bonifica delle aree inquinate, approvandolo con DCRT 384/99 e definendo una programmazione regionale che si prevede debba svilupparsi ed integrarsi con Piani a livello provinciale.


Le risorse dei SIN
Le risorse sono state trasferite dal Ministero dell’Ambiente alla Regione Toscana che ne ha curato la gestione direttamente2 fino all’emanazione del citato DM 308/06. Infatti tale DM prevede esplicitamente che l’individuazione dei soggetti beneficiari nonché le modalità, le condizioni e i termini per l’erogazione dei finanziamenti previsti dal Programma nazionale di bonifica e ripristino ambientale siano regolamentati mediante il ricorso agli Accordi di Programma.
Gli interventi finanziati, esclusivamente di competenza pubblica, fino all’emanazione del DM di cui sopra, hanno riguardato l'esecuzione di: piani di caratterizzazione (PdC), interventi di Messa in sicurezza (MISE) e Progetti di bonifica comunque approvati dal Ministero dell’Ambiente secondo il procedimento nazionale. I soggetti (pubblici) attuatori degli interventi sono stati i Comuni, Le Autorità Portuali (per le aree marine e portuali) e l'ARPAT.
Le risorse (in milioni di Euro) trasferite alla Regione, impegnate ed ancora disponibili sintetizzate nel quadro seguente (2009):






trasferito da MA

impegnato

Disponibile per nuovi accordi

MASSA CARRARA

15,3

14.1

1,2

PIOMBINO

15,3

6.9

8,4

LIVORNO

3,3

1,5

1,8

totale

33.9

22,5

11,4

Le risorse per il SIN di Orbetello, pari a 6,7 milioni di Euro stanziate nel DM 308/06 sono state trasferite direttamente al Commissario per il risanamento della Laguna di Orbetello, mentre il milione di Euro per il SIN delle Strillaie, sempre stanziato con il DM 308/06, non risulta ancora esser stato trasferito.


SIN DI MASSA CARRARA
Il S.I.N. è stato perimetrato con D.M. 21 dicembre 1999, seguendo un principio cautelativo ed includendo aree eterogenee dal punto di vista della destinazione d’uso. Infatti sono comprese sia aree la cui destinazione è storicamente legata ad attività industriali potenzialmente inquinanti (Zona Industriale Apuana - Z.I.A.), sia aree interconnesse e confinanti potenzialmente esposte, in passato, a fattori inquinanti quali le aree residenziali.



SIN di MASSA CARRARA

ACCORDI
In data 28/05/2007 è stato sottoscritto dalla Regione con il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, la Provincia di Massa Carrara, i Comuni di Massa e di Carrara ed ARPAT l'ACCORDO DI PROGRAMMA “Per la bonifica del Sito di Interesse Nazionale di MASSA CARRARA” .
Gli interventi individuati sono finalizzati alla caratterizzazione e bonifica delle aree pubbliche contaminate. In particolare risulta oggi concluso lo studio, redatto da ICRAM, volto a verificare lo stato di contaminazione delle falde al fine di verificare la necessità di realizzare eventuali interventi di messa in sicurezza d’emergenza (MISE) valutandone altresì la relativa fattibilità. Sono previsti inoltre gli studi e le indagini per la caratterizzazione/progettazione preliminare degli interventi di bonifica delle aree marino costiere comprese nei SIN, nonché un importante progetto per la Bonifica dei ravaneti di Sponda, Ponti di Vara e Canale Boccanaglia.
Esiti dello studio ICRAM sulla falda
Nell’aprile del 2008 ICRAM ha presentato gli esiti dello “Studio per verificare la necessità di realizzare interventi di messa in sicurezza di emergenza della falda acquifera e valutazione della fattibilità”, uno degli snodi principali per poter finalmente intraprendere il percorso che dovrebbe portare a conciliare le esigenze di messa in sicurezza/bonifica dell’area con le necessità di sviluppo e reindustrializzazione.
Lo Studio ha confermato lo stato di locale inquinamento della falda in area industriale e sono stati identificati i punti critici (hot spot) dove tale inquinamento supera di 10 volte i limiti per le bonifiche stabiliti dal D.Lgs. 152/06, ma la maggiore estensione della la falda non presenta forme di inquinamento. E’ stato predisposto lo schema di soluzione per la Messa in sicurezza d’emergenza (MISE) della falda atta ad isolare ed impedire la diffusione dell’inquinamento.
ISPRA (ex ICRAM) propone interventi di Messa in Sicurezza d’Emergenza da realizzarsi attraverso il pompaggio controllato della falda (pozzi esistenti e di nuova realizzazione) con il riutilizzo/depurazione delle acque. La successiva fase di progettazione, che comunque non si presenta di facile attuazione dovrà definire operativamente, in ogni aspetto, gli interventi. Si prevede un unico depuratore (da ubicare presso l’attuale depuratore ex Farmoplant) con il riutilizzo a scopo industriale delle acque emunte. Il costo stimato per la realizzazione delle opere è di 58,1 milioni di Euro, mentre la gestione annua è di 17,8 milioni di Euro.
Accordo integrativo
Il Ministero propone un nuovo Accordo di Programma, integrativa rispetto all’Accordo del maggio 2007. La proposta dal Ministero parte dagli esiti del sopra richiamato studio volto a verificare lo stato di contaminazione delle falde nelle aree industriali al fine di realizzare eventuali interventi di messa in sicurezza d’emergenza (MISE).
In sintesi l'Accordo proposto prevede la condivisione di un impegno fra le parti pubbliche (Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, Ministero dello Sviluppo Economico, Ministero delle Infrastrutture e Trasporti, Regione Toscana, Provincia di Livorno, Comune di Piombino, Autorità Portuale, Consorzio ZIA, Camera di Commercio) per un percorso che porti a conciliare le attività di bonifica con gli obiettivi di sviluppo produttivo e portuale.
L’entità delle risorse finanziarie comprese nell’Accordo è assai rilevante (183 milioni di Euro). Gli interventi da realizzare sarebbero suddivisi in due fasi realizzative della quali la prima vale 58 milioni di Euro. Il quadro finanziario, peraltro ancora da approfondire, prevede che quota rilevante delle risorse (circa 120 milioni di Euro) provenga dalle transazioni del Ministero con i soggetti privati.
Le osservazioni principali riguardano le modalità di applicazione dell’onere del danno ambientale. In sede locale si richiede che questo sia a carico dei soggetti che l’hanno effettivamente provocato e non sugli attuali possessori dei suoli in quanto custodi delle aree stesse. Inoltre si richiede di mantenere all’interno dell’accordo la possibilità per i soggetti privati di potersi rivalere sui soggetti inquinatori, una volta verificate le responsabilità, ancorché abbiamo accettato l’atto transattivi. La Regione ritiene interesse di tutti gli Enti pervenire alla firma dell’Accordo, fatto che permetterebbe di rendere finalmente disponibili le aree per il quanto mai necessario sviluppo delle attività artigianali-industriali, fino ad oggi particolarmente penalizzate: è stato esplicitato al Ministro dell'Ambiente che i termini dell’Accordo proposto, proprio per renderne maggiormente percorribile l’attuazione, devono necessariamente tenere conto delle esigenze espresse più volte dagli Enti e dalla Aziende.
Per cercare di riavviare tempi dell’Accordo, ormai fermi da troppo tempo, è stato predisposto un documento condiviso per una proposta di applicazione della suddivisione dei costi della bonifica/messa in sicurezza (della falda) e del danno ambientale.
SIN DI PIOMBINO
Il SIN di Piombino è stato perimetrato con Decreto Ministeriale 10 gennaio 2000: è costituito da una superficie a terra di 928,4 ha e da una superficie a mare di 2.015 ha e comprende il polo industriale propriamente detto, l’area della centrale ENEL, il porto, l’area marina antistante e le discariche di rifiuti di “Poggio ai Venti”.



SIN di Piombino
ACCORDI

Per il SIN di Piombino risultano sottoscritti i seguenti Accordi:


Protocollo d’Intesa del 11 aprile 2005 sottoscritto dal Ministero dell’Ambiente e della tutela del Territorio e del Mare,dal Ministero delle Attività Produttive, dalla Regione Toscana,dalle amministrazioni locali interessate nonché dai rappresentanti delle principali imprese insediate nel sito di Piombino con il quale si è inteso coordinare gli interventi infrastrutturali,di bonifica e di sviluppo industriale impegnando i soggetti pubblici firmatari a sviluppare azioni per il miglioramento delle condizioni ambientali dell’area industriale e portuale e per la riqualificazione del territorio di Piombino. Tali interventi sono stati oggetto di una Valutazione Ambientale Strategica (VAS) sperimentale condotta da Sviluppo Italia su incarico MATT, propedeutica alla scelta delle migliori soluzioni oggetto di un successivo Accordo di Programma per l’attuazione degli interventi
ACCORDO DI PROGRAMMA “Per la bonifica del Sito di Interesse Nazionale di PIOMBINO” sottoscritto in data 28/05/2007 dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare con la Regione le Province, i Comuni e gli altri Soggetti Pubblici interessati finalizzato alla caratterizzazione e bonifica delle aree pubbliche contaminate. L’Accordo attinge alle risorse previste per il SIN vincolate ad Accordo di programma con il Ministero come previsto dal DM 308/06.
ACCORDO “Per gli interventi di bonifica negli ambiti marino-costieri presenti all’interno dei Siti di bonifica di interesse nazionale di Piombino e Napoli Bagnoli-Coroglio e per lo sviluppo di Piombino attraverso la realizzazione di nuove infrastrutture sottoscritto in data 21/12/2007. In particolare gli interventi di sviluppo portuale risultano in parte integrativi degli interventi di bonifica e di messa in sicurezza. Si prevede lo sviluppo del porto e la realizzazione del relativo collegamento infrastrutturale (prolungamento SS 398), a seguito di specifica variante urbanistica ad oggi adottata in Accordo di Pianificazione con la Regione. Il nuovo Piano regolatore Portuale, prevede l'estensione delle vasche di colmata ricomprese nello specchio d’acqua portuale, in parte destinate ad accogliere materiali provenienti dal SIN di Napoli Bagnoli-Coroglio Tali vasche, una volta riempite, potranno divenire nuove aree utilizzabili a fini portuali. Si prevede che affluiscano, nella prima fase di interventi, risorse per la bonifica e lo sviluppo portuale a soggetti pubblici per complessivi 272,5 milioni di Euro. Attualmente l’Accordo risulta in fase di rimodulazione.
Accordo integrativo del 18/12/2008 - Per il SIN di Piombino è stato sottoscritto un nuovo Accordo di Programma “Per il completamento della riqualificazione ambientale funzionale all'infrastrutturazione ed allo sviluppo del territorio incluso nel sito di bonifica di interesse nazionale (SIN) di Piombino.
Tale Accordo risulta integrativo di quello del Maggio 2007 (in connessione con quello Piombino Bagnoli del 21/12/2007) a seguito dei risultati dello studio, redatto da ICRAM (oggi ISPRA), volto a verificare lo stato di contaminazione delle falde nelle aree industriali al fine di realizzare eventuali interventi di messa in sicurezza d’emergenza (MISE). Infatti, a seguito dell’accertamento dello stato di inquinamento della falda è stato predisposto un progetto unitario di fattibilità per la bonifica della falda che prevede per la realizzazione delle opere un impegno di 151 milioni di Euro; la gestione annua è prevista in oltre 50 milioni di Euro. La messa in sicurezza e bonifica della falda avverrebbe attraverso la realizzazione della messa in sicurezza dell'intero sito industriale, mediante un sistema di confinamento che garantisce di bloccare la diffusione di contaminanti alle aree limitrofe attraverso le acque di falda ed i corpi idrici superficiali. Altresì è necessario garantire la bonifica delle aree marine ricomprese all’interno del perimetro del SIN, incluse le aree esterne a quelle di pertinenza portuale, attraverso la rimozione dei sedimenti contaminati. Gli interventi devono essere progettati e realizzati in coerenza con quanto già programmato nell’ambito dell’APQ del 21 dicembre 2007, che prevede, tra l’altro, interventi di confinamento della falda e di bonifica dei sedimenti marini con limitazione all’ambito del Porto di Piombino, anche in funzione dei progetti di infrastrutturazione della competente Autorità Portuale.
Elemento fondante dell'Accordo sottoscritto è la “modalità di fruizione dei benefici previsti dall'Accordo da parte dei privati” ove si prevede che le parti pubbliche concordino circa la possibilità per i privati di avvalersi degli interventi realizzati direttamente dall’Amministrazione per la bonifica della falda tramite la sottoscrizione di atti transattivi da sottoscrivere con il Ministero. La quantificazione degli oneri che i privati dovranno versare nelle transazioni sarà valutata in percentuale rispetto alla superficie occupata nel SIN, sulla base dei costi complessivi di bonifica della falda di cui al progetto di ISPRA (146 milioni di Euro) ed al danno ambientale (stimato in 185 milioni di Euro sulla base del costo della bonifica dei sedimenti contaminati) In data 19/01/2009 la Soc. Lucchini ha presentato ricorso al TAR a quest’ultimo Accordo (del 18/12/2008) ed ai precedenti connessi.
SIN DI LIVORNO
Il SIN di Livorno è stato individuato con DM 468/01 e perimetrato con DM 24 febbraio 2003


SIN di LIVORNO

ACCORDI
Per il SIN di Livorno non sono state raggiunte le condizioni per la sottoscrizione dell’Accordo di Programma sulla bonifica. L’Autorità Portuale di Livorno è stato fino ad oggi il soggetto pubblico che ha eseguito, precedentemente all'entrata in vigore del DM 308/06 (che ricordo prevede la necessità degli Accordi) le attività di bonifica sul sito (Piani di Caratterizzazione a mare ed a terra, interventi di Mise e di dragaggio del porto)
Si ricorda che l'A.P.L ha effettuato uno studio idrogeologico generale sull’area, non integrato con i dati inerenti lo stato di inquinamento. I dati delle singole Aziende, confermano comunque un diffuso stato di contaminazione. E’ opportuno ricercare le condizioni per la sottoscrizione di un’Accordo anche per questo SIN.
La Regione Toscana ha inviato, in data 28/10/2009 al Ministero dell’Ambiente una bozza di Accordo predisposta dal Comune di Livorno in accordo con Provincia, Autorità Portuale ed Associazione degli industriali che pone particolare attenzione alla definizione ed attribuzione dei costi legati al danno ambientale
SIN DI ORBETELLO (AREA EX SITOCO ED AREA LAGUNARE)
IL SIN di Orbetello originariamente individuava la sola ex area industriale SITOCO. In quest'area, un'importante attività di produzione di fertilizzanti, ha lasciato sul territorio una pesante eredità di inquinamento ambientale. L'area presenta necessità di bonifica e recupero, Ultimamente il perimetro del SIN è stato esteso all'intera laguna a causa dell'individuazione di un esteso inquinamento dei sedimenti causato dalle limitrofe ex attività minerarie


SIN ex SITOCO e LAGUNA di ORBETELLO

ACCORDI
In data 28/05/2007 è stato sottoscritto l’Accordo di programma per il sito di Orbetello dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare con la Regione, la Provincia di Grosseto il Comune di Orbetello, Il Commissario Straordinario per la bonifica della Laguna ed ARPAT.
Con Ordinanza Protezione Civile n.3667 del 22/04/2008 “Ulteriori disposizioni concernenti gli interventi necessari per il completamento delle attività finalizzate al risanamento della laguna di Orbetello” il Commissario, oltre ad aver riconfermate le attività già previste inerenti la depurazione ed il risanamento delle acque della Laguna, è stato specificatamente incaricato anche di procedere anche alla bonifica delle aree inquinate pubbliche della laguna di Levante e di Ponente.
In particolare si prevede che spetti al Commissario l’approvazione, sentito il Ministero e la Regione, dei progetti per la caratterizzazione, la messa in sicurezza e la bonifica delle aree inquinate. Sono altresì previste una serie di deroghe alle disposizioni del D.Lgs. 152/2006 in tema di rifiuti e bonifiche finalizzate alla semplificazione delle procedure ed in tema di affidamento dei lavori. Le risorse previste per il SIN di Orbetello individuate con il DM 308/06 - pari a 6,7 MEuro – risultano trasferite direttamente al Commissario Straordinario. Tali risorse di origine statale non transitano quindi, a differenza degli altri SIN regionali, sul bilancio regionale risultando in esclusiva disponibilità del Commissario, che provvede ad affidare direttamente gli incarichi per la bonifica della laguna. Ciò peraltro ha di fatto sospeso il citato Accordo del maggio 2007.
Sono in corso di studio le soluzioni e le procedure per il passaggio delle competenze del Commissario Straordinario, oltre che per le bonifiche anche (e soprattutto) per l’attività di depurazione e di salvaguardia dell’intera laguna (es. attività di rimozione delle alghe), ad un Soggetto che possa garantire l’attività in regime ordinario.

SIN DELLE STRILLAIE
ACCORDI
Questo SIN, individuato nell D.Lgs. 152/2006, risulta di recente individuazione e perimetrazione (DM 11/08/2006). Il 21 settembre 2009 è stato sottoscritto l’Accordo di Programma, previsto nel DM 308/06, per la bonifica del sito impiegando sia le risorse previste dal Programma Nazionale, pari a 1 milione di Euro, sia risorse proprie del Comune di Grosseto. Si prevede l’attuazione delle misure di messa in sicurezza della falda, la specifica progettazione della bonifica e la realizzazione di un impianto di trattamento del percolato. Il progetto di bonifica del sito dovrà essere successivamente approvato dal Ministero.


SIN Strillaie Grosseto

Sintesi dei procedimenti in corso nei SIN

Nella Tabella che segue si riporta un quadro si sintesi riguardo al numero di procedimenti ed al loro stato di attuazione anche in termini percentuali sull’estensione dei singoli SIN.





Massa Carrara

 

 

 

Stato dell'iter

Superfici a terra (m2)

% rispetto al totale

N° Procedimenti

Avviato

8.193.131

49,22%

18

PdC presentato

432.359

2,60%

35

PdC approvato

4.464.229

26,82%

81

Progetto di Bonifica presentato

30.000

0,18%

1

Progetto di Bonifica approvato

190.898

1,15%

3

Mancata necessità di bonifica

219.100

1,32%

16

Avvenuta bonifica

1.506.571

9,05%

4

Totale

15.036.288

90,33%

158

 

(perimetrazione: 16.645.000)

100,00%

 

 

 

 

 

Stato dell'iter

Superfici a mare (m2)

 

 

PdC presentato

18.750.000

 

 

 

(perimetrazione: 18.750.000)

 

 

 

 

 

 

Livorno

 

 

 

Stato dell'iter

Superfici a terra (m2)

% rispetto al totale

N° Procedimenti

Avviato

486.361

7,44%

7

PdC presentato

 

 

 

PdC approvato

4.006.630

61,31%

26

Progetto di Bonifica presentato

114.024

1,74%

2

Progetto di Bonifica approvato

247.809

3,79%

3

Mancata necessità di bonifica

 

0,00%

 

Avvenuta bonifica

10.000

0,15%

1

Totale

4.864.824

74,44%

39

 

(perimetrazione: 6.535.000)

100,00%

 

 

 

 

 

Stato dell'iter

Superfici a mare (m2)

 

 

Progetto di Bonifica presentato

14.194.000

 

 

 

(perimetrazione: 14.194.000)

 

 

 

 

 

 

Piombino

 

 

 

Stato dell'iter

Superfici a terra (m2)

% rispetto al totale

N° Procedimenti

Avviato

 

 

 

PdC presentato

 

 

 

PdC approvato

8.220.990

95,59%

17

Progetto di Bonifica presentato

222.964

2,59%

3

Progetto di Bonifica approvato

81.310

0,95%

3

Mancata necessità di bonifica

 

 

 

Avvenuta bonifica

73.796

0,86%

2

Totale

8.599.059

99,99%

25

 

(perimetrazione: 8.600.000)

100,00%

 

 

 

 

 

Stato dell'iter

Superfici a mare (m2)

 

 

PdC approvato

19.719.000

 

 

 

(perimetrazione: 19.719.000)

 

 

 

 

 

 

Grosseto-Orbetello

 

 

 

Stato dell'iter

Superfici a terra (m2)

% rispetto al totale

N° Procedimenti

Avviato

 

 

 

PdC presentato

 

 

 

PdC approvato

 

 

 

Progetto di Bonifica presentato

685.000

100,00%

1

Progetto di Bonifica approvato

 

 

 

Mancata necessità di bonifica

 

 

 

Avvenuta bonifica

 

 

 

Totale

685.000

100,00%

1

 

(perimetrazione: 639.000)

100,00%

 

 

 

 

 

Stato dell'iter

Superfici laguna (m2)

 

 

PdC presentato

2.714.000

 

 

 

(perimetrazione: 2.714.000)

 

 

 

 

 

 

Grosseto-Le Strillaie

 

 

 

Stato dell'iter

Superfici a terra (m2)

% rispetto al totale

N° Procedimenti

Avviato

 

 

 

PdC presentato

 

 

 

PdC approvato

1.400.000

100,00%

1

Progetto di Bonifica presentato

 

 

 

Progetto di Bonifica approvato

 

 

 

Mancata necessità di bonifica

 

 

 

Avvenuta bonifica

 

 

 

Totale

1.400.000

100,00%

1

 

(perimetrazione: 1.400.000)

100,00%

 


COMMENTI (Provvisorio)
E’ evidente che il Programma Nazionale, con i cinque SIN toscani, viene in qualche modo a sovrapporsi al Piano regionale ed ai Piani Provinciali di Bonifica delle aree inquinate. Ma, andando oltre la pianificazione, il procedimento di approvazione dei progetti di bonifica e dei propedeutici Piani di Caratterizzazione risulta appesantito.
I passaggi istruttori, che prevedono l’istruttoria presso il Ministero e la convocazione di periodiche Conferenze dei Servizi, a causa forse di oggettive difficoltà organizzative ministeriali, diventano particolarmente lunghi e complessi. Ciò porta per i SIN, come vedremo, ad un rallentamento complessivo con difficoltà di ottenere poi risultati effettivi.
Il ricorso allo strumento dell’Accordo di Programma (reso obbligatorio dal DM 308/06), se da una parte è doveroso e necessario per cercare di conciliare le esigenze di tutti gli attori, pubblici e privati ed utilizzare al meglio le risorse, tende in effetti a rallentare il processo complessivo di bonifica e recupero delle aree contaminate. E ciò in particolare nel caso il Ministero (soggetto promotore) non tenga conto delle esigenze anche del territorio (Regione, EE.LL. imprese etc.) innescando una conflittualità che di fatto complica il processo ed rischia di annullare ogni altro possibile vantaggio.
La molteplicità dei risvolti sociali, economici e tecnici legati alla presenza nel territorio toscano dei cinque SIN (in particolare delle aree industriali di Massa Carrara, Livorno e Piombino), rende ragione della necessità di prestare particolare attenzione alla questione. La contaminazione del suolo, delle acque superficiali e sotterranee, dei sedimenti presenti nelle aree di costa, sottrae considerevoli porzioni di territorio a nuovi possibili utilizzi residenziali, commerciali e produttivi; inoltre, va da sé, che la presenza di sostanze inquinanti ha rilevanza sia per l’ambiente che per la salute umana.
Risulta quindi urgente bonificare e recuperare le aree inserite nei SIN, utilizzate nel passato per attività industriali, consentendo il loro pieno riutilizzo in conformità a quanto previsto negli strumenti urbanistici vigenti. In molti casi si tratta di restituire il territorio all’insediamento ed allo sviluppo di nuove attività produttive necessarie allo sviluppo della regione Toscana.
Quanto sopra rende quindi necessario intervenire con le opportune sollecitazioni ove il processo di bonifica non restituisca le risposte sperate entro tempi accettabili per tutti.



1Il Programma nazionale e stato approvato con Decreto n. 468 del 18/09/2001 ed ha previsto il trasferimento dei fondi e delle funzioni tecnico-amministrative per l’erogazione ai soggetti beneficiari, direttamente alla Regione. Con il successivo DM 308/2006 è stato integrato il Programma. Tutti i SIN, escluso quello delle Strillaie, ricomprendono entro il perimetro, oltre un’area a terra, anche un’area a mare, sia le aree portuali, sia mare aperto per una distanza di circa 3 Km dalla costa.


2 secondo le procedure di cui alle D.G.R.T. n. 1043 del 30/09/02 e DGRT 203/2004 “Criteri e modalità di erogazione dei finanziamenti del programma nazionale di bonifica e ripristino ambientale di cui al D.M. 468/2001


Verilənlər bazası müəlliflik hüququ ilə müdafiə olunur ©azrefs.org 2016
rəhbərliyinə müraciət

    Ana səhifə