Anno accademico 2007/2008 inaugurazione del X anno accademico dell’ateneo varese – 29 aprile 2008 relazione del magnifico rettore dell’universita’ degli studi dell’insubria renzo Dionigi




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ANNO ACCADEMICO 2007/2008

INAUGURAZIONE DEL X ANNO ACCADEMICO DELL’ATENEO

Varese – 29 aprile 2008




RELAZIONE DEL MAGNIFICO RETTORE
DELL’UNIVERSITA’ DEGLI STUDI DELL’INSUBRIA

Renzo Dionigi
1. - INTRODUZIONE - 2. - LE DIMENSIONI DELL’ATENEO: 2.1 OFFERTA FORMATIVA, 2.2 RISORSE FINANZIARIE - 3. - LE LINEE D’AZIONE - 4. - LE FACOLTA’ - 5. - NUCLEO DI VALUTAZIONE - 6. - IL SISTEMA BIBLIOTECARIO DI ATENEO - 7. – TECNOLOGIE INFORMATICHE: 7.1 CENTRO SISTEMI INFORMATIVI E COMUNICAZIONE (SIC), 7.2 ORGANIZZAZIONE ATTIVITÀ DIDATTICA - 8. - INTERNATIONAL RESEARCH CENTER FOR LOCAL HISTORIES AND CULTURAL DIVERSITIES – 9. – CENTRO SPECIALE DI ALTA FORMAZIONE E RICERCA “INSUBRIA INTERNATIONAL SUMMER SCHOOL - 10. – STUDENTI: 10.1 DIRITTO ALLO STUDIO, 10.2 ATTIVITÀ DI ORIENTAMENTO E TUTORATO - 11. - PERSONALE DOCENTE E TECNICO AMMINISTRATIVO - 12. - RICERCA - 13. - PROGRAMMI INTERNAZIONALI - 14. - INIZIATIVE EDILIZIE - 15. - UNIVERSITÀ E TERRITORIO - 16. – INNOVAZIONE TECNOLOGICA E SVILUPPO - 17. ATTIVITÀ FSE – 18. ATTIVITÀ SPORTIVE – 19. COMUNICAZIONE E CULTURA E SISTEMI MUSEALI – 20. CONCLUSIONE


1. - Introduzione
Autorità, Magnifici Rettori, Amplissimi Presidi, illustri Colleghi, Dirigenti, Funzionari e Personale tutto dell’Amministrazione, cari Studenti, gentili Signore e Signori

È con particolare emozione, ma anche con un certo orgoglio istituzionale, non certamente personale, che oggi mi rivolgo a Voi tutti in occasione della cerimonia di inaugurazione del decimo anno accademico del nostro Ateneo. Inizialmente eravamo del parere di evitare questa cerimonia in considerazione delle molte iniziative di Facoltà e di Ateneo, che ci attendono nei prossimi mesi in occasione del nostro decennale. Abbiamo successivamente pensato che, seppure in tono minore, il Rettore dovesse fare alcune osservazioni e riflessioni su questi nostri primi dieci anni di vita. La relazione completa sullo stato dell’Università è già stata a Voi inviata ed è oggi distribuita alle autorità qui presenti.

Nel riflettere sul ruolo della nostra Università non si può che partire dal richiamarne l’identità. Siamo ormai entrati nella comunità scientifica internazionale rappresentando una delle realtà più nuove, attive ed originali. Quest’anno registriamo un ulteriore aumento degli immatricolati, che, sin dall’anno della nostra istituzione, sono sempre andati progressivamente aumentando, e taluni incrementi sono particolarmente vistosi in alcuni corsi di laurea. La nostra dimensione può essere insieme elemento di forza ed elemento di debolezza.

E’ forza quando siamo capaci di costruire insieme, quando i componenti della nostra comunità (docenti, studenti, personale tecnico ed amministrativo) riescono a lavorare congiuntamente alla costruzione del sapere; è debolezza quando i particolarismi disciplinari e gli egoismi corporativi impediscono di agire.

Il contesto nel quale ci troviamo a operare è di grande complessità. All’affermazione generalizzata della centralità del ruolo della scienza e dell’educazione nella società corrisponde, purtroppo, la continua riduzione delle risorse materiali e anche l’erosione del rispetto di quanto la comunità scientifica produce.

Il privilegio che abbiamo di studiare e di fare ricerca, e ancora il privilegio di condividere il nostro impegno con le generazioni più giovani, ci mette in una posizione di responsabilità nei confronti dell’intera comunità sociale nazionale e internazionale.

La scienza intesa come sapienza non può essere ridotta alla sola ricerca di base né alle sole applicazioni tecnologiche e cresce non solo al crescere delle eccellenze, ma anche al diffondersi del patrimonio dei sapori nella più ampia comunità sociale.

Anche se non abbiamo raggiunto gli obiettivi che ci eravamo posti, molto è stato fatto.

Abbiamo, inoltre, intrapreso numerosi progetti che devono e possono trovare concreta attuazione in tempi relativamente brevi, se ognuno farà la sua parte.

L’occasione è propizia per ringraziare tutti i colleghi del corpo docente e del personale tecnico-amministrativo che con il loro impegno garantiscono il funzionamento del nostro Ateneo e l’accrescimento costante della nostra comunità del sapere.

Come sappiamo, le aree di attività verso le quali le università sono chiamate a orientare il proprio sviluppo e sulla base delle quali sono valutati i progressi compiuti sono cinque: l’offerta formativa, la ricerca scientifica, i servizi agli studenti, l’internazionalizzazione e il personale.

L’offerta formativa dell’Insubria si conferma ampia e diversificata.

La nostra Università ha recepito le ultime novità legislative in materia di ordinamenti didattici con una serie di attività di informazione e di approfondimento all’interno degli organi responsabili dell’innovazione e della valutazione della didattica.

Riteniamo opportuno in questa occasione soffermarci su alcuni aspetti della applicazione del decreto 270, poiché esso comporta per il nostro Ateneo, così come per molti altri atenei delle nostre stesse dimensioni o di recente istituzione, alcune difficoltà che devono essere superate nel modo più razionale possibile.

Nel corso del 2007 si è costituita una commissione che ha redatto un documento “Linee Guida” che è stato poi approvato dal Senato Accademico. Tale documento delinea gli obiettivi generali e le fasi essenziali del processo di adeguamento dell’offerta formativa di Ateneo alla nuova legge. E’ stata costituita anche una commissione per la revisione e l’adeguamento del Regolamento Didattico di Ateneo. Con la definizione da parte del Ministero dei requisiti necessari per l’attivazione dei corsi di studio secondo la nuova normativa, è iniziata una serie di incontri con i Presidi e i Manager didattici per concordare un’Agenda degli adempimenti necessari ed è nel contempo iniziata una serie di valutazioni preliminari su quali corsi potrebbero essere disattivati o accorpati ad altri.

L’applicazione degli ordinamenti didattici delle nuove classi di laurea e di laurea magistrale, soprattutto in considerazione dei requisiti necessari indicati dal decreto, comporta diversi possibili scenari per l'Università dell'Insubria.

L'applicazione dei nuovi requisiti necessari di docenza (4 docenti per ogni anno di corso, utilizzabili solo per un corso di laurea o corso di laurea magistrale) penalizzerà soprattutto i piccoli atenei di recente istituzione, ancora sottodimensionati per numero di docenti strutturati, costringendoli ad accorpamenti e tagli forzati (non necessariamente giustificati dalla eccessiva ‘specificità’ di un corso o dal suo scarso successo), accorpamenti e tagli che tra l’altro rischieranno di essere assai poco compresi dal potenziale bacino di utenza sul territorio. Al contrario, i grandi e medi atenei, che possono invece contare su un numero consistente di docenti strutturati grazie ad un’attività di reclutamento assai più prolungata, saranno invece in grado di sostenere il requisito numerico richiesto, ridistribuendo i docenti e mantenendo quindi, anche con le nuove classi, la maggioranza se non la totalità dei corsi già attivati, indipendentemente dalla loro reale qualità e sostenibilità.

Il MUR ed il CUN hanno da tempo chiarito che non vi saranno vantaggi per le università che partiranno subito nell’applicazione del decreto o svantaggi per chi attenderà l’ultimo anno utile (a.a. 2009-2010) per trasformare i corsi di laurea già istituiti: al momento gli atenei che hanno deciso di applicare il decreto a partire dall’a.a. 2008-09 sono ancora in numero piuttosto ridotto e soprattutto non di piccole dimensioni. Gli atenei modificheranno quindi i loro regolamenti didattici con le nuove classi di laurea soprattutto negli anni accademici 2008-09 (per attivare i nuovi corsi a partire dal 2009-10) o 2009-10 (per attivare i nuovi corsi a partire dal 2010-11).

L’Università dell’Insubria si trova quindi di fronte alla necessità di fare alcune scelte cruciali in merito all’applicazione del DM 270/04, anche sulla base delle seguenti riflessioni:

Per evitare di rendere disomogenea l'offerta formativa e soprattutto al fine di favorire – e di ponderare attentamente - le inevitabili azioni di razionalizzazione e sinergia tra Facoltà e corsi di laurea, l'attivazione delle nuove classi di laurea con la conseguente trasformazione dei corsi di laurea già attivati nel nostro Ateneo dovrebbe avvenire per tutti i corsi nel medesimo anno accademico, ad eccezione di quello in Giurisprudenza, che dovrà rispettare i nuovi requisiti già nell'anno 2008-09.



In un processo di razionalizzazione dell’offerta formativa, dovrà essere seriamente considerata la possibilità di accorpamento di corsi della medesima classe (la cui persistenza è chiaramente sconsigliata in sede di valutazione nazionale, sebbene sia consentito motivarla ‘in modo convincente’), nonché l’accorpamento di corsi affini di classi diverse, che si trovano in grande sofferenza per quanto concerne il requisito di docenza. Auspicabile l’utilizzo di soluzioni interfacoltà o la costituzione di più curricula interni ad un unico corso accorpato. Potrà inoltre essere valutata anche l’eventualità di privilegiare una maggiore ‘sopravvivenza’ delle lauree triennali rispetto alle magistrali (anche in considerazione dei punti critici individuati per quest’ultime nei recenti lavori della Commissione per la Programmazione di Ateneo).


  • L’Università dell’Insubria, dovrà scegliere tra una di queste tre possibilità:

  • applicare la 270/04, a partire dall’a.a. 2009-10 (quindi modificando il Regolamento Didattico di Ateneo entro fine gennaio 2009) per non rimandare l’intero processo agli ultimi mesi utili, ma con il rischio che si debba ricorrere alla trasformazione graduale solo di alcuni corsi oppure a tagli ed accorpamenti ‘forzati’, considerando che la carenza di docenti si verifica praticamente in tutte le Facoltà e che tale carenza non potrà essere certamente sanata dai soli prossimi bandi per il reclutamento di ricercatori (soprattutto se, per ipotesi, si volessero invece mantenere attivi tutti gli attuali Corsi di Laurea e Lauree Magistrali con i nuovi requisiti).




  • applicare la 270/04, a partire dall’a.a. 2010-11 (quindi modificando il Regolamento Didattico di Ateneo entro fine gennaio 2010), quando per decreto tutte le classi di laurea conformi alla 509/99 saranno soppresse. Questa scelta, sia pure con il rischio di rimandare tutto “all’ultimo momento”, potrebbe rivelarsi opportuna in presenza della concreta possibilità di aumentare significativamente il corpo docente dell’Ateneo (ma con i nuovi docenti strutturati entro la fine del 2009). Saranno, comunque, inevitabili alcune decisioni di accorpamento (soprattutto tra corsi della stessa classe) e altre forme di razionalizzazione. In questa ipotesi, si potrà scegliere se attivare insieme tutti gli anni dei corsi con i nuovi requisiti, oppure se trasformare gradualmente i corsi. In quest’ultimo caso si otterrebbe inizialmente uno “sconto” sui requisiti complessivi di docenza, ma l’adeguamento, e quindi l’aumento di docenti strutturati, dovrebbe poi essere garantito, in quanto automatico, nel biennio successivo.




  • adottare un Piano di Raggiungimento di Ateneo (relativo a specifici corsi di studio con carenza di requisiti) della durata massima di cinque anni e coordinato tra le Facoltà. In questo caso si ottiene un’ulteriore dilazione (ad esempio se il piano di raggiungimento viene adottato a decorrere dall’a.a. 2010-11, si avrà tempo fino al 2014-15 prima di essere tenuti a disporre di tutti i requisiti necessari di docenza). In tale contesto si può gestire una programmazione “flessibile” nell’arco dei cinque anni che comporti però un piano di reclutamento preciso, consistente ed affidabile. Contestualmente alla previsione di un reclutamento “sostenibile” nel corso del quinquennio, soprattutto qualora si intenda programmare anche l’attivazione di nuovi corsi (ad esempio in funzione della nuova Facoltà a carattere umanistico), sarà necessario ridurre l’offerta formativa in modo da conservarla numericamente identica all’attuale una volta attivati anche i nuovi corsi entro la fine del quinquennio. In tale scenario sarà quindi necessario adottare soluzioni di razionalizzazione (in primo luogo accorpamenti tra corsi di studio o interfacoltà) che potranno essere concordate e sottoscritte preferibilmente prima del piano di raggiungimento oppure inserite all’interno del piano stesso come soluzioni alternative ad un possibile blocco del reclutamento dovuto a fattori non controllabili dall’Ateneo. Ma in quest’ultimo caso non si renderebbe possibile fino al termine del piano l’apertura di alcun nuovo corso di laurea o magistrale.

Pur persistendo le nostre perplessità sulla necessità ed opportunità del sistema appena riformato dei requisiti minimi per ogni corso di laurea – basti pensare che in altri paesi europei e statunitensi di grande prestigio esistono corsi di laurea triennali di grande attrattività che possono contare su solo tre o quattro docenti appartenenti alla amministrazione universitaria, mentre la maggior parte sono professori a contratto selezionati in base alla loro competenza specifica in determinate discipline – bene, pur permanendo queste perplessità riteniamo comunque che l’applicazione della 270 debba costituire l’occasione per una razionalizzazione complessiva dell’offerta didattica della nostra Università, una razionalizzazione che tenda alla riorganizzazione secondo criteri di qualità e che comporti la verifica dell’effettiva opportunità di mantenere attivi tutti i corsi finora proposti, e la salvaguardia, ove possibile, di quei corsi di laurea che si sono sin qui dimostrati di grande attrattività. Per meglio operare in questa delicata situazione, d’accordo con i Presidi, abbiamo ritenuto opportuno chiedere al Nucleo di valutazione di elaborare, se possibile in tempi relativamente brevi, un piano di Ateneo da proporre agli organi collegiali.


La mancanza di finanziamenti adeguati è nel nostro paese una indiscutibile realtà, che ci relega agli ultimi posti nelle graduatorie che misurano gli investimenti in ricerca e alta formazione tra i Paesi più avanzati. Bisogna ribadire che di questo passo l’esclusione della ricerca italiana dal circuito internazionale sembra l’esito più probabile di una politica dissennata, che vede sostanzialmente scender da circa un quindicennio il rapporto sul PIL della quota di bilancio statale dedicata a ricerca e formazione.

A diverse Università italiane non sono sfuggite le opportunità che le fondazioni possono offrire.

Le fondazioni possono, tra l'altro, promuovere la raccolta di fondi e contributi pubblici e privati; sostenere lo svolgimento di attività di ricerca, formazione e trasferimento tecnologico; amministrare e gestire non soltanto il proprio patrimonio, ma anche le strutture universitarie a esse affidate in gestione; promuovere la costituzione e partecipare a enti con le medesime finalità e a strutture di ricerca, alta formazione e trasferimento tecnologico, anche nella forma di società di capitali. Le prime esperienze a livello nazionale stanno ad indicare che le fondazioni, nella maggioranza dei casi, corrispondono concretamente alle aspettative. Indiscutibilmente la fondazione può rappresentare lo strumento più adatto, innanzitutto, per valorizzare la cultura della partecipazione e, in secondo luogo, per sollecitare la capacità di attivare un circuito della riproduzione delle risorse, non finalizzato alla sola gestione dei finanziamenti, secondo la vecchia logica del sostegno amministrativo alla ricerca, ma allo sviluppo di progetti, secondo la logica del capital risk, dell'investimento a medio e lungo termine.

E’ con grande soddisfazione che oggi, in occasione del decennale dell’istituzione del nostro Ateneo, vi comunico che proprio in questi giorni è stata costituita la Fondazione Giovanni Valcavi per l’Università degli Studi dell’Insubria.

L’istituzione della Fondazione è stata resa possibile grazie alla cospicua donazione e all’impegno dell’avvocato Giovanni Valcavi, varesino illustre e grande sostenitore della nascita dell’Università dell’Insubria e, ora, del suo sviluppo.

La “Fondazione Giovanni Valcavi per l'Università degli Studi dell'Insubria” mira a favorire la crescita dell’Università e a sviluppare il rapporto tra Ateneo, cittadini e istituzioni locali e valorizzare l’attività di ricerca e di formazione dell’Ateneo, compresa l'attività di divulgazione e approfondimento di problemi e questioni di carattere giuridico.

Per raggiungere gli scopi istituzionali la Fondazione può promuovere la raccolta di fondi e di contributi pubblici e privati; amministrare e gestire i beni di cui abbia la proprietà o il possesso; promuovere la costituzione e partecipare a enti con le medesime finalità e a strutture di ricerca, alta formazione e trasferimento tecnologico; istituire borse di studio, con bandi annuali riservati agli studenti più meritevoli. La Fondazione, inoltre, può provvedere, in favore o per conto dell’Università, a realizzare o gestire strutture di edilizia universitaria, o altre strutture di servizio strumentali e di supporto all’attività istituzionale dell’Università, nonché all’attività di ricerca e clinico-assistenziale.

Siamo grati all’avvocato Valcavi che ha sempre dimostrato in modo concreto la volontà di sostenere prima la nascita e ora lo sviluppo dell’Ateneo. La Fondazione può rappresentare lo strumento più adatto, innanzitutto, per valorizzare la cultura della partecipazione e, in secondo luogo, per sollecitare la capacità di attivare il circuito della riproduzione delle risorse, non finalizzato alla sola gestione dei finanziamenti - secondo la vecchia logica del sostegno amministrativo alla ricerca - ma anche allo sviluppo di progetti.

Siamo pertanto convinti che l’istituzione della Fondazione Valcavi per il nostro Ateneo potrà contribuire alla risoluzione di molti dei nostri problemi che ci rimangono da risolvere.
In occasione del nostro decennale, è stato costituito un Comitato per le Celebrazioni con il compito di presentare attraverso diverse manifestazioni lo sviluppo dell’Università nei suoi primi dieci anni di costituzione, lungo tutto l’anno accademico.

Per questo motivo è stato preparato il logo del decennale che accompagnerà ogni evento durante quest’anno e un calendario del 2008 che ricordi questo anniversario.

Numerosi sono gli appuntamenti organizzati da ogni Facoltà, col conferimento della laurea Honoris Causa a personalità scientifiche di rilevanza nazionale ed internazionale.

Molte le iniziative di cui citiamo solo alcune: la compilazione dell’Annuario di Ateneo, l’esecuzione di una ricerca riguardante rapporti tra attività dell’ateneo ed il territorio su cui insiste, una indagine sui Laureati dell’Insubria, il concorso internazionale di ex libris “ De Libera Universitate”, il convegno “ Magistri commacini. Mito e realtà del Medioevo Lombardo” in collaborazione col Centro Italiano di Studi sull’Alto Medioevo, il convegno, in collaborazione col CUS, “Università: studio e sport agonistico” per illustrare l’attività e i risultati raggiunti dagli studenti dell’Insubria nelle diverse discipline sportive.


I risultati che l’Ateneo ha raggiunto in questi suoi primi dieci anni non sono merito del suo Rettore, bensì di uno sforzo collegiale e condiviso, che si è esplicitato attraverso i suoi organi di governo. Ad esso hanno contribuito col loro lavoro quotidiano e col loro contributo critico il personale tecnico e amministrativo, i ricercatori e i docenti dell’Università.

2. - Le dimensioni dell’Ateneo
2.1 Offerta Formativa
I corsi di studio nell’anno accademico 2007/2008 attivati nelle cinque Facoltà dell’Ateneo nella sede di Como, di Varese, di Busto Arsizio e di Saronno sono stati 44; di cui 27 corsi di laurea di primo livello, 14 corsi di laurea di secondo livello (laurea specialistica), 2 corsi di laurea specialistica a ciclo unico e il corso di laurea magistrale in Giurisprudenza.

Nell’anno 1998-99 i corsi di studio erano 14; in nove anni l’offerta formativa si è notevolmente ampliata e diversificata mettendo a disposizione degli studenti oltre ai corsi tradizionali corsi nuovi che consentono loro un più agevole inserimento nel modo del lavoro.


Nella Facoltà di Giurisprudenza sono stati attivati i corsi di:

  • Scienze del Turismo

  • Scienze dei servizi giuridici per giuristi d’impresa e della pubblica amministrazione

  • Scienze della mediazione interlinguistica e interculturale

    • Laurea Specialistica in Giurisprudenza (corso ad esaurimento)

    • Laurea Magistrale in Giurisprudenza (nella sede di Como e nella sede di Varese – nuovo corso)

Nella Facoltà di Scienze MM.FF.NN. sede di Como sono stati attivati i corsi di:



  • Chimica e Chimica Industriale

  • Fisica

  • Matematica

  • Scienze Ambientali

  • Scienze e tecnologie dell’Informazione

  • Scienze dei Beni e delle Attività Culturali

  • Laurea Specialistica in Scienze Chimiche

  • Laurea Specialistica in Fisica

  • Laurea Specialistica in Scienze Ambientali

  • Laurea Specialistica in Matematica

  • Laurea Specialistica in Chimica Industriale

Nella Facoltà di Scienze MM.FF.NN. sede di Varese sono stati attivati i corsi di:



  • Scienze della Comunicazione

  • Ingegneria per la Sicurezza del Lavoro e dell’Ambiente

  • Analisi e gestione delle risorse naturali

  • Biologia Sanitaria

  • Informatica

  • Scienze Biologiche

  • Biotecnologie

  • Laurea Specialistica in Informatica

  • Laurea Specialistica in Scienze Biologiche

  • Laurea Specialistica in Analisi e Gestione delle risorse naturali

  • Laurea Specialistica in Biologia applicata alla ricerca Biomedica

    • Laurea Specialistica in Biotecnologie industriali e biocatalisi

    • Laurea Specialistica in Scienze e tecniche della comunicazione

Nella Facoltà di Economia e Commercio sono stati attivati i corsi di:



  • Economia e Commercio

  • Economia e Amministrazione delle Imprese (nella sede di Varese e nella sede di Como – nuovo corso)

  • Laurea Specialistica in Economia e Commercio

  • Laurea Specialistica in Economia Banca e Finanza

Nella Facoltà di Medicina e Chirurgia sono stati attivati i corsi di:



  • Medicina e Chirurgia ( specialistica a ciclo unico)

  • Odontoiatria e Protesi Dentaria (specialistica a ciclo unico)

  • Infermieristica

  • Ostetricia

  • Fisioterapia

  • Igiene Dentale

  • Tecniche di laboratorio biomedico

  • Tecniche di radiologia medica, per immagini e radioterapia

  • Educazione professionale

  • Tecniche di Fisiopatologia cardiocircolatoria e perfusione cardiovascolare

  • Scienze Motorie

Per la formazione specialistica dell’area medica per l’a.a. 2007/2008, sono state attivate 34 Scuole di specializzazione delle 37 Scuole istituite nell’Ateneo. Per 3 Scuole, Gastroenterologia, Medicina dello sport ed Urologia è stata decisa la temporanea disattivazione.

In applicazione dei recenti decreti ministeriali si è iniziata la procedura per il riassetto delle scuole di specializzazione dell’area sanitaria.

Nel 2008 il nostro Ateneo è stato inserito dal Ministero e della Ricerca tra le sedi in cui è possibile svolgere l’esame di stato in Odontoiatria, oltre agli esami di stato di Biologo, Chimico, Dottore Commercialista ed Esperto Contabile e Medico Chirurgo.

Tra le iniziative di alta formazione, di formazione permanente e di aggiornamento culturale avviate nel 2007 si ricordano il master di primo livello in Criminologia della Facoltà di Giurisprudenza, la seconda edizione del master di Primo livello in Conservazione e Valorizzazione del patrimonio culturale locale della Facoltà di MM.FF.NN. e il master di secondo livello in Diagnosi e Trattamento delle Disabilità di Apprendimento in età evolutiva curato dalla Facoltà di Medicina e Chirurgie e realizzato nell’ambito del progetto quadro finanziato dal F.S.E..

Tra i corsi si ricordano il corso speciale abilitante all’insegnamento – indirizzo di Scienze Motorie della Facoltà di Medicina e Chirurgia e il corso di formazione permanente per Avvocati Advanced Legal English curato dalla Facoltà di Giurisprudenza e 49 moduli professionalizzanti rivolti agli studenti degli Atenei lombardi svolti nell’ambito del progetto quadro e curati dalle Facoltà di Economia Giurisprudenza e Scienze MM.FF.NN. di Como e Varese.



Per il Dottorato di ricerca il ciclo istituito per l’a.a. 2007/2008, il XXIII, ha visto un aumento dei dottorati con sede amministrativa presso il nostro Ateneo. I dottorati sono 18, con il nuovo dottorato in Matematica del Calcolo.

Per la formazione nella ricerca l’Ateneo ha messo a disposizione 102 posti di dottorato, 51 dei quali sono coperti da borse di studio; di cui 6 borse sono finanziate dal fondo ministeriale per il sostegno dei giovani, 5 rispettivamente dall’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF), dalla Stazione Sperimentale per la Seta, Dalla Società 7PIXEL S.r.l., dall’Istituto Superiore di Oncologia (I.S.O) e dall’Università degli Studi di Napoli Federico II. Sono stati istituiti anche 22 dottorati in consorzio con altre Università italiane e straniere.

Sono state inoltre sottoscritte convenzioni di co-tutela di tesi del dottorato di ricerca con Atenei stranieri, tra i quali l’Università di Regensburg, l’Università di Granada, le Università di Parigi Pierre et Marie Curie, Paris-Sud 11 Orsay, Paris 7 Denis Diderot.

Anche per i dottorati di ricerca vi è stata una crescita costante dal primo ciclo formativo, il quindicesimo, attivato nel 1999 con cinque dottorati.

Nel corrente anno accademico 2007/2008 gli iscritti al primo anno ai corsi di laurea di I e di II livello, a ciclo unico e magistrale in Giurisprudenza, sono 2.870; gli immatricolati per la prima volta al sistema universitario sono 2198 contro i 2141 dello scorso anno (nell’anno accademico 1998-99 erano 1251).

Gli iscritti alle lauree di II livello sono 723, di cui iscritti al primo anno 302.

Gli iscritti totali a tutti i corsi di laurea (laurea vecchio ordinamento, laurea di I e di II livello, a ciclo unico e magistrale), sono, per il corrente anno accademico, 9599. Nell’anno accademico 1998-99 erano 5762.

Per l’a.a. 2007/2008 agli studenti stranieri non comunitari residenti all’estero immatricolati ai corsi di laurea di I e di II livello, a ciclo unico e magistrale sono stati 30.

Gli studenti stranieri, comunitari e legalmente soggiornanti in Italia complessivamente iscritti al primo anno sono 124 (4,3% degli iscritti al primo anno). Gli studenti stranieri complessivamente iscritti sono 413 (4,3% degli iscritti totali).

Le iscrizioni alle Scuole di Specializzazione sono 283 (dato non definitivo in quanto non sono complete le immatricolazioni al primo anno ed i rinnovi di iscrizioni al secondo anno), ai Corsi di Dottorato 213 e 13 ai Corsi di Master.

Complessivamente risultano iscritti all’anno accademico 2007/2008 per conseguire un titolo di studio previsto e riconosciuto dal vigente ordinamento universitario complessivamente 10.108 studenti con un incremento del 2,5% rispetto all’anno accademico 2006/2007.

Hanno ottenuto il titolo di studio nell’anno solare 2007, 1641 studenti. In particolare, 1 studente ha conseguito il diploma universitario, 126 hanno conseguito la laurea (ordinamento ex-ante D.M. 509/99), 1044 la, laurea di I livello, 168 la laurea di II livello, 114 la laurea specialistica a ciclo unico, 19 il Master di I livello, 1 il Master di II livello, 115 il diploma di Specializzazione e, infine, 53 il Dottorato di ricerca.



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